FRIEDMAN JOSE 20 Amp Series
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Dave Friedman conosce bene questa tradizione. Dopo la JOSE da 100 watt, sviluppata insieme a Marisol Arredondo, figlia di José, ora trasferisce il concetto in un amplificatore compatto, senza ridurlo meramente a una testata lunchbox. Le EL34 lasciano il posto alle EL84 e pertanto diminuisce la riserva dinamica; restano due volumi “ponticellati” internamente, uno stadio di gain aggiuntivo, differenti collocazioni del master volume e il clipping a diodi.
Testata e combo 1x12” non sono miniature cosmetiche della 100 watt, ma reinterpretazioni del rapporto tra attacco, saturazione e armoniche. Il focus rimane quel sound che ha affascinato tanti, ma ovviamente il wattaggio più contenuto permette un uso domestico molto più agile, entro limiti ragionevoli: 20 watt valvolari sviluppano ancora molta pressione sonora. Il System Volume governa l’uscita dell’amplificatore, ma...
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non lo trasforma automaticamente in uno strumento pensato esclusivamente per la camera da letto.
COSTRUZIONE
Il JOSE 20 è un monocanale interamente valvolare da 20 watt; il preamplificatore impiega quattro valvole 12AX7, lo stadio finale, invece, una coppia di EL84. È la differenza più evidente rispetto al JOSE da 100 watt con quattro EL34: non significa soltanto meno potenza, quindi, ma un diverso comportamento del finale. Le EL84 raggiungono prima compressione e saturazione, con minore headroom e un attacco meno imperturbabile rispetto alla massa sonora di un 100 watt. Friedman non dichiara di aver clonato il fratello maggiore componente per componente e, correttamente, parla di traduzione della sua voce e della sua risposta.
Come sempre anche il nuovo JOSE 20 è assemblato a mano a Los Angeles con componenti selezionati e trasformatori realizzati su specifiche precise, dettaglio fondamentale perché in un progetto dalla potenza contenuta, alimentazione e trasformatore d’uscita, concorrono alla fermezza delle basse, ai transienti e al modo in cui il finale “cede” quando spinto a dovere.
La testata misura circa 45,7 x 21,6 x 21 cm e pesa 10,2 kg: è trasportabile, ma più sostanziosa di molte testate dalle dimensioni simili. Dal canto suo, il combo arriva a circa 47,6 x 29,2 x 42,5 cm e a 20,4 kg di peso e ospita un Celestion G12M-65 Creamback da 12 pollici, altoparlante ceramico da 65 watt solitamente scelto per medie calde, alte frequenze smussate e risposta dinamica molto sensibile. Le due versioni, testata e combo, condividono circuito e controlli, ma ovviamente la testata permette di scegliere tra la compattezza di un cab 1x12”, la maggiore superficie di un 2x12” e la spinta di un 4x12”.
L’estetica nera-e-oro è quella Friedman, e la dotazione tecnica generale persegue una filosofia già nota: niente riverbero, Midi, simulazione di cabinet, uscita cuffie, carico interno o attenuatore.
PANNELLO CONTROLLI
Volume I e Volume II riprendono il channel-jumping dei classici britannici a quattro ingressi, nei quali un cavo univa i due canali. Nel JOSE 20 il ponte tra i due è interno: un solo ingresso alimenta entrambe le voci e le manopole ne stabiliscono il rapporto di blend. Volume I governa il ramo Lead, brillante e aggressivo, e Volume II controlla il Normal, caldo e pieno: ma, è giusto ribadirlo, non sono due canali indipendenti.
Lo switch Plex/Drive decide se il segnale attraversa lo stadio “Jose” supplementare. Nella modalità Plex il JOSE 20 conserva la risposta hot-rodded della base Plexi e il controllo Gain rimane escluso; nella modalità Drive viene inserito un vero stadio di gain aggiuntivo e quindi il controllo Gain ne regola il livello d’ingresso. Non è un semplice boost: cambiano saturazione, sustain, compressione e sviluppo armonico, ed è così che si possono regolare i due Volume per il carattere di base ed utilizzare il Gain per decidere quanto spingerlo.
Lo switch Gain Style distingue il JOSE 20 da una comune Plexi modificando gain, clipping e posizione del master. Su un lato il master viene anticipato e il clipping a diodi aumenta compressione e sustain. Al centro il master è più avanti nel circuito: la risposta è aperta e vicina al crunch di una Plexi hot-rodded. Sul lato opposto, uno stadio di clipping aggiuntivo produce maggiore saturazione e controllo.
Pre M.V.C. e Post M.V.C. derivano dalla seguente architettura. Il Pre Master Volume Control riprende il progetto di Arredondo: è collocato prima dell’equalizzazione, è attivo nel Gain Style a gain più elevato ed influenza il modo in cui il circuito satura. Cambia ciò che raggiunge le sezioni successive e, con esso, la risposta sotto le dita. Post M.V.C. è invece un master post-EQ, attivo in due Gain Style. Riduce il livello dopo che la sezione eq ha modellato il segnale, preservando il bilanciamento impostato: anche in questo caso è bene precisare che i due master non lavorano come coppia permanente, ma dipendono dal Gain Style scelto. System Volume è infine il master globale con cui fissare l’uscita senza alterare l’equilibrio tra volumi e saturazione.
Bass, Middle e Treble formano il tone-stack, con l’imprescindibile controllo di Presence che interviene sulle alte del finale. Aumentandolo crescono spessore dell’attacco e immediatezza, ridurlo smussa invece il top end senza comportarsi come un secondo controllo Treble. Lo switch Fat agisce sul front-end, aggiungendo spessore e impatto, irrobustisce un single coil e compensa un suono esile a basso volume; con humbucker generosi, accordature ribassate o un cabinet 4x12” ricco di basse frequenze, escluderlo può conservare maggiore separazione.
SOUND
Il territorio del Friedman JOSE 20 è quello del rock britannico hot-rodded, non quello di un amplificatore multicanale progettato per passare da un clean incontaminato a una distorsione metal con un semplice switch. In modalità Plex, e con Gain Style al centro, emerge il lato più aperto del progetto: medio-alte vive, accordi articolati sempre intelligibili e saturazione dettata dalla forza della pennata. Volume I decide quanto affilato rimane l’attacco, Volume II aggiunge la massa che impedisce al suono di assottigliarsi. Abbassando il volume della chitarra il crunch si ripulisce progressivamente; non diventa per forza un clean neutro, ma conserva dinamica e una grana coerente.
In queste situazioni emerge anche la distanza dal 100 watt. Le sue quattro EL34 mantengono più a lungo basse ferme e transienti ampi, mentre le due EL84 del JOSE 20 comprimono prima e ammorbidiscono l’attacco della nota. È il compromesso che permette di coinvolgere il finale a livelli di volume più realistici e utilizzabili in un vasto range di situazioni. Resta comunque una potenza adatta a prove e piccoli concerti, di certo non all’esercizio Silent (per il quale è eventualmente necessaria una reactive load box).
In modalità Drive, il controllo Gain aggiunge un secondo asse su cui lavorare. Ai valori bassi si ottiene un crunch più spesso e sostenuto, adatto a riff hard rock in cui la pennata deve restare intelligibile. Salendo progressivamente, le armoniche si addensano, la nota acquista coda e il passaggio tra le corde diventa più fluido. Il JOSE 20 non ricerca una distorsione levigata e perfettamente simmetrica: la sua attrattiva sta nella miscela tra ruvidità Plexi, compressione e armoniche superiori, con medie in primo piano invece del profilo scavato di molti amplificatori metal.
Gain Style stabilisce come questa saturazione viene percepita: al centro si ha maggiore escursione tra pennata leggera e forte, gli accordi respirano e overdrive o booster esterni trovano spazio. La modalità con master anticipato e diodi, riduce l’escursione dinamica, avvicina il suono alle dita rendendolo più “facile”, e aumenta il sustain in maniera sostanziosa: funziona bene per lead, bending e ritmiche hard rock che beneficiano di compattezza. L’altro lato, invece compatta ancora la risposta e concentra la distorsione, permettendo palm muting più controllati e una tessitura aggressiva. Non sono soltanto tre quantità di gain: cambiano inviluppo, attacco e sensazione elastica delle note sotto le dita.
Il controllo Fat restituisce autorità a basso volume e irrobustisce pickup più brillanti. Nella versione combo lo speaker G12M-65 Creamback aggiunge medie pronunciate e un top-end non tagliente per sua natura; la testata, invece, cambia volto in base al cabinet che si decide di abbinarle.
Il System Volume è decisivo nell’uso quotidiano, perché consente di costruire la saturazione con Volume I, Volume II, Gain e il master previsto dalla modalità scelta, per poi collocare l’output finale a un livello compatibile con stanza o microfono. A volume molto basso il carattere del preamplificatore resta disponibile, ma vengono meno contributo del finale, movimento dello speaker e interazione acustica perché nessun master può aggirare del tutto la fisica.
IN BREVE
Il Friedman JOSE 20 traduce la cultura delle modifiche di José Arredondo in un amplificatore di serie da 20 watt, senza fingere che una coppia di EL84 possa comportarsi come quattro EL34 spinte da un circuito pensato su 100 watt di potenza. Il nucleo è nel percorso del segnale: channel-jumping interno tra Volume I e II, stadio aggiuntivo Plex/Drive, tre Gain Style, master pre e post equalizzazione e System Volume globale. Sono controlli numerosi per un monocanale, ma tutti occorrono a scegliere dove generare la distorsione e come farla reagire.
A circa Euro 2.100,00 per la testata ed Euro 2.499,00 per il combo, l’amplificatore si colloca sempre nel segmento boutique del mercato e punta su costruzione statunitense ed un circuito unico nel suo genere. Non è pensato per coprire ogni repertorio con un solo footswitch, ma come strumento specialistico: richiede tempo per capire l’interazione dei controlli e restituisce un lessico preciso, radicato nel rock ad alto gain.
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