JACKSON American Series Soloist SL2-DX
Jackson Guitars official website
Le neonate SL2-DX HT e SL2-DX beneficiano della costruzione manico-thru-body, tratto distintivo di Jackson sin dal 1980, a favore della stabilità, della rotondità e del sustain del suono. Ereditando il tipico shape della Soloist, il body opta per l’ontano e per una finitura satinata, mentre dal canto suo, il manico si compone di tre pezzi di acero, si dota di barre di rinforzo in grafite e del trussrod per la regolazione e, inevitabilmente, di un profilo veloce e filante (Speed Neck).
La tastiera in ebano, con curvatura compound (12”-16”), dà alloggio ai 24 tasti Jumbo in acciaio inossidabile e agli inconfondibili segnatasti...
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a pinna-di-squalo, ma rovesciati, in madreperla, posizionando sulla parte superiore i mini-segnatasti (dot) in Luminlay, visibili anche al buio.
Capotasto GraphTech Tusq TUSQ XL con ampiezza di 42,86 mm e meccaniche Gotoh MG-T Locking disposte sei-in-linea sulla paletta.
Le due nuove Jackson si differenziano per la scelta del ponte: un Hipshot 6 (fisso) per la SL2-DX HT per garantire la massima affidabilità a una performance, ed un Floyd Rose 1500 Series Double-Locking (tremolo) per la stabilità dell’accordatura nelle performance più aggressive.
Una coppia di humbucker firmata Seymour Duncan, dà sfogo al suono delle due elettriche della American Series Soloist SL2-DX: il super-popolare JB TB-4 (ponte) provvede a restituire basse piene e potenti, alte pulite e dettagliate e quel picco delle medie che va ad aggiungere intere dosi di crunch e chunk; mentre l’altrettanto famoso e potente ‘59 SH-1N (manico) restituisce il classico suono P.A.F. noto per rotondità, definizione e fluidità. L’elettronica si completa con il selettore pickup a cinque posizioni, e i controlli di Volume e Tone.
Velocità, potenza e precisione. Ecco l’imperativo che Jackson Guitars impone alla neonata American Series Soloist SL2-DX, destinata ai chitarristi heavy dell’odierna generazione.
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