ELISE FRANK "I Didn’t Pay For It"

di Dario Guardino
01 ottobre 2026

recensione

Elise Frank
I Didn't Pay For It
Ruf Records
Francese, classe 1996, reduce da una serie di performance che l’ha portata nel mondo per ben cinque anni, Elise Frank è la promettente chitarrista, cantante e songwriter rock blues, giunta ora al suo secondo album, I Didn’t Pay For It. Per le registrazioni, Elise sceglie la classica formula del power trio e si affianca a Josselin Fleury al basso e Sebastien Gaschard alla batteria, a cui si aggiunge la chitarra di Laura Chavez per alcuni interventi.

I’m Smoking apre il disco e l’effetto è dirompente: si tratta di uno slow che Elise Frank esegue con un grande trasporto emotivo: arrangiamento minimale, chitarra graffiante ed una intensità fuori dal comune; anche How Did I è destinato a lasciare il segno: brano granitico come lo spirito del miglior classic rock, carico di aperture armoniche improvvise e con il suono della Fender d’annata da cui la Frank non si separa mai: crudo, autentico, genuino.

Il mix valorizza a meraviglia la chitarra della Frank (l’assolo in Double Lovin’ è davvero entusiasmante...), mentre il ruspante e provocatorio She Is A Bird pone il tema dell’emancipazione femminile come centro narrativo: qui la chitarrista francese canta con una sensualità debordante, mentre i cori rispondono in maniera “arrogante”, coerente...

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con lo spirito del tema.
Nel disco trovano posto anche l’energica cover di Bullfrog Blues del mai dimenticato Rory Gallagher, così come il pacato Here Comes The Blues che la Frank esegue in solitaria con la seicorde acustica.

Ciò che più colpisce è la maturità compositiva della Frank che, immersa in una produzione essenziale, scevra da orpelli e texture complesse, rende fluido e vivace l’ascolto del disco; nulla
di trascendentale, sia chiaro, ma la mano (sulla chitarra) è quella giusta, la voce arriva dall’anima, e la tracklist insegue lo spirito di un live... la dimensione che la Frank predilige in assoluto.

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