MICHAEL HURLEY "Broken Homes And Gardens"
recensione
Nato nel 1941, Michael Hurley traghetta la sua intensa miscela di bluegrass, blues e folk, nella scena del Greenwich Village di New York dei Sessanta e pubblica il suo primo album (First Songs) per la rinomata Folkways di Woody Guthrie, prodotto da Fred Ramsey. Artista a 360°, Hurley è un musicista di gran talento, imbraccia infatti con padronanza chitarra, banjo, violino ma anche altri strumenti e, essendo anche un illustratore dal gusto originale, disegna gran parte delle copertine dei suoi album.
Subito dopo l’uscita di The Time Of The Foxgloves (2021), Hurley si concentra sull’album successivo, quello che sarà Broken Homes And Gardens, le cui session di composizione e registrazione terminano lo scorso marzo 2025, poco prima della sua scomparsa.
Hurley scolpisce la tracklist dell’album combinando materiale di nuova composizione (tra cui le splendide Fava e The Monkey) a vecchie song rivisitate, tra cui Indian Chiefs & Hula Girls (da Watertower, 1987), The Abominable Snowman (da Parsnip Snips, 1995), per una serie di episodi, undici per la precisione, in cui la padronanza di Hurley...
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e la profondità e vivacità del suo spirito, fuoriescono da ogni solco.
L’album viene registrato ai The Rope Room Studios di Astoria, nell’Oregon statunitense, e sono Kati Claborn (banjo) e Luke Ydstie (basso/contrabbasso) a supportare Hurley, così come il sound engineer Brian Bovenizer: in sostanza, la stessa crew con cui Hurley ha registrato il suo album del 2021.
Decine di album di brani inediti e live, testimoniano la caratura di Michael Hurley e del suo
percorso discografico che, partito dai Sessanta, si chiude ora con Broken Homes And Gardens, anticipato in rete dal singolo Fava, già ben accolto dagli appassionati del folk americano più intenso e genuino.
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