SCHECTER Nick Johnston Traditional HH
test
Il solido tandem Schecter Guitars/Nick Johnston ha dato vita a una delle linee signature più riuscite dell’ultimo decennio: chitarre elettriche capaci di unire ergonomia moderna, ispirazione classica e una versatilità timbrica radicata nell’universo-strat, tra configurazioni SSS, HSS e successivamente interpretazioni che guardano apertamente al mondo-tele. L’odierna Schecter Nick Johnston Traditional HH segna però una rottura piuttosto netta con questo passato; non si tratta semplicemente di una nuova finitura o di una revisione della scheda tecnica, bensì di una chitarra che nasce per raccontare una fase diversa della carriera del chitarrista canadese: quella del suo ingresso nei Mastodon che ha dovuto inevitabilmente tenere conto di esigenze sonore, approccio e contesti differenti.
Scompaiono così i single coil, spariscono le configurazioni ibride e arrivano due humbucker espressamente pensati per gestire accordature ribassate, riff massicci...
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e un linguaggio che guarda più al progressive metal e allo sludge che non alla fusion contemporanea.
Anche l’estetica della nuova Schecter racconta questo cambiamento: la finitura Atomic Mercury richiama apertamente il linguaggio Silverburst diventato iconico nel rock e nel metal, mentre il nuovo manico in wenge introduce una diversa percezione fisica dello strumento. In estrema sintesi, resta la piattaforma Traditional, ma il carattere cambia sensibilmente, ed il risultato è una chitarra intenzionata a mettere in dialogo due mondi: la suonabilità raffinata che ha reso celebri le signature di Johnston e una vocazione decisamente più orientata al rock pesante. Di fatto, una trasformazione interessante non solo per i fan del celebre chitarrista, ma anche per chi ricerca una solidbody humbucker/humbucker (HH) moderna, capace di muoversi ben oltre i confini del metal.
COSTRUZIONE
La Nick Johnston Traditional HH mantiene l’impostazione generale delle precedenti signature che Schecter dedica al chitarrista canadese ma introduce una serie di modifiche che ne ridefiniscono in modo evidente carattere e percezione. La base resta quella di una solidbody in ontano, scelta ormai consolidata per la piattaforma Traditional, nota per offrire equilibrio sulle frequenze e una buona leggibilità sulle medio/alte senza perdere corpo sulle basse. In questa configurazione, però, il comportamento timbrico cambia sensibilmente rispetto alle versioni HSS e SSS: la presenza del doppio humbucker e il nuovo manico spostano infatti il baricentro verso registri più densi e muscolari.
L’elemento che cattura l’attenzione all’istante è la finitura Atomic Mercury. Il richiamo all’estetica Silverburst degli anni Settanta è evidente e pare voler raccontare apertamente la nuova fase artistica di Johnston: il risultato è una chitarra elettrica che abbandona parte dell’immaginario fusion e contemporaneo delle precedenti signature per avvicinarsi a un’estetica più legata al rock pesante, al progressive e a sonorità dal carattere più scuro.
Ancora più interessante è la scelta del manico: là dove molte Traditional adottavano l’acero, qui si tratta invece del wenge, con tanto di profilo Nick Johnston, che cambia il feeling della seicorde all’istante; il manico restituisce una sensazione più piena, il peso complessivo sale e la risposta acquisisce una maggiore densità. Con i suoi 3,99 kg la Traditional HH non rientra tra le solidbody leggere, ma mantiene comunque un bilanciamento convincente che non penalizza l’ergonomia.
La tastiera in ebano con radius da 14” conferma invece l’impostazione moderna tipica dei progetti Johnston: nessuna concessione alle filosofie vintage, ma tutto è pensato in funzione di fluidità, precisione e velocità esecutiva. Il radius piatto favorisce bending ampi, action contenute e una sensazione familiare all’istante per il chitarrista contemporaneo.
Schecter completa il quadro con 22 tasti jumbo in acciaio inox ad arginare l’usura e garantire un attacco definito e una risposta molto immediata sotto le dita. Inalterata la scala da 25,5” e il capotasto Graph Tech XL Black Tusq da 42 mm, entrambi finalizzati a contribuire alla stabilità e precisione dell’assetto.
Interessante anche il comparto hardware. Le meccaniche Schecter Nouveau Locking Tuners e il ponte Schecter Nouveau Tremolo con Music City Bridge rappresentano infatti uno degli aggiornamenti più rilevanti del progetto Traditional HH. In particolare, il comportamento del sistema vibrato va ad avvicinarsi più a soluzioni aftermarket evolute come VegaTrem, che non ai tradizionali tremoli S-style, offrendo una risposta vivace e moderna ed una gestione particolarmente stabile dell’accordatura.
ELETTRONICA
La trasformazione più evidente della Schecter Nick Johnston Traditional HH passa dall’elettronica. Per la prima volta nella storia delle sue signature, scompaiono completamente le sonorità single coil: pickup centrale scomparso, nessuna configurazione ibrida, nessuna funzione di split; una scelta che, come si diceva sopra, fotografa il nuovo viaggio sonoro di Johnston.
Se è vero che le precedenti Johnston Signature hanno costruito gran parte della loro identità su un linguaggio fortemente influenzato dal mondo Fender – puliti aperti, dinamiche ariose, territori capaci di spaziare dalla fusion al rock classico – è altrettanto vero che la nuova Schecter Traditional HH cambia completamente la prospettiva dirigendosi verso il peso e la compattezza del suono.
Il cuore del sistema è costituito dai due Nick Johnston Signature Atom-Buckers di bordo, la cui particolarità sta proprio nella loro attitudine: pur essendo pensati per i contesti heavy, non inseguono livelli di output estremi né le compressioni tipiche di molte produzioni metal contemporanee, guardando invece a una risposta dinamica decisamente articolata e a un carattere che richiama per certi versi l’universo sonoro di stampo vintage.
La gestione è affidata a Master Volume, Master Tone e a un selettore Superswitch a cinque posizioni, per una soluzione che amplia sensibilmente il raggio di azione, pur se all’interno di una configurazione HH tradizionale.
A rendere il tutto particolarmente reattivo contribuiscono i potenziometri da 500k dal comportamento marcatamente progressivo: riducendo il volume, il suono mantiene definizione e presenza senza perdere corpo, mentre il controllo del tono consente di passare da registri più aperti e brillanti a sfumature morbide e quasi jazz-oriented senza divenire mai eccessivamente scuro.
Nel complesso, si tratta di una chitarra che invita a lavorare di continuo con le dinamiche della mano destra ed i controlli di volume e tono.
SOUND
È il territorio timbrico/sonoro a mostrare su tutto l’identità della nuova Schecter Nick Johnston Traditional. Chi arriva dalle precedenti signature del chitarrista potrebbe restare spiazzato dapprincipio: le versioni HSS e SSS avevano costruito il loro successo su un equilibrio quasi di stampo fusion contemporaneo, fatto di attacco definito, puliti ampi, posizioni intermedie brillanti e una notevole capacità di attraversare generi differenti; diversamente, con gli humbucker Atom-Buckers il linguaggio cambia radicalmente la direzione spostando il baricentro timbrico verso medie più presenti, profondità maggiore e un sustain più pronunciato. Di fatto, una Schecter orientata verso territori heavy, ma che evita le derive aggressive tipiche di molte chitarre metal contemporanee. Non si dirige dunque verso le compressioni eccessive né verso output esasperati, ma mantiene una risposta controllata, leggibile e sorprendentemente musicale.
Con l’humbucker al manico, il pulito restituisce un registro pieno e armonicamente ricco: le basse mantengono presenza senza risultare invadenti, mentre le medie conservano una notevole intelligibilità anche sugli accordi più complessi... in alcuni passaggi emerge quasi una sensazione semi-hollow nella gestione delle armoniche, rendendo particolarmente credibili arpeggi, fraseggi melodici e aperture jazzy.
L’humbucker al ponte cambia completamente lo scenario ed è qui che la Schecter Traditional HH entra nei territori per cui è stata concepita: riff con accordature ribassate, power chord estesi e pattern ritmici più pesanti trovano una risposta immediata. Anche aumentando il gain l’attacco si mantiene definito e la separazione tra le note continua ad essere convincente. Diventa quindi piuttosto facile immaginare questa chitarra nel mondo dei Mastodon, e brani come Blood And Thunder, Oblivion, Black Tongue o Ember City sembrano perfettamente allineati al lessico sonoro della Traditional HH. La sorpresa, però, è che la chitarra non si esaurisce affatto in questo ambito ed infatti è lavorando sul volume che emergono sonorità di stampo rock/blues decisamente credibili; i potenziometri da 500k si rivelano particolarmente efficaci proprio in questa transizione, permettendo di scolpire il suono in modo progressivo e senza bruschi cambiamenti.
Anche la costruzione influenza fortemente il risultato finale. La tastiera in ebano e il radius da 14” invitano inevitabilmente a un approccio moderno: legato, bending ampi e fraseggi fluidi paiono quasi parte integrante della personalità della nuova Traditional HH. Interessante anche il comportamento del tremolo Schecter Nouveau: parecchie chitarre orientate al rock pesante sacrificano la leva per privilegiare sustain e stabilità, mentre in questo caso si tratta di un sistema capace di privilegiare entrambe le anime. Sistema flottante, consente escursioni morbide e vibrati molto espressivi, mantenendo l’accordatura in maniera sorprendentemente stabile. Il risultato finale è una chitarra che mette in dialogo due mondi apparentemente distanti: da una parte la fluidità esecutiva e il fraseggio raffinato tipici di Johnston, dall’altra una voce più massiccia, costruita attorno al riff e a una presenza armonica maggiorata.
La versatilità assoluta delle versioni HSS viene a mancare? L’assenza delle sonorità single coil limita inevitabilmente il raggio di azione, ma si tratta di un concept studiato allo scopo; la
Traditional HH non cerca di essere una chitarra da impiego universale, ma nasce con il compito di sostenere la nuova direzione di Johnston ed è proprio questo a definire la sua peculiare personalità.
IN BREVE
La Schecter Nick Johnston Traditional HH rappresenta il cambiamento più radicale mai introdotto all’interno della linea dedicata al chitarrista canadese. Là dove nelle versioni precedenti dominavano i territori di stampo Strat-style, aperture timbriche e richiami evidenti al mondo Fender, nella nuova versione HH il concept va a dirigersi verso corposità timbrica, sustain e vocazione orientata al riff; naturalmente, mantenendo intatto il dna progettuale che ha reso celebri le seicorde dedicate a Johnston: ergonomia moderna, suonabilità estrema e grande attenzione ai dettagli.
Il manico in wenge, la tastiera in ebano con radius da 14”, i tasti jumbo in acciaio inox e il nuovo sistema Schecter Nouveau Tremolo confermano un’impostazione chiaramente professionale.
Gli Atom-Buckers convincono per equilibrio e musicalità, evitando approcci troppo estremi, ma sostenendo appieno la credibilità in ambito hard rock e metal.
Con un prezzo di 1.639,00 euro, la Schecter Nick Johnston Traditional HH si colloca nella fascia medio-alta del mercato, proponendosi nella sua precisa missione: essere una solidbody moderna, pensata per chi cerca il linguaggio degli humbucker senza rinunciare a velocità, dinamica e precisione esecutiva. Più che una semplice evoluzione della piattaforma Johnston, la nuova HH apre le porte a una nuova identità timbrico/sonora.
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