CHRISTONE “KINGFISH” INGRAM

di Francesco Sicheri
02 dicembre 2025
“Il blues non morirà mai finché c’è qualcuno che lo suona come se fosse l’unica cosa che contasse davvero.” Questa frase non è incisa su alcuna lapide, ma potrebbe benissimo esserlo. E se dovessimo scolpirla su pietra oggi, probabilmente il nome che le starebbe accanto sarebbe quello di Christone “Kingfish” Ingram: classe 1999, nato e cresciuto a Clarksdale, Mississippi, nel cuore pulsante del Delta, laddove il blues ha pianto le sue prime lacrime e urlato la sua prima rabbia.

A Clarksdale, nel Mississippi statunitense, le leggende non sono racconti antichi, ma polvere che si posa sulle corde delle chitarre. Lì le storie di Robert Johnson, Son House e Muddy Waters non si leggono nei libri: si respirano. Kingfish è nato lì, nel 1999, in un quartiere dove l’elettricità del blues si confonde con il frinire dei grilli e le cicatrici della segregazione. È cresciuto in una casa piena di gospel e predicazioni, tra chiese battiste e jam session improvvisate nei juke joint. La sua infanzia non è quella patinata di molti coetanei: è fatta di lezioni pomeridiane al Delta Blues Museum, dove da bambino riceve la prima vera iniziazione al sacro fuoco delle dodici battute.

Figlio unico, educato da...

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