Devin Townsend: il nuovo "Lightwork" è un album di gratitudine

di Francesco Sicheri
04 novembre 2022

photo credits: Paul Harries

intervista

Devin Townsend
Devin Townsend
Lightwork
Quando si parla di Devin Townsend, ci sono delle implicazioni. La sua estroversa personalità gli consente di spaziare dai lidi più heavy della sfera metal, alla musica ambient per i contesti più soffici e d’atmosfera; "Lightwork", il nuovo album dell’artista canadese, si pone a metà fra le due cose, e lo fa con la consueta dose di perizia esecutiva e musicalità.

Classe 1972, originario di Vancouver, tra la metà degli anni ‘90 ed i primi 2000, Devin Townsend ha dato vita ad uno degli esperimenti metal più efferati e (tutt’oggi) venerati. Così come ha poi dimostrato durante tutta la sua carriera, smembrare gli Strapping Young Lad all’apice della loro fama è esattamente il tipo di mossa che ci si deve aspettare da uno come lui. In continuo movimento, e soprattutto in perenne ricerca di nuovi stimoli e nuovi lidi verso i quali veicolare gli slanci creativi, Devin Townsend ha trasformato la sua identità artistica radicalmente e molteplici volte.

Lightwork (28 ottobre 2022, InsideOut Music) non è semplicemente la più recente espressione di una mente costantemente concentrata sul processo di “creazione”, è anche la concretizzazione di una riflessione profonda avvenuta durante un periodo molto difficile come quello...

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