Rudolph Schenker, una chitarra di buona famiglia

GuitarClub Giugno 1989
di Daniela
01 giugno 1989

intervista

Scorpions
Rudolph Schenker
La storia dell'heavy metal, o hard rock come si definiva una volta, è stata raccontata attraverso le sue pietre miliari a 33 giri. Sui protagonisti, solo pezzi sparsi. Biografie, poche; autobiografie, praticamente nessuna; diari e rievocazioni neanche a parlarne. Chi ha impersonato una tendenza merita invece estrema considerazione e un occhio di riguardo; non solo per il risultato ottenuto, ma per l'essere artista. Il che, è abbastanza diverso.

Assodato che si può fare dell'ottima musica parlando il linguaggio metal, occupiamoci dunque di uno dei suoi più rappresentativi esponenti: Rudolph Schenker, fratello del più giovane Michael e membro fondatore dei teutonici Skorpions.

Dai tempi di "Lonesome Crow", grande debutto del 1972, e di "Fly To The Rainbow" i cinque tedeschi hanno influenzato decine di gruppi e dato vita ad un genere destinato ad imporsi come "the real thing" degli anni ottanta. Ma occupiamoci di Rudolph.

Il suo primo passo in campo musicale ha nome Copernicus. Siamo nel 1965 e la scaletta comprende remake di brani allora nei Top 20 nonché classici rock e blues. Nel frattempo, il fratello di Michael dà vita ai Cry, ma entrambe le esperienze terminano di lì a poco e i...

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