ORANGE Baby Terror Micro Head
test
La nuova Baby Terror firmata Orange, entra nella serie Baby con 20 watt, un circuito solid state e un pannello più articolato del consueto terzetto formato da Gain, Tone e Volume; dunque, in aggiunta, EQ a tre bande, Presence, selettore Tubby, secondo volume richiamabile da footswitch, effects loop e uscita bilanciata XLR. La dotazione cambia la prospettiva: non è soltanto un oggetto simpatico da tenere accanto al computer, ma una micro testata per chitarra, pensata per pedalboard, sala prove, piccoli palchi e registrazione.
I numeri vanno comunque interpretati, perché i 20 watt appartengono a un finale solid...
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state e non equivalgono, per volume percepito e riserva dinamica, ai 20 watt di molte testate valvolari. Cassa, efficienza degli altoparlanti e contesto musicale diventano decisivi: in casa la potenza è abbondante, in alcune sale prova può bastare, mentre un batterista che picchia forte, un microfono e PA, restano alleati ragionevoli. La Baby Terror non promette miracoli; mette insieme trasportabilità, immediatezza e quel centro medioso ruvido che rende riconoscibile il vocabolario sonoro di casa Orange.
COSTRUZIONE
La Baby Terror conserva la silhouette delle piccole testate Orange: chassis in metallo bianco, fascia arancione, grafica nera e maniglia cromata. Misure mm. 165 x 140 x 100 e peso di 1,5 chilogrammi: il tutto, agilmente trasportabile nella custodia (in dotazione) insieme a cavi e footswitch. Sotto la scocca non ci sono valvole, Orange presenta un progetto analogico interamente solid state, con front-end JFET single ended in Classe A e finale da 20 watt. Non compaiono modelli, preset, display o applicazioni di alcun tipo: esiste una sola catena, regolata con controlli tradizionali; l’assenza delle valvole elimina il surriscaldamento e riduce la manutenzione, qualità utili tanto sulla scrivania quanto per una seconda testata per chitarra da tenere sempre pronta all’uso.
Il richiamo alla Classe A riguarda il front-end JFET e non trasforma l’intero amplificatore in un piccolo valvolare. È però indicativo dell’approccio: Orange cerca una risposta immediata e una saturazione generata dal circuito analogico, anziché affidarsi alla modellazione. Anche la potenza è fissa, senza attenuatore o selettori; il controllo del livello passa quindi dai due potenziometri del Volume e dal rapporto con il cabinet. L’alimentazione è esterna, scelta quasi obbligata in uno chassis così piccolo. Il pannello indica 15 volt e 2 ampere: il trasformatore rimane fuori, limitando peso e calore dell’amplificatore, ma diventa un elemento da non dimenticare nella borsa; infine, allo scopo di mantenere la testata a temperature operative sostenibili, le feritoie dello chassis favoriscono la ventilazione, mentre quattro piedini sollevano la testata dalla superficie d’appoggio.
La Orange Baby Terror è costruita per cambiare ruolo, considerando che può pilotare un piccolo cab 1x8” o 1x12” per l’uso domestico, sfruttare un cab efficiente in sala prove, alimentare una catena diretta in studio, oppure fungere da backup. L’uscita speaker accetta cabinet da 8 o 16 ohm, ma la scelta dello stesso è determinante: ad esempio, con un cabinet 4x12” aumentano profondità e proiezione, mentre un piccolo altoparlante economico farà inevitabilmente emergere i propri limiti.
PANNELLO CONTROLLI
Il pannello anteriore della Baby Terror è diviso in due fasce. In alto, alimentazione, FS Volume, Volume, Gain, Tubby-switch e input; sotto, Presence, Treble, Middle e Bass. Rispetto alla Micro Terror, affidata a un controllo Tone generale, l’EQ separato della nuova nata permette di adattare meglio la voce a pickup, cabinet e ambienti differenti. Il Gain stabilisce ovviamente la saturazione del preamplificatore, mentre il controllo Volume agisce sul livello principale. Non esiste un secondo canale clean/drive: per passare dal pulito al crunch bisogna lavorare con il Gain e con il volume della chitarra. Chi pretende due canali indipendenti dovrà guardare altrove; chi considera il potenziometro della chitarra parte della performance ritroverà una logica classica.
FS Volume è la funzione più utile in gruppo. È qualcosa che Orange sta sperimentando da tempo su un vasto range di prodotti, e non è altro che un potenziometro in grado di impostare un secondo livello d’uscita, selezionabile con un footswitch collegato sul retro dell’amplificatore. Gain ed EQ non cambiano: un assolo o un ritornello possono avanzare nel mix senza ricevere ulteriore distorsione. In maniera molto basilare: si tratta di due diversi settaggi di volume, con il secondo richiamabile alla stregua di un boost. Il footswitch è opzionale ma diventa quasi indispensabile per sfruttare davvero la funzione in sede live.
Il Tubby-switch altro non è che un Fat-Mode che lascia passare un maggior contenuto di frequenze basse nelle prime fasi del segnale; non è quindi soltanto un Bass Boost posto a valle: modifica il modo in cui il preamplificatore viene alimentato. Con un Gain contenuto, aggiunge corpo a clean e crunch leggeri, compensando la magrezza che può emergere a volume domestico, oppure con cabinet piccoli. Quando il Gain sale, la stessa abbondanza di basse può allentare l’attacco, e pertanto, disinserendo il Tubby-switch, il suono torna più asciutto e focalizzato.
PANNELLO POSTERIORE
Sul retro della Baby Terror si trova un loop effetti per delay, riverberi e modulazioni, caratteristica che su una testata pensata per una buona dose di gain, è una presenza importante. Seguono la presa per il footswitch, l’uscita bilanciata in formato XLR e il Ground Lift, utile contro eventuali ronzii generati da loop di massa. Una nota interessante dell’uscita XLR è che porta il segnale del preamplificatore a interfaccia o mixer senza l’utilizzo di alcuna simulazione di cassa, cosa che consente di applicare le proprie IR tramite DAW o IR Loader, in un momento successivo.
Completano il retro dell’amplificatore l’unica uscita speaker, compatibile con carichi da 8 o 16 ohm, e la presa DC. Non sono presenti uscita cuffie (una mancanza piuttosto importante in questo caso), USB o load box interna: la Baby Terror resta una testata convenzionale e richiede un cabinet quando viene utilizzato il finale. Per il lavoro silenzioso si passa invece dall’output XLR, lasciando alla DAW il compito di ricostruire cassa e microfonazione.
SOUND
Il terreno naturale della Baby Terror è il passaggio tra crunch leggeri a un overdrive energico. Medie in avanti, attacco granuloso e una compressione che sembra abbaiare sotto la pennata, così come ci si aspetta da un amplificatore di casa Orange. Non è un circuito neutro e non prova a esserlo, dunque, anche con Gain moderato mantiene una densità che lo colloca inequivocabilmente in ambito rock. Il clean si ottiene abbassando il Gain oppure con il roll-off del volume della chitarra dopo aver regolato il preamplificatore vicino al breakup. Con pickup single coil l’headroom sarà sicuramente maggiore, mentre con pickup humbucker dall’output elevato, la saturazione sarà quasi inevitabile. Il Tubby-switch trova qui la propria collocazione migliore: riempie il fondo senza obbligare a eccedere con le basse frequenze, dando peso alle note singole e rendendo la risposta più gratificante a volumi casalinghi.
Se i clean invitano sempre a spingere un po’ con la mano destra, è alzando il Gain che si entra nel registro più convincente della testata: crunch corposi, compressione evidente, medio-basse dense e medio-alte ruvide. È qui che il volume della chitarra diventa il vero “canale aggiunto”.
Una nota fondamentale è quella riguardante il Tubby-switch e il controllo dedicato alle basse frequenze, perché entrambi vanno pensati in rapporto al cabinet scelto: un 4x12” consente un uso diverso da un 1x8”...
La voce di base della Baby Terror privilegia rock e hard rock rispetto a un high gain levigato e chirurgico, la saturazione disponibile basta per riff pesanti e lead compressi, con un carattere più sgranato che moderno. Un overdrive tipo Tube Screamer nell’input, può compattare ulteriormente le frequenze basse, mettere a fuoco le medie e aumentare il sustain generale. Il secondo volume messo a disposizione, FS Volume, incide più sull’uso che sulla pasta sonora. Settato sopra il livello principale, fa avanzare la chitarra nel mix senza alterare Gain, EQ e rapporto con gli effetti, ma il margine dipende dalla riserva del finale: se il Volume “di base” è già vicino al massimo, il secondo controllo non creerà potenza ulteriore, né riuscirà a far emergere troppo la chitarra nel mix. Conviene quindi lasciare spazio all’incremento quando si costruisce il suono di base.
Riguardo al volume in senso assoluto, il confronto con una testata valvolare da 20 watt è fuorviante. La Baby Terror può essere molto “sonora” in casa e credibile in sale prova con cabinet efficienti, ma una band rumorosa può consumarne rapidamente la riserva. In piccoli contesti live, microfonare la cassa, oppure inviare al PA l’uscita XLR completata da una IR alleggerisce sensibilmente il lavoro del finale. L’uso per la registrazione diretta amplia pertanto il valore del progetto: la nuova testata Orange diventa infatti un front-end analogico da completare in software con IR, microfoni virtuali e ambiente. Utilizzabile per tracking silenzioso mantenendo la gestualità di un amplificatore tradizionale: nessun preset da sfogliare, soltanto controlli fisici prima di arrivare alla DAW.
IN BREVE
La Orange Baby Terror rende il formato micro più adatto a un rig completo. I suoi 1,5 chilogrammi, EQ a tre bande, Presence, Tubby, Loop effetti e XLR Out eliminano molte rinunce dei modelli essenziali. Il secondo volume non crea un altro canale, ma offre un boost coerente con il suono di base. Clean rotondi, crunch e drive condividono medie riconoscibili e una grana generalmente ruvida. Con una buona cassa e, quando serve, il PA, la Baby Terror resta credibile come amplificatore domestico “evoluto”, testata per la sala prove o come backup. La borsa imbottita inclusa nella dotazione, completa un progetto che non sostituisce quello che offrono le testate Orange più importanti, ma ne conserva parte del carattere in uno chassis portabile con una mano.
C’è chi l’ha definita una “one-trick pony”, ovvero una testata particolarmente brava nel proprio numero: un suono rock ruvido e ripulibile dal volume della chitarra, forte di alcuni controlli in più che servono ad adattarne la voce, non a cancellarla.
Prezzo: Euro 247,00 (Iva esclusa)
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