JOSCHO STEPHAN TRIO "Take-Off"

di Giorgio Fairsoni
01 febbraio 2026

recensione

Joscho Stephan
Take-Off
Josho Stephan.de
Con una quindicina di album all’attivo in oltre vent’anni di carriera, Joscho Stephan (classe 1979), si è ritagliato una brillante posizione tra i virtuosi della chitarra gipsy jazz.
"Take-Off" è l’ultima release discografica dell’artista teutonico con il suo trio – Sven Jungbeck (chitarra ritmica) e Volker Kamp (contrabbasso) – con in più, la presenza di una pletora di ospiti super-illustri: John Petrucci, Tommy Emmanuel, Matteo Mancuso e Jerry Douglas. Il risultato? Una raccolta di nove brani originali a cui si aggiunge la reinterpretazione di tre episodi iconici: rispettivamente, Place De Brouckere di Django Reinhardt, Hallelujah, I Love Her So di Ray Charles e Jessica della Allman Brothers Band.

La tracklist apre con la traccia che dà il titolo all’album ed il primo illustre ospite coinvolto dal trio: entra dunque in scena un John Petrucci che, abbandonando per l’occasione i territori metal dei Dream Theater, approda alla chitarra gipsy con un brillante quanto inaspettato dialogo con la seicorde acustica di Stephan; segue Just A Little Moment e questa volta a intervenire è Jerry Douglas, virtuoso di dobro e lap-steel (vincitore di 14 Grammy Awards!), per una ballad in cui sliding e resofonica vanno a fungere da contraltare all’acustica di Joscho....

l'articolo continua...

Seguono quindi due ulteriori brani a firma Joscho Stephan (Poderino Swing e Quiet Place) dove se il virtuosismo del chitarrista teutonico non manca, è certamente la sensibilità espressiva a salire in cattedra.

La tracklist procede con una gradevolissima versione di Hallelujah, I Love Her So di Ray Charles e il pregevole assolo di Sven Jungbeck, quindi, segue November Night e tutto lo spirito gispy del leader tedesco. Segue Blues For Matteo ed è l’incontro con la chitarra di Joscho Stephan e Matteo Mancuso a fare scintille: tema eseguito dalle due chitarre in perfetto sincronismo e sviluppo di un dialogo vivace e brioso da lasciare a bocca aperta...

Ballad soffice e delicata, A Simple Song consegna l’introduzione al contrabbasso pulsante di Volker Kamp, per poi lasciare il posto a Place De Brouckere, un classico di Django Reinhardt, padre della chitarra gipsy, che non poteva certo mancare. Ulteriore sorpresa dell’album, Song For Ramona (dedicata alla moglie di Stephan), vede l’intervento dell’amico Tommy Emmanuel ed il prosieguo di una partnership di lunga data in giro per il mondo: non c’è che dire, Stephan e il chitarrista australiano sono esplosivi. Come sempre.

Jessica è l’omaggio a Dickey Betts e alla Allman Brothers Band, e non è un caso trovarlo nella tracklist, trattandosi dello strumentale del 1973 che l’iconica band statunitense aveva dedicato a Reinhardt: qui il Joscho Stephan Trio ne rivisita la stesura con un arrangiamento in chiave certamente meno rock, ma dannatamente pulsante ed efficace.
Chiude l’album Jetstream con il suo ritmo incalzante e un bel tema, e il contrabbasso di Kamp a fungere da fulcro ideale.

Abbiamo incontrato Joscho Stephan ed abbiamo fatto con lui l’interessante chiacchierata che segue.

Il tuo primo incontro con Guitar Club è avvenuto a Patrimonio (Corsica), al Festival Les Nuits de la Guitare del 2003. Allora eri un giovane chitarrista di talento emergente ed ora, dopo tanti anni, decine di album e innumerevoli concerti, sei un virtuoso del gipsy jazz conosciuto ed apprezzato nel modo. Ti senti una sorta di ambasciatore di questo genere che tanto deve a Django Reinhardt?
Avevo poco più di vent’anni quando ho suonato a Patrimonio per la prima volta; è stato uno dei primi grandi festival fuori porta a cui ho partecipato, quindi, è stata un’esperienza speciale che ricordo a tutt’oggi. Da allora, ho registrato molti album (anche con ospiti fantastici come Tommy Emmanuel, Stochelo Rosenberg, Biréli Lagrène, Matteo Mancuso e molti altri), ho suonato in giro per il mondo e penso che il 2025 sia stato il mio anno di maggior successo finora. Uno dei momenti straordinari è stato suonare a gennaio all’evento di George Benson a Phoenix, in Arizona, dove ho incontrato musicisti illustri, come Steve Lukather, John Scofield, Rick Beato e lo stesso George Benson, naturalmente. Ebbene, grazie a ciò ho potuto portare il gypsy jazz a un pubblico vasto ed eterogeneo. Ho cercato di trarre ispirazione dal mio amico Tommy Emmanuel perché il suo fingerpicking è davvero unico e gli ha consentito di trovare la sua personalissima voce conosciuta ormai ai quattro angoli del globo. E questa è la cosa più importante. Spesso ho notato che quando suono davanti a persone che non hanno mai sentito parlare di Django o del gipsy jazz, iniziano ad amarlo ed è in quei momenti che penso di fare un buon lavoro nel mantenere vivo lo spirito di Django.

Il gipsy come fulcro del tuo spirito che tuttavia ami traghettare anche in altri generi e stili chitarristici. Il tuo nuovo album, Take-Off, ne è una testimonianza tangibile, vedi Hallelujah, I Love Her So e Jessica, rispettivamente di Ray Charles e di Dickey Betts degli Allman Brothers: come mai li hai scelti?
Penso che sia necessario ampliare il territorio del gypsy swing. Adoro gli standard della tradizione, come Minor Swing e Nuages per fare degli esempi, ma oggi amo suonare anche le canzoni dei Beatles, brani classici, jazz o R&B. Non mi fermo a guardare un solo genere, purché si adatti al nostro trio costituito da due chitarre e un contrabbasso.

Sempre riguardo a Take-Off, hai coinvolto illustri chitarristi della variegata scena contemporanea – John Petrucci, Jerry Douglas, Matteo Mancuso e naturalmente Tommy Emmanuel – come sei riuscito a convincerli a suonare nel disco, peraltro con ottimi risultati?
Come dicevo prima, ritengo che essere aperti a collaborazioni nuove e insolite sia buona cosa. Quando ho registrato Guitar Heroes (2015) con Biréli [Lagrène] e Stochelo [Rosenberg], suonare con due dei miei eroi è stato un sogno che si avverava, per non parlare di Tommy Emmanuel, anch’egli presente nell’album. Dopo quel disco ho deciso di tentare collaborazioni con musicisti immersi in altri territori, come la classica, il rock e la fusion, tenendo conto della scelta di un repertorio adeguato, dove tutto deve star bene insieme. Finora sono stato davvero fortunato e tutti i musicisti coinvolti in Take-Off (ma anche gli ospiti del mio canale YouTube) hanno fatto un ottimo lavoro!

Nel disco la presenza di Matteo Mancuso ed il brano Poderino Swing, là dove Poderino è un piccolo centro in provincia di Siena, rivela la tua passione per il nostro Paese: ce ne parli?
Amo l’Italia. Ho iniziato con i miei primi workshop in Toscana, ormai più di 20 anni fa, e collaboro anche con un’agenzia italiana (Kino Music) che ha organizzato alcuni spettacoli fantastici per il nostro trio. Amo il cibo italiano, la gente e la mentalità. Sai una cosa? Penso che gli italiani sappiano come godersi la vita!

Domanda d’obbligo: quali chitarre e quali amplificatori utilizzi?
Suono con le chitarre Jürgen Volkert [il celebre liutaio tedesco con sede a Lauf] da più di vent’anni, credo fosse il 2002 quando ho cominciato a imbracciarle, e ho anche una vasta collezione di chitarre archtop che utilizzo spesso nei video della mia Gipsy Guitar Academy [https://gypsyguitaracademy.com] Per quanto riguarda gli amplificatori, uso AER per le chitarre acustiche e Henriksen per le archtop.

Anche in quanto alle corde la tua scelta non è casuale...
Esatto, uso le D’Addario Gipsy Jazz con scalatura 010 e talvolta 011. Sono corde placcate in argento e restituiscono sonorità che si avvicinano a quelle in nylon. E in più, sono affidabili anche quando le condizioni meteo sono instabili. Ultima domanda, come è reperibile il tuo nuovo album, Take-Off?
Il modo migliore è accedere al sito https://joscho-stephan.de/collections/shop. L’album è disponibile sia in formato fisico che digitale.

E’ stato un piacere parlare con te, grazie per il tempo che ci hai dedicato.
Grazie a voi, amici italiani!




Podcast

Album del mese

Bill Frisell
In My Dreams
Blue Note Records

In uscita il 27 febbraio 2026, In My Dreams è l’album con cui Bill Frisell celebra il suo 75esimo compleanno, ed è una sorta festa...

Joscho Stephan
Take-Off
Josho Stephan.de

Con una quindicina di album all’attivo in oltre vent’anni di carriera, Joscho Stephan si è ritagliato una brillante posizione tra i virtuosi della chitarra gipsy...

John Butler
Prism
Jarrah Records

"Prism" è il terzo capitolo dell'ambizioso progetto che l’australiano John Butler ha battezzato The Four Seasons. ...