SPUNTI DI STUDIO il metronomo

di Alvaro Petriglia
01 ottobre 2025

Cari amici chitarristi, bentornati nella nostra rubrica dedicata alla trattazione di un tema di fondamentale importanza per l’improvvisazione: il ritmo. Come di consueto, la rubrica ci propone l’analisi ritmica di alcuni assoli e temi che hanno fatto la storia della musica, allo scopo di riutilizzarne certi elementi nelle nostre improvvisazioni. Non ci dedichiamo soltanto ai chitarristi, ormai lo sappiamo, quindi, anche questa volta, prepariamoci per una ulteriore tappa del nostro viaggio articolato!
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La chitarra è uno strumento meraviglioso ma talvolta può portarci un po’ fuori strada e ciò succede quando, nel momento dell’improvvisazione, cerchiamo di stupire noi stessi e chi ci guarda con cascate di note, pur non ritrovandoci, alla fine, così soddisfatti del risultato. Questo perché tra i tanti rivolti e posizioni lungo il manico, rischiamo di dedicare meno tempo alla parte ritmica e quindi di perderci metà del lavoro che un chitarrista dovrebbe fare: ecco allora che l’intervento di cellule ritmiche che funzionano, può esserci di aiuto per non incorrere in quelle situazioni.

Continuiamo a sviluppare il nostro “orientamento” all’interno di una o di due battute. Come ci siamo già detti, ci sono punti in cui iniziare a suonare una frase può risultare più efficace rispetto ad altri: quindi,...

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sapere dove ci troviamo, se sul primo, secondo, terzo o quarto movimento (nel caso di un 4/4), è cosa fondamentale. Questa capacità, è necessario interiorizzarla: non si tratta di mettersi a contare ogni singolo quarto della battuta, ma di riuscire a sentirli, o meglio percepirli, ed un valido esercizio per sviluppare questo senso di “orientamento”, è far scandire al metronomo un movimento alla volta, come ci mostra la figura. Naturalmente, l’esercizio che segue può risultare più indicato per alcuni generi musicali e meno per altri, ma teniamo presente che il sapersi orientare all’interno della battura è un concetto universale.

Ecco qualche suggerimento per affrontare l’esercizio odierno: iniziate pian piano con qualche ritmica che ben conoscete, per poi passare a qualche tema o assolo con cui avete dimestichezza: presa confidenza con il metronomo, date il via alle vostre improvvisazioni.
Ricordate che il movimento più semplice da percepire è il primo (grazie al fatto che lì c’è l’accento forte e che quindi l’inizio della battuta) ed è quello da evitare il più possibile per due motivi! In primo luogo, perché nella maggior parte dei casi è un movimento molto affollato (piatti della batteria, accordi degli altri strumenti e quant’altro) quindi, emergere diventa difficile; in secondo luogo, perché essendo il primo movimento, è il più prevedibile, di conseguenza anche il fraseggio risulterà prevedibile. Molto meglio, quindi, iniziare dal secondo movimento o dal terzo. In quanto al quarto movimento, è il più
potente, di conseguenza, il fraseggio che inizia da qui sarà altrettanto potente ed incisivo.

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