CORT CR300MT Classic Rock Series
test
Spessore 45 mm, 24 tasti, coppia di EMG attivi 81/60 e finitura Black Satin, la Cort CR300MT non è una CR tradizionale semplicemente vestita di nero: l’assenza del top in acero, il profilo più sottile e l’estensione della tastiera modificano sostanza, ergonomia e destinazione d’uso, mentre mogano, manico set-neck, scala da 24,75” e ponte fisso mantengono riconoscibile l’impianto originario. Con un prezzo di circa Euro 900,00, la CR300MT si colloca in una fascia nella quale componenti di marca e specializzazione devono tradursi in vantaggi concreti. La sua risposta è netta: una single-cut familiare sotto le mani, ripensata per chi lavora soprattutto con distorsioni ingenti e accordature ribassate.
COSTRUZIONE
Il corpo della CR300MT è interamente in mogano e, a differenza...
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di molte single-cut tradizionali, non prevede un top in acero. Il dato centrale è però lo spessore di 45 mm, quasi il 20% inferiore a quello di un corpo di una single cut “convenzionale”: una riduzione che promette meno ingombro contro il busto del chitarrista e maggiore comodità suonando in piedi.
Black Satin è l’unica finitura disponibile. Il binding bianco e nero segue corpo e paletta, mentre la tastiera rinuncia ai segnatasti frontali. Ne risulta un’estetica essenziale ma non anonima, completata da hardware in nickel anziché nero: un richiamo discreto alla matrice classica del progetto.
Il manico in mogano è incollato e adotta un profilo a C, spesso 21 mm al primo tasto e 23 mm al dodicesimo. Non è dunque uno dei profili estremamente sottili tipici di altre chitarre con vocazione simile, ma mantiene una certa consistenza, con un incremento contenuto lungo la tastiera. La scala da 24,75”, conserva la tensione relativamente morbida associata a questo tipo di costruzione e favorisce bending ampi e vibrato. Con le accordature molto basse richiederà però una scalatura delle corde adeguata, per non perdere fermezza.
La tastiera in Micarta ha un radius da 12” e ospita 24 tasti Medium Jumbo in nickel, non è una soluzione estrema o da-corsa, ma un compromesso noto: abbastanza piatta per bending energici e action bassa. Le due ottave complete rappresentano uno dei veri divari rispetto alla tradizione, i 24 tasti obbligano a collocare il pickup al manico più vicino al ponte rispetto a vari modelli a 22 tasti, con conseguenze sulla voce della stessa chitarra.
Il capotasto è un Graph Tech TUSQ da 43 mm, mentre di serie sono montate le corde D’Addario EXL110 (010-046), adatte all’accordatura standard e a ribassamenti moderati. Il ponte scelto da Cort è un Tune-O-Matic con stop tailpiece, una soluzione semplice e collaudata, mentre le meccaniche sono Grover Rotomatic.
ELETTRONICA
La Cort CR300MT affida la propria identità sonora alla coppia attiva EMG 81 al ponte e EMG 60 al manico, una combinazione estremamente rodata in ambito metal. L’81 privilegia output elevato, attacco e presenza sulle medio-alte, così da mantenere sempre precisi riff serrati e parti soliste con molta distorsione, mentre il 60 combina basse frequenze corpose ed alte più aperte e brillanti.
La posizione più arretrata dell’EMG 60 imposta dai 24 tasti rafforza ulteriormente la sua definizione: l’oscillazione della corda risulta più contenuta e la componente armonica prevale maggiormente sulla fondamentale. Le basse frequenze sono meno ampie e rotonde, l’attacco è più secco, le medio-alte sono maggiormente esposte e il tutto si concretizza in una separazione più netta delle note suonate.
Il circuito dei controlli resta tradizionale: due volumi, due toni e selettore a tre posizioni. I pickup possono essere regolati separatamente e, nella posizione centrale, miscelati tramite i rispettivi volumi. Non sono previsti coil split, modalità passiva o commutazioni aggiuntive. La CR300MT rinuncia quindi a un ventaglio di timbri molto esteso per offrire poche voci immediate e coerenti con la sua destinazione.
SOUND
Al ponte, l’EMG 81 impone attacco, basse frequenze compatte e medio-alte in evidenza. Mogano, manico incollato e ponte fisso concorrono al sustain, mentre il pickup mira a impedire che il registro grave vada “fuori dai bordi” quando le accordature scelte sono molto basse. È una combinazione adatta a riff veloci, palm muting e accordature ribassate, dove la precisione conta più di una risposta ariosa. L’EMG 60 promette un’alternativa meno aggressiva ma non ovattata: voce compatta e uniforme sui puliti, utile per arpeggi complessi (anche quando abbinati ad un mix di effetti molto invadente) e parti stratificate, ma meno incline alla massiccia escursione dinamica di un humbucker passivo vintage.
La posizione centrale è la più flessibile: volumi e toni indipendenti consentono di smussare l’81, conservare la chiarezza del 60 o costruire un crunch più equilibrato. Anche i controlli di tono acquisiscono una funzione concreta, considerando che possono restituire la definizione sulle altissime frequenze dei ceramici senza ricorrere subito all’equalizzazione dell’amplificatore. Non ci si aspetti però di poter contare su sonorità di stampo vintage o di estrema flessibilità sonora: la CRT300MT è specificamente pensata per lavorare là dove il gain non è mai abbastanza alto.
La scala corta (24,75”) facilita bending ampi, ma con le 010-046 montate di serie può diventare cedevole nelle accordature più basse. Per le accordature dal Drop C in giù, corde più robuste aiuterebbero a recuperare attacco e stabilità. Il progetto CR300MT privilegia dunque compattezza, sustain e definizione sotto livelli di gain importanti: certamente, le varianti timbriche e le sfumature vintage non sono il suo habitat naturale.
IN BREVE
La Cort CR300MT conserva le fondamenta della single-cut più famosa – mogano, manico incollato, scala 24,75” e Tune-O-Matic – ma, con un body di 45 mm di spessore, 24 tasti e la coppia di EMG 81/60, sposta il baricentro del progetto verso il metal contemporaneo. Tra i punti forti, oltre all’elettronica, figurano meccaniche Grover, capotasto TUSQ ed un’ergonomia meno impegnativa rispetto alle single-cut più tradizionali.
Al prezzo di circa Euro 900,00 la CR300MT si rivolge al chitarrista che ricerca un mix di consistenza e scala corta da single-cut, unitamente a un range di due ottave complete e alla risposta prevedibile degli EMG attivi. Assolutamente centrata su riff pesanti, accordature ribassate e suoni ad alto tasso di distorsione.
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