BILL FRISELL "In My Dreams"

di Andrea Martini
01 febbraio 2026

recensione

Bill Frisell
In My Dreams
Blue Note Records
In uscita il 27 febbraio 2026, In My Dreams è l’album con cui Bill Frisell celebra il suo 75esimo compleanno, ed è una sorta festa di famiglia, i cui invitati sono gli amici musicisti di lunga data. Il pluridecorato chitarrista statunitense chiama sul palco Jenny Scheinman (violino), Eyvind Kang (viola), Hank Roberts (cello), Thomas Morgan (bass), Rudy Royston (drum), mettendo insieme un sestetto che fa scintille. Dodici episodi ed una tracklist che spazia tra il jazz della tradizione e l’Americana, mentre l’ensemble esplora linguaggi e idiomi alla ricerca di feel e coesione.

A Frisell piace ricordare un sogno che ha trasformato il suo modo di pensare alla musica e al suo strumento. Risale a più di trent’anni fa, ma lo ricorda bene a tutt’oggi. Nel sogno, Frisell si ritrovava in una biblioteca tappezzata da scaffali carichi di antichi volumi rilegati in pelle. Al centro della stanza un tavolo attorno al quale sedevano alcuni personaggi incappucciati come monaci. All’apparenza minacciosi, in realtà si rivelavano presto molto cordiali, dichiarando "Vogliamo mostrarti la vera essenza delle cose. Prima di tutto, come sono i veri colori..." Lo stesso Frisell continua il racconto: “Quindi aprirono una piccola scatola estraendone piccoli tasselli. Ne presero uno dicendo:...

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"Ecco come appare realmente il rosso". Ed era la cosa più intensa e bella che io avessi mai visto. Poi dissero: "Sappiamo che sei un musicista, quindi vorremmo che sentissi com'è la vera musica... " Sembrava che un tubo mi entrasse in fronte e prendesse a muoversi, ed era il suono più incredibile che avessi mai sentito. Nino Rota, Thelonious Monk, Sonny Rollins, Charles Ives, Jimi Hendrix, Hank Williams, Andrés Segovia, Robert Johnson – tutta la musica che adoro, insieme, eppure tutte le parti erano cristalline e perfettamente distinte. E a quel punto mi ero svegliato...”

Da allora, Frisell insegue l’ideale di purezza e intensità provato nel sogno e vi si è avvicinato più che mai grazie all’ensemble che ha messo insieme per In My Dreams. “Ci sono stati momenti, nel corso degli anni” – ha detto Frisell – “in cui suonavo con questi ragazzi e mi pareva di avvicinarmi a quel sogno di tanti anni fa, dove tutta quella musica accadeva contemporaneamente...”

In My Dreams può essere visto come il felice incontro tra due nuclei principali: il trio imbastito da Frisell con Morgan e Royston per l’album Valentine del 2020, e la sezione archi prediletta dallo stesso Frisell (Scheinman, Kang e Roberts) che ha debuttato venti anni fa in Richter 858. In tutti i casi, il modo migliore per descrivere la lineup, è dire che sono alcuni dei musicisti preferiti di Bill Frisell, i quali si sono incontrati sul palco e in studio nel corso di decenni, sviluppando una profonda e complice affinità. “Dopo tutti questi anni, questo ensemble è quello che definisco ‘i miei ragazzi’, mi spiego?” – ha rivelato Frisell – e questa chimica è evidente nell’intero disvelarsi di In My Dreams, guidata dall’elastico approccio alla produzione di Lee Townsend, coadiuvato da un sound engineer veterano, Adam Muñoz.

Le tracce principali sono state registrate nel 2025 nel corso dei concerti a Brooklyn, Denver e New Haven, mentre alcune hanno richiesto la registrazione di apposite sezioni e passaggi (agli Opus Studios di Berkeley): il risultato è una registrazione ibrida complessa, capace di fondere con naturalezza la spontaneità delle performance dal vivo con quella perfezione dei dettagli raggiungibile soltanto in uno studio.

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