WILLOW "The Thread"

di Rossana Pasturenzi
01 settembre 2026

recensione

Willow
The Thread
Three Six Zero
Con The Thread, Willow prosegue il sodalizio con Chris Greatti, iniziato con COPINGMECHANISM e consolidato con Empathogen, scegliendo un tema antico: la Madre Divina come forza generatrice, distruttrice e trasformativa. In She’s My Religion la natura assume i tratti di una divinità che non consola, ma costringe a crescere. «Break me open so I can keep expanding» diventa così la chiave del disco: la vulnerabilità non è resa, ma un esercizio di espansione. La stessa tensione attraversa i rapporti umani. In Unconditional l’amore non coincide con il possesso: si beve whiskey con la madre della persona amata, si piange con una sorella, si accetta che l’altro cerchi altrove ciò che manca. Crush On Eternity, impreziosita da Mei Semones, dilata il corteggiamento fino a comprendere tempo e spazio, mentre Shrink to Fantasy rifiuta il ruolo di trofeo o proiezione altrui. WILLOW non intende ridursi per adattarsi al desiderio di qualcuno.

Le immagini più incisive arrivano da Bone Collector, dove decomposizione, seta, gioielli e poesia compongono una mitologia fisica, quasi rituale. Ciò che sembrava scarto diventa memoria e materia creativa. Tall Baby lavora su un’autopercezione fragile, sospesa tra infanzia e maturità, mentre Talk On the Hill assume il tono di un’invocazione collettiva.

Non...

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tutto mantiene la stessa precisione. The Present Moment alza il tono sull’urgenza del presente, ma disperde l’allarme in metafore meno compatte. La title track resta sfuggente, più atmosfera che dichiarazione, mentre Hell to Pay mette in scena una colpa interiorizzata che lascia il soggetto fermo davanti a un sentiero visibile.

The Thread è dunque un album irregolare, ma coerente nella sua ricerca. WILLOW osserva fede, desiderio, famiglia e identità come forme in continua mutazione. Quando la scrittura si ancora a immagini concrete, il disco trova peso e visione; quando si affida all’astrazione, il filo si tende, ma rischia di scivolare tra le dita.

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