GRAHAM BONNET BAND "Lost In Hollywood Again"
recensione
Il contesto è quello giusto: il Whisky, tempio del rock californiano, diventa il luogo simbolico in cui Bonnet riallaccia i fili di una carriera attraversata da mondi diversi, dal pop di classifica all’hard rock più ruvido. La scaletta scorre come un viaggio ad alta tensione tra classici dei Rainbow, brani marchiati Michael Schenker Group, inni degli Alcatrazz e composizioni più recenti della Graham Bonnet Band, tutte tenute insieme da una coerenza sorprendente. È proprio questo il punto di forza del concerto: il passato non viene imbalsamato, ma riletto con un’attitudine attuale.
Lost In Hollywood Again funziona perché racconta una verità semplice ma spesso dimenticata: Graham Bonnet non è una figura cristallizzata nella storia dell’hard rock, ma...
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un interprete ancora attivo, capace di dare senso e peso a ogni epoca che ha attraversato. Un live che è celebrazione, ma anche affermazione di identità.
Arturo Celsi
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