GIBSON CUSTOM 1957 L-5 CES Reissue

di Francesco Sicheri
01 novembre 2026

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Gibson
Custom 1957 L-5 CES Reissue
Chitarra elettrica
La L-5 torna nel catalogo Gibson Custom e lo fa scegliendo un anno tutt’altro che casuale: il 1957, quando gli humbucker entrarono nella storia della leggendaria archtop americana. Abete e acero scavati, manico ricostruito tramite scansioni 3D e due Custombucker Alnico 3: qui le scorciatoie moderne sono poche. Anche perché, con prezzi a cinque cifre, difficilmente qualcuno avrebbe voglia di trovarne.

Ci sono reissue che provano a rimettere in catalogo una forma, e altre che hanno il compito di ricostruire un metodo. La Gibson Custom 1957 L-5 CES Reissue appartiene alla seconda categoria: non basta replicare una silhouette storica, perché qui il punto è riportare in produzione una archtop interamente scavata, nata in un’epoca in cui la lavorazione del legno e l’elettrificazione di una chitarra stavano ancora imparando a convivere.

Costruita a Nashville, la 1957 L-5 CES Reissue prende come riferimento gli esemplari della seconda metà di quell’anno, ossia il momento in cui la L-5 elettrica abbandonava i single coil per accogliere gli allora nuovi humbucker PAF, Patent Applied For. Una scelta cronologica tutt’altro che ornamentale, visto che il 1957 mette insieme il progetto archtop sviluppato da Gibson a partire dagli anni Venti, la costruzione fully carved e una configurazione elettrica...

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destinata a diventare uno standard. Gibson Custom ha lavorato su scansioni 3D di esemplari dei Cinquanta per ricostruire profilo del manico, geometrie e dettagli, e il risultato è una hollow-body che non cerca scorciatoie moderne e che, anche nel prezzo, si colloca dichiaratamente nella fascia più alta della Historic Collection.

COSTRUZIONE
La struttura parte da una tavola armonica in abete AAA, scavata, abbinata a fondo in acero figurato AAA anch’esso curvato (carved) e ricavato da due metà accoppiate (bookmatched), e a fasce in acero figurato AAA massello. È questo il cuore della L-5: top e fondo non sono laminati né pressati, diversamente da una costruzione industriale, ma sagomati per asportazione di materiale, con spessori e curvature che contribuiscono in maniera diretta alla risposta meccanica della cassa. Per inciso, non è un caso che una L-5 richieda tempi di lavorazione difficilmente paragonabili a quelli di una solid body.

La finitura VOS in nitrocellulosa viene proposta in due opzioni, Vintage Sunburst e Antique Natural, ed entrambe condividono la stessa impostazione estetica: binding multiplo sul top, a tre strati sul fondo, bordatura della tastiera e della paletta, battipenna tartarugato a cinque strati e hardware dorato. La L-5 non ha mai praticato il minimalismo e questa Reissue ne ricalca le orme: intarsi block in madreperla, flowerpot sulla paletta, logo Gibson, stinger nero sul retro e cordiera L-5 incisa, fanno parte del linguaggio della chitarra tanto quanto le buche a “f”.
Il manico è in tre pezzi (due sezioni di acero figurato separate da una striscia centrale in noce) ed è incollato al corpo con la raffinata giunzione a coda-di-rondine. Su una archtop di questo tipo la precisione dell’angolo di innesto è cruciale, considerando che determina la relazione tra piano della tastiera, altezza del ponte e pressione esercitata dalle corde sulla tavola.

Il profilo Authentic 1957 L-5 è stato ricostruito tramite scansioni 3D di esemplari d’epoca, l’impostazione è sostanziosa, coerente con uno strumento progettato per corde importanti e per una scala lunga, 25,5 pollici. La tastiera in ebano, con radius da 12 pollici, ospita 20 tasti Reissue Medium Jumbo, e la larghezza al capotasto è di 42,86 mm.
Purfling, binding a quattro strati e il caratteristico “bird’s-beak” terminale completano una costruzione che lascia pochissime superfici prive di lavorazioni decorative.

Il ponte Historic Reissue ABR-1 è montato su base in palissandro, soluzione tradizionale concepita per trasferire alla tavola le vibrazioni senza punti di fissaggio metallici diretti nel top. L’altezza è regolabile e ogni selletta consente l’intonazione individuale; la cordiera trapezoidale L-5, le Kluson Sealfast dorate con Keystone e il capotasto in Corian, chiudono il quadro.
Di fabbrica la 1957 L-5 CES Reissue monta corde flatwound 012-052: una scelta che non è un semplice accessorio del setup, ma parte integrante del concept costruttivo della chitarra stessa.

ELETTRONICA
Il riferimento alla seconda metà del 1957 diventa particolarmente evidente sotto le cover dorate dei pickup. La nuova L-5 CES monta due Custombucker non cerati con magneti Alnico 3, sviluppati per richiamare comportamento e risposta dei primi humbucker firmati Gibson. L’assenza di potting lascia le bobine meno smorzate e può restituire una risposta più aperta e sensibile, accettando però una maggiore predisposizione ad essere microfonate rispetto a pickup completamente cerati; cosa che, per una hollow-body dal corpo di dimensioni importanti, diviene un elemento da considerare soprattutto ad alto volume e con molto gain. Il circuito resta il classico Gibson a due pickup: Volume e Tone per ciascun humbucker, selettore toggle a tre posizioni e connessione jack da ¼”.

SOUND
La Gibson L-5 CES nasce prima di tutto come una archtop e la parte elettrica non cancella tale presupposto. La combinazione di top e fondo scavati, scala da 25,5”, ponte su base in palissandro e corde flatwound 012-052, porta verso un attacco definito ma meno appuntito di quello associato a parecchie solid body. Il top in abete contribuisce alla prontezza della risposta, mentre fondo e fasce in acero provvedono a mantenere contorni leggibili sulle basse e sulle medio/basse.

Il Custombucker al manico è naturalmente il territorio più vicino alla tradizione jazz della L-5:
frequenze alte smussate, medie presenti e note che conservano corpo anche riducendo il tono. La scala lunga impedisce però che il registro grave diventi automaticamente morbido o indistinto; sotto la mano destra rimane una certa tensione. Dal canto suo, il pickup al ponte sposta il baricentro verso una voce più asciutta e focalizzata, interessante anche per country, blues e rockabilly, generi nei quali la L-5 ha costruito una parte meno raccontata della propria storia.
La posizione centrale permette di lavorare sui due volumi come su un vero bilanciamento timbrico, ottenendo sfumature più utili di quanto suggerisca un circuito apparentemente elementare. Resta il comportamento tipico di una hollow-body di tipo fully carved: aumentando volume e saturazione, l’interazione tra cassa, pickup e cabinet diventa parte del suono e richiede un certo controllo. Non è un limite accidentale, ma la conseguenza diretta di una chitarra progettata per essere acusticamente viva, prima ancora che immune al feedback.

IN BREVE
La 1957 L-5 CES Reissue riporta stabilmente nella gamma Gibson Custom una delle archtop centrali nella storia del marchio, scegliendo come fotografia il passaggio ai primi humbucker del 1957. È una chitarra basata su lavorazioni tradizionali, con top e fondo scavati, giunzione a coda-di-rondine, ponte su base in palissandro, manico 3 pcs, e non una reinterpretazione alleggerita del progetto. La versione con finitura Vintage Sunburst viene proposta a Euro 9.999, mentre la variante Antique Natural a Euro 10.999: cifre che individuano all’istante il pubblico di riferimento di una chitarra che replica la storia, non semplicemente una hollow-body di fascia alta.

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