Keith Richards L'anima dei Rolling Stones

GuitarClub Marzo 1989
di Paolo Battigelli
01 marzo 1989

intervista

Rolling Stones
Keith Richards
Talk Is Cheap
All'età di cinque anni voleva disperatamente assomigliare a Roy Rogers, a sedici moriva dalla voglia di essere qualcuno, di trovarsi al centro dell'attenzione e per questo beveva abbondantemente atteggiandosi a uomo maturo con un pizzico di pazzia rivoluzionaria. Mai troppo osservante delle regole, a scuola indossava due paia di calzoni: quelli della divisa e, sotto, un paio di "black Levis" aderentissimi.

Descritto come un simpatico zoticone dal corpo insegnante, il suo primo lavoro serio è distribuire il latte nel quartiere ma essere un "milkman" non faceva certo per lui, perciò dopo due giorni manda tutti al diavolo.

Un tipo simile, nell'Inghilterra dei primi anni Sessanta ha solo due vie aperte davanti a sé: diventare un delinquente o entrare a far parte di una R&R Band. Giunto al bivio, Keith Richards non ha dubbi, sceglie la seconda. Senza sapere, ancora, che i suoi Rolling Stones si cingeranno, nell'arco di pochi anni, della corona di "greatest rock band in the world".

E' lui a comporre, di notte nella solitudine di una stanza d'albergo, il riff di "Satisfaction": un brano originariamente country che Keith non vuole incidere perché "non adatto allo spirito della band" e che solo dietro insistenza di Jagger...

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