FENDER James Jamerson 1962 P Bass

di Barbara Felici
01 ottobre 2026

test

Fender
James Jamerson 1962 P Bass
basso elettrico
Fender riporta il Precision Bass al 1962 per rendere omaggio al musicista che ha contribuito a riscrivere il ruolo del basso nella musica popolare. Flatwound pesanti, sordina al ponte, pickup specificamente realizzato per il modello e costruzione filologica, ricreano gli ingredienti dell’iconico vocabolario Motown. Per suonare davvero come Jamerson resta soltanto un dettaglio piuttosto difficile da ordinare a catalogo: essere James Jamerson...

James Jamerson non ha semplicemente suonato il basso nei dischi di casa Motown: per una parte decisiva degli anni Sessanta ha contribuito a stabilire come il basso elettrico potesse muoversi dentro una canzone pop. Nato nel 1936 (scomparso nel 1983), Jamerson è cresciuto musicalmente tra gospel e jazz e, trasferitosi a Detroit a 18 anni, passa da pianoforte, trombone e contrabbasso, prima di approdare al Precision Bass. Tra i cardini dei Funk Brothers, la storica house band Motown, Jamerson ha inciso per Marvin Gaye, Stevie Wonder, The Supremes, The Temptations e molti altri... spesso senza essere accreditato.

La concezione melodica e ritmica dello strumento di Jamerson ha influenzato generazioni di bassisti, fino al riconoscimento postumo della Rock and Roll Hall of Fame nel 2000. Al centro di quella storia c’è il suo Precision Bass del 1962,...

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strumento associato a corde flatwound pesanti e un timbro diventato parte integrante del lessico Motown. Un basso che, più di molti altri strumenti celebri, è inseparabile dal modo in cui veniva suonato e registrato. Fender lo riprende oggi con il James Jamerson 1962 Precision Bass Signature, costruito per recuperare non soltanto l’estetica dell’originale, ma anche impostazione, hardware e comportamento sotto le dita.

COSTRUZIONE
La base del 1962 Jamerson Signature è quella di un Precision Bass dei primi anni Sessanta: corpo in ontano, finitura 3-Color Sunburst e battipenna tartarugato a quattro strati, senza aggiornamenti estetici o funzionali di stampo contemporaneo. Fender adotta la pregiata finitura Heirloom alla nitrocellulosa, con tanto di patina e leggere screziature per simulare l’invecchiamento naturale. Non è un processo di relic particolarmente marcato, ma un trattamento che vuole restituire l’aria di uno strumento utilizzato a lungo nel tempo.

L’hardware prosegue sulla stessa linea. Il ponte è un Pure Vintage a quattro sellette in acciaio filettato, fissato con cinque viti, mentre le meccaniche sono Pure Vintage Reverse Open-Gear. Di serie vengono installate sia la cover cromata del ponte, sia quella del pickup. Nel caso della cover al ponte, la funzione non è soltanto estetica: al di sotto trova infatti posto una sordina in spugna (foam), elemento determinante per accorciare il sustain e rendere più asciutta la coda della nota suonata, contribuendo a quella risposta serrata tipica di numerose produzioni Motown.

Il manico è in acero, avvitato con piastra a quattro viti e rifinito anch’esso in nitrocellulosa Heirloom. Anche qui Fender evita scorciatoie moderne, mantenendo proporzioni e soluzioni costruttive coerenti con un Precision Bass del 1962. Il profilo James Jamerson 1962 “C” rinuncia alla snellezza dei manici moderni e punta a un feel coerente con l’epoca. Il capotasto in osso misura 43,2 mm; la tastiera slab in palissandro si impossessa di radius da 7,25”, 20 tasti Vintage Tall, clay dots e truss rod con regolazione al tacco: infine, la scala è di 34” come vuole la tradizione Precision Bass.

La dotazione comprende custodia rigida Brown in stile vintage con interno arancione, certificato di autenticità e libretto commemorativo dedicato a James Jamerson.

Un elemento decisivo di questo basso sono le corde: Fender monta La Bella Flatwound (0760M) in acciaio inossidabile, con scalatura 052-110. Jamerson era noto per l’impiego di corde flatwound pesanti, tenute a lungo sullo strumento, e qui la scelta non è accessoria: tensione, attacco e decadimento della nota cambiano in modo evidente rispetto a una muta roundwound moderna. In pratica, si tratta di uno dei punti-chiave del progetto, mirato a ricostruire il comportamento del basso originale, non soltanto il suo aspetto.

ELETTRONICA
L’elettronica del 1962 Jamerson Signature resta quella più essenziale possibile: un pickup split single-coil in posizione centrale, volume master e tono passivo master. Nessun selettore, nessun circuito attivo e nessuna variazione nel cablaggio. La particolarità è il James Jamerson ‘62 Precision Bass pickup, sviluppato appositamente da Fender per questo modello: un trasduttore intenzionato a unire le frequenze basse più corpose a una gamma media calda e presente, mantenendo sufficiente definizione perché i passaggi ricchi di cromatismi e gli abbellimenti. In sintesi, una direzione coerente con il linguaggio di Jamerson, nel quale il basso non si limita alla fondamentale ma diventa una voce melodica all’interno dell’arrangiamento.

Proprio la semplicità del circuito rende più evidenti e importanti le altre variabili: corde, sordina, posizione della mano destra, dinamica e apertura del tono. Il riferimento storico va inevitabilmente anche alla tecnica di Jamerson e al suo celebre Hook, ossia l’uso prevalente dell’indice della mano destra per articolare linee dense e ricche di carattere. Nessuna elettronica può replicare quel tocco e quel fraseggio, ma la scelta di un solo pickup passivo evita di aggiungere elementi estranei alla grammatica del suo Precision Bass.

SOUND
È sul piano della risposta che il nuovo Fender 1962 Jamerson Signature mostra con maggiore chiarezza la sua identità. Body in Ontano, manico in Acero, tastiera slab in Palissandro, pickup dedicato, corde flatwound e sordina al ponte, lavorano nella stessa direzione: attacco rotondo, medie compatte e una coda della nota più breve rispetto a quella di un Precision Bass moderno equipaggiato con corde roundwound. Questo non significa però ottenere un timbro sterile: la lezione di Jamerson sta proprio nel rapporto tra peso e articolazione, perché la nota occupa spazio, ma conserva un centro preciso che permette a cromatismi, ghost note e sincopi, di essere sempre presenti. Aprendo il tono emerge un attacco più pronunciato; chiudendolo, il basso si sposta verso una voce più vellutata e compatta, immediatamente riconducibile al soul e all’R&B dei primi anni Sessanta.

La sordina in foam ha un ruolo concreto: accorcia il sustain, separa maggiormente le note e rende la pulsazione più percussiva, avvicinando il comportamento del basso elettrico a quello del contrabbasso. È una risposta che invita a lavorare sul tempo e sulla dinamica della mano destra.

IN BREVE
Il Fender James Jamerson 1962 Precision Bass è un signature costruito attorno a una scelta precisa: recuperare le condizioni tecniche che contribuivano alla risposta dello strumento originale, non limitarsi a riprodurne l’immagine. Finitura Heirloom, profilo del manico JJ-C, radius 7,25”, ponte Pure Vintage, cover, sordina in foam e corde flatwound pesanti, lavorano insieme per riportare il Precision Bass alla grammatica dei primi anni Sessanta.

Con un prezzo di Euro 3.799,99 il James Jamerson 1962 Precision Bass si colloca in una fascia professionale e da collezione, coerente con una costruzione volutamente specialistica e con una dotazione che guarda anche al valore storico del modello. La coerenza del progetto, però, sta nel fatto che il nome di Jamerson non rimane un elemento celebrativo: pickup, corde, hardware e setup di base, incidono direttamente sul modo in cui il quattro corde reagisce.

Nessun basso può trasferire nelle mani di chi lo suona il fraseggio, il senso armonico o il controllo ritmico di Jamerson: il modello Signature, però, mette a disposizione una configurazione storicamente mirata, utile per comprendere quanto corde, sordina, pickup e geometria dello strumento partecipassero a quel linguaggio nei Sessanta. Più che un semplice tributo, è quindi una lettura filologica del Precision Bass come macchina ritmica, costruita attorno a uno dei musicisti che ne ha definito il ruolo del basso nella musica moderna.

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