GRETSCH Synchromatic Falcon Hollow Body Single-Cut with Bigsby
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Da Billy Duffy che l’ha trasformata in un’arma da rock gotico, a John Frusciante che l’ha usata per riempire di riverberi e malinconie la grammatica di Californication, fino a Dave Grohl che l’ha resa co-protagonista nel video di Monkey Wrench: la Gretsch Falcon è sempre stata un riferimento sonoro ed estetico, capace di comunicare personalità ancora prima di essere collegata a un amplificatore.
Tutto questo, però, ha sempre avuto un prezzo. Letteralmente. Le Gretsch Falcon prodotte in Giappone o negli Stati Uniti hanno costi che scoraggiano parecchi chitarristi, relegandole a una nicchia di appassionati disposti a investire cifre importanti in una chitarra raffinata, complessa nella costruzione e dotata di un fascino che non ammette mezze misure. Per molti, la Falcon era – e resta...
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– un sogno: bello da guardare, difficile da permettersi. Con la rinascita della serie Synchromatic, però, Gretsch ha deciso di cambiare le carte in tavola. Fra i modelli riproposti nella famiglia di fascia intermedia, la Synchromatic Falcon Hollow Body Single-Cut with Bigsby si presenta come l’occasione più concreta degli ultimi anni per avvicinarsi all’esperienza Falcon senza sconvolgere il portafoglio.
La strategia è chiara: collocarsi sopra la già popolare Electromatic, mantenendo un prezzo inferiore rispetto alla Players Edition giapponese, ma con specifiche, opzioni costruttive e ricercatezza estetica molto più vicine alla tradizione premium della casa statunitense. Una via di mezzo solo in termini economici, poiché sulla carta questa seicorde ambisce con decisione a incarnare il dna storico del marchio. Corpo cavo con spessore di 2,5”, acero laminato, Semi-Arc bracing che rielabora lo storico sistema di catenature Trestle Bracing, tastiera in ebano, capotasto in osso, hardware dorato, Bigsby B60 V-Cutout e pickup Hi-Fidelity Filter'Tron: una lista di caratteristiche che, almeno nominalmente, non lascia intuire compromessi evidenti. E questo prima ancora di citare un aspetto spesso trascurato in questa fascia di prezzo: la presenza di una custodia rigida Deluxe, elemento che implementa non soltanto il valore economico ma che identifica anche la percezione di cura e attenzione verso l’utente finale.
Certo, resta il nodo più delicato e inevitabile: la fabbricazione in Cina. Un tema che divide, talvolta a priori, chi ricerca esclusivamente strumenti costruiti in Giappone o negli Stati Uniti. Eppure, nel mercato contemporaneo, la provenienza geografica non è più l’unico indicatore di qualità, e molti strumenti prodotti in Estremo Oriente mostrano un livello di precisione e costanza costruttiva impensabile fino a una decina d’anni fa. La domanda, allora, non è “dove è costruita?”, ma “quanto riesce davvero a essere Falcon?” Quanto mantiene del mito, della timbrica, dell’impronta estetica? Quanto della reattività acustica, della dinamica particolare dei Filter’Tron, della brillantezza delle alte e delle basse profonde e rimbombanti che da sempre caratterizzano le hollowbody Gretsch di fascia alta?
La Synchromatic Falcon non pretende di essere una copia perfetta della White Falcon tradizionale, così come la Epiphone Inspired by Gibson Custom non pretende di emulare senza compromessi una Les Paul Custom USA: sono strumenti pensati per permettere l’accesso a un’estetica e a una filosofia sonora, non riproduzioni filologiche. Ma dietro questa logica commerciale, Gretsch ha riversato una serie di accorgimenti progettuali che meritano di essere analizzati in profondità. Un corpo di grandi dimensioni che deve restare reattivo e controllabile, una struttura interna elaborata per contenere il feedback, un Bigsby che deve convivere con una stabilità d’intonazione accettabile e un set di pickup che non può limitarsi a suonare “abbastanza Gretsch”, ma deve incarnare quel suono immediatamente riconoscibile, a metà tra jangle, definizione e corpo. La Synchromatic Falcon è quindi una proposta che porta con sé aspettative elevate. Vediamo come risponde.
COSTRUZIONE
La costruzione della Synchromatic Falcon rispecchia il tentativo di Gretsch di collocare questa hollowbody in un segmento intermedio, dove l’accessibilità economica non deve compromettere la percezione di uno strumento “importante”. L’impatto iniziale, infatti, è decisamente positivo: la custodia rigida Deluxe, con rivestimento nero/grigio e interno blu, trasmette all’istante un livello qualitativo superiore rispetto alla fascia di prezzo di riferimento e già questo dettaglio, spesso tralasciato, contribuisce a definire un posizionamento che non vuole essere quello dell’entry-level avanzato.
La Synchromatic Falcon si presenta con una silhouette inconfondibile: corpo cavo con spessore di 2,5”, singola spalla mancante (single cutaway), top e fondo arcuati in acero laminato e binding multi-strato Gold Sparkle che corre lungo corpo, manico e paletta. L’attenzione alla fedeltà estetica è evidente, sebbene alcuni dettagli delle Falcon storiche siano stati omessi per ragioni produttive e di costo, come il celebre “winglay” sulla paletta. La sensazione complessiva, però, è quella di una Falcon autentica: le proporzioni, il colpo d’occhio, le finiture dorate, il battipenna in plexi con il logo Falcon, i G-Arrow knobs incastonati. Nulla sembra fuori posto.
Dal punto di vista strutturale, il cuore del progetto Synchromatic Falcon è rappresentato dal Semi-Arc bracing, un’evoluzione semplificata del sistema di catenature Trestle Bracing introdotto da Gretsch nel 1959. In questa variante, restano i due “piedi” sotto la zona del ponte (fondamentali per irrigidire la porzione centrale della cassa e limitare il feedback alle alte pressioni sonore), mentre vengono rimossi i rinforzi verso il neck block. Il risultato è un equilibrio fra la risonanza generosa del Parallel Bracing e lo “snap” controllato del Trestle: un compromesso moderno che permette di conservare parte della tipica “aria” delle hollowbody storiche, ma con un comportamento più stabile e prevedibile al crescere del volume.
Il manico, in acero, è incollato e rifinito lucido. Il profilo è un classico soft C, molto accessibile, ben lontano da spessori vintage ingombranti o da sagome troppo sottili di estrazione moderna. La tastiera in ebano, 12” di radius, ospita 22 tasti Medium Jumbo perfettamente installati. L’impressione al tatto è decisa: un manico solido, con finitura scorrevole, che regge bene sia accompagnamenti ritmici che linee solistiche di ampio respiro. Il capotasto in osso contribuisce alla sensazione di una seicorde curata, e il lavoro di intaglio risulta preciso nella maggior parte degli esemplari testati.
Le meccaniche Grover Super Rotomatic migliorano ulteriormente il quadro generale della solidità percepita. Sulla parte inferiore del corpo, i Knurled Strap Retainer Knobs firmati Gretsch rappresentano un tocco di coerenza estetica, sebbene non siano esenti da piccoli problemi: su alcuni esemplari, il bottone posteriore tende a essere montato in modo lasco. Nulla che un intervento basilare non possa risolvere, ma è un appunto da segnalare in un contesto costruttivo complessivamente molto positivo.
Il Bigsby B60 V-Cutout, montato su una base in ebano associata all’Adjusto-Matic bridge, sigilla la presenza di elementi iconici del lignaggio Gretsch. La lavorazione del ponte è precisa e l’interazione Bigsby/ponte si dimostra funzionale, pur con le fisiologiche limitazioni del sistema in termini di ritorno perfetto all’intonazione: un comportamento noto e accettato da chi sceglie questo tipo di vibrato per la sua estetica e musicalità e non per le prestazioni estreme.
Nel complesso, la costruzione della Synchromatic Falcon si presenta come un salto qualitativo concreto rispetto alla gamma Electromatic. Migliorata nei materiali, migliorata nella finitura e migliorata nel rispetto dell’identità storica. Non è un rimpiazzo della serie giapponese, ma non desidera esserlo: mira a offrire la percezione di possedere una chitarra “di razza”, pur restando in un contesto di produzione moderna e controllata.
ELETTRONICA
L’elettronica della Synchromatic Falcon è progettata per garantire il più possibile l’esperienza timbrica Gretsch, con un occhio di riguardo verso la versatilità e il controllo dinamico. I due Hi-Fidelity Filter’Tron sono montati direttamente nel corpo e impiegano magneti Alnico 5, con valori dichiarati di 3.94k (neck) e 4.59k (bridge). Sono specifiche coerenti con la filosofia Filter’Tron: resistenze relativamente basse per mantenere headroom, attacco, definizione e un equilibrio fra basse reattive e alte brillanti.
Il cablaggio segue lo schema classico Gretsch: Volume indipendente per ciascun pickup, Master Tone, Master Volume e switch a tre posizioni. La presenza di un Treble Bleed sul Master Volume è un dettaglio che fa la differenza: permette di pulire il segnale da crunch a clean senza perdere la luminosità tipica; un comportamento particolarmente utile con amplificatori valvolari o circuiti vintage-style che reagiscono in modo musicale alle variazioni del segnale in ingresso.
Il Bigsby, come già accennato, impone una gestione attenta della tensione delle corde. Gretsch sceglie una muta di corde 011-049 che, sulla scala da 25.5” genera una sensazione piuttosto sostenuta. Alcuni chitarristi preferiranno passare a un set 010 per una risposta più fluida; altri apprezzeranno il maggior corpo sonoro e la stabilità ritmica offerta dai set 011, soprattutto negli accompagnamenti vigorosi. L’intero sistema elettronico appare coerente con l’obiettivo dichiarato: non emulare esattamente una Falcon di fascia alta, ma riprodurne il carattere fondamentale.
SOUND
Il suono Gretsch è una categoria a sé. Non è semplicemente brillante, non è soltanto aperto, non è un jangle alla Rickenbacker né un twang alla Telecaster. È una somma complessa di armoniche alte, risposta dinamica e particolare compressione naturale generata dalla cassa cava. La Synchromatic Falcon, in questo senso, riesce a entrare con discreta autorevolezza nel territorio delle Gretsch più lussuose.
Collegata a un amplificatore clean con headroom abbondante la Synchromatic Falcon restituisce all’istante un top-end elegante, mai tagliente. Il pickup al manico offre al suono una definizione notevole, conservando una buona articolazione anche nei voicing complessi. Al ponte, il Filter’Tron consegna un attacco più incisivo, con un midrange controllato e un picco sulle frequenze acute che mantiene la nota viva senza mai renderla sterile.
Sotto gain moderato, con un overdrive trasparente emerge la parte più interessante del carattere della seicorde in questione: ossia, il “bark” centrale, quella sorta di leggera ruvidità delle medio-alto che rende i fraseggi distintivi senza entrare nella compressione tipica dei PAF. È un suono che reagisce molto alle dinamiche della mano destra; apre e chiude come una valvola, lasciando al chitarrista ampio controllo.
Le basse frequenze meritano un discorso specifico. Come tutte le hollowbody di grandi dimensioni, la Falcon può restituire un low-end impegnativo, talvolta “thumpy” in presenza di attacchi molto decisi. È una caratteristica intrinseca di questo tipo di costruzione, non un difetto della Synchromatic: il chitarrista deve imparare a gestire la risposta tramite tocco, equalizzazione e scelta dell’amplificatore. Nella maggior parte delle situazioni, il comportamento resta musicale.
Il contributo del Bigsby al sound generale non si limita alla modulazione: la tensione differente fra corde, ponte e struttura della cassa, aggiunge una lieve morbidezza al decadimento della nota. È una qualità che gli appassionati riconoscono all’istante e che, pur introducendo lievi variazioni di intonazione, dona una musicalità “vintage” molto apprezzata.
In generale, la timbrica della Synchromatic Falcon si colloca perfettamente nella tradizione Gretsch: brillante, controllata, elegante e immediatamente riconoscibile. Non è un clone delle Falcon giapponesi, ma non deve esserlo; è una hollowbody che cattura l’essenza, non la filologia.
IN BREVE
La Synchromatic Falcon Hollow Body Single-Cut with Bigsby rappresenta la risposta più convincente degli ultimi anni all’esigenza di portare la Falcon entro una fascia di prezzo più ampia. La costruzione è solida, esteticamente impeccabile e fedele al classico linguaggio Gretsch; l’elettronica è coerente e ben progettata; la timbrica abbraccia con naturalezza la tradizione Filter’Tron. Qualche dettaglio migliorabile, come il montaggio di alcuni strap buttons o la scelta di corde con tensione elevata, non compromette l’esperienza complessiva.
La conclusione è semplice: se sembra una Falcon, suona come una Falcon e reagisce come una Falcon, allora, per molti chitarristi è una Falcon. Anche se nasce lontano da Kansas City o da Terada. Anche se costa meno della metà dei modelli storici. Anche se parte da una filosofia più accessibile. La sua identità non è in discussione. Gretsch ha centrato l’obiettivo.
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