MICHAEL SCHENKER Universal
recensione
Accanto a Michael Schenker nelle registrazioni di Universal ci sono Ronnie Romero (Rainbow, Vandenberg), Michael Kiske (Helloween) e Ralf Scheepers (Primal Fear) al microfono; Steve Mann (Lionheart) alle tastiere, Tony Carey al Moog, Simon Phillips (Toto, The Who), Brian Tichy (Whitesnake, Foreigner), Bobby Rondinelli (Rainbow) e Bodo Schopf (Eloy) alla batteria, Bob Daisley (Black Sabbath), Barry Sparks (Malmsteen, Dokken) e Barend Courbois (Blind Guardian, Zakk Wylde) al basso.
Come il precedente Immortal (2021) ma anche gli album targati Michael Schenker Fest Resurrection (2018) e Revelation (2019), anche Universal sfodera la produzione di Michael Schenker e Michael Voss presso il suo Kidroom Studio di Senden (nella Baviera teutonica), diventato una sorta di seconda casa per Schenker. “Dopo che ho elaborato un’idea, Michael [Voss] si prende del tempo per metabolizzarla e per creare la guida del cantato” – ha detto Schenker – “poi...
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elaboriamo insieme la batteria, il basso e alcune parti delle tastiere. Lui ha sempre un sacco di grandi idee nel cassetto!”
L'inno rock A King Has Gone, preceduto dalla intro di Calling Baal, hanno un significato speciale per Michael Schenker: un omaggio a Ronnie James Dio e, in particolare, alla sua performance in Rising, un classico dei Rainbow del 1976. Per questo motivo, Michael Schenker ha pensato di riunire la sezione ritmica dei Rainbow dell’epoca (Bobby Rondinelli/Bob Daisley) e chiamato anche Tony Carey, presente allora in Rainbow Rising.
In quanto all’artwork della copertina (di Zsofia Dankova), Michael Schenker spiega: “E’ una idea che ho avuto qualche anno fa, ma solo ora pare adattarsi perfettamente, così come il titolo dell’album...” Non resta che aspettare l’arrivo di Universal per assaporare il nuovo album di Mchael Schenker, traccia per traccia.
La band di Michael Schenker sarà in Italia per due date: il 14 maggio 2022 (Fontaneto d’Agogna, (Novara) e 15 maggio 2022 (Roma).
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