FENDER SWINGER

Paolo Sburlati 29 gen 2020
All’inizio degli anni ‘60 sul pianeta Terra avviene un fenomeno inaspettato: taluni giovani, rifiutando di adattarsi ai notevoli cambiamenti epocali in corso, prendono coscienza del loro talento e lasciano che confluisca in diverse forme d’arte. Tra le splendide forme artistiche nate in quegli anni ruggenti, si distingue il cosiddetto fenomeno Beat, diretto discendente e naturale evoluzione del rhythm n’blues, che genererà di lì a poco il rock e poi l’hard rock, lasciando notevoli e duraturi strascichi affettivi nelle generazioni venute dopo.

Questi magnifici ed importanti fenomeni artistici recano con sé capolavori e manufatti che cambiano gli stili di vita nel mondo del secolo scorso: in primis, la chitarra elettrica.

CBS
Nel 1965, l’americana CBS (Columbia Broadcasting System, Inc.) decidendo di investire in quei moderni manufatti artistici per fare business sulle esigenze dei giovani, acquisisce la californiana Fender Musical Instruments, produttrice delle chitarre così richieste dagli artisti coinvolti nel fenomeno Beat. Nel giro di pochi mesi, gli strumenti sino ad allora fatti a mano dagli artigiani Fender, passano a una produzione su larga scala: quindi, modificati e commercializzati ovunque sul pianeta.

Per soddisfare le enormi richieste di quegli strumenti, dovute al crescente nuovo fenomeno musicale, la CBS prende a riempire ...
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Fender
Swinger
Chitarra Elettrica
i suoi magazzini di body e manici in legno, pickup, parti meccaniche, pezzi fabbricati in grandi quantità, e pronti per assemblare i pregiati strumenti marchiati Fender così richiesti. Ma, come si suole dire, il diavolo ci mette la coda...

Nel 1967 il fiume in piena del fenomeno Beat, prende a scemare: si trasforma, si evolve, e finisce per suddividersi in diversi rivoli musicali disperdendo e diversificando il potere aggregante e commerciale. Le richieste di strumenti marchiati Fender tornano numericamente a quelle del periodo pre-Beat ed i magazzini CBS si ritrovano zeppi di pezzi inutilizzati.

1969
I dirigenti della CBS si rendono conto di avere in stock centinaia di body e manici Fender di modelli di strumenti non più richiesti. [Parte del problema è dovuto anche alla non competenza dei dirigenti CBS riguardo agli stessi strumenti musicali e alla loro destinazione: il basso a 5 corde, la chitarra elettrica a 12 corde e le chitarre a scala corta 24” e 22,5” non si vendono a migliaia ogni mese...] Così, nel 1969, allo scopo di sbarazzarsi di quei pezzi rimasti in magazzino, viene dato ordine a Virgilio “Babe” Simoni (Product Manager dell’azienda) di impiegarli in qualche modo. Simoni crea allora due nuove chitarre: la Fender Custom (battezzata anche Maverick) e la Fender Swinger (detta anche Arrow).

Non esistono disegni, dime, prototipi o quant'altro riferito ad esse: vengono fatte sul momento, con il solo ausilio dell’enorme esperienza di Simoni. [I dirigenti CBS non hanno nulla a che fare con queste due chitarre!]

FENDER CUSTOM GUITAR
La Fender Custom viene realizzata con il corpo e il manico della Electric XII, la chitarra elettrica a 12 corde nata nel 1966. Le richieste riferite a questo tipo di chitarra sono esigue ed è da allora che giacciono nei magazzini parecchi corpi e manici inutilizzati. [Parleremo della Fender Custom nel dettaglio in un prossimo articolo dedicato al vintage]

FENDER SWINGER GUITAR
Questa chitarra viene realizzata con il body del Fender Bass V ed il manico a scala corta (22,5”) della Musicmaster II e Duo-Sonic II (versioni dismesse e sostituite nel 1966 dalla Mustang).

Tutti i manici utilizzati per la costruzione delle Fender Swinger sono prodotti dal Maggio al Settembre 1966, come testimoniano i timbri ad inchiostro impressi a fondo tastiera.

Il numero di produzione assegnato a questo tipo di manico è 9 (che sta a indicare un manico corto, 3/4), mentre la lettera che indica la larghezza del capotasto (nut) è A (ovvero, 1 pollice e mezzo, contro il pollice e 5/8 del classico manico con lettera B). Dunque, un tipo di manico corto e piccolo, destinato a studenti e ragazzi.

Togliendo il battipenna della Swinger, si nota lo scavo operato sul body del Bass V (nel 1966) per ospitare il cosiddetto split pickup: ovvero, il pickup suddiviso in due parti, creato da Leo Fender. Sopra tale scavo, viene fresato l’alloggiamento per il solo pickup monobobina della chitarra: lo stesso pickup (e circuitazione) utilizzato per la Musicmaster e la Duo-Sonic.

Ma non è tutto. Il cornetto superiore sinistro del body del Bass V viene ridotto tramite un taglio ad angolo come quello operato sulle Fender Custom. Lo stesso body viene intagliato sui lati per ridurne le dimensioni e portarlo a quelle di una chitarra elettrica; infine, viene accorciato sul fondo, creando una semicurva a mezzaluna, bella a vedersi, ma ostica nell’agganciare la tracolla. A questo punto, diviene necessario tagliar via lo scavo in cui si avvitava allora il manico del Bass V e fresarne uno nuovo, più piccolo, allo scopo di ospitare il manico della chitarra Swinger. [Il corpo molto lungo, tipico del Fender Bass V, permette di operare tutti questi terribili tagli...]

Nota – Il taglio a mezzaluna sul fondo del corpo della Swinger è anche dovuto al fatto che in quella zona, sul corpo del Bass V vi erano i cinque grandi fori passanti per le corde, come accadeva sui primi Precision Bass degli anni ‘50. [Se non ci fossero stati quei cinque fori da eliminare, probabilmente la Swinger non avrebbe subito quel taglio a mezzaluna sul fondo]

In effetti, con quella curva, la chitarra è monca e peraltro difficile da appoggiare per terra o su un reggichitarra. In tutti i casi, proprio tale necessità conferisce a quella chitarra un’estetica unica e irripetibile nella storia di Fender. Un’estetica ad oggi imitata da molti.

Una ulteriore stranezza estetica della Swinger viene operata sulla paletta. Con un taglio netto e dritto, viene rimossa tutta la parte tonda in alto, a destra: in pratica, l’area in cui viene applicata la decal Custom Body. A quel punto, la chitarra è dotata di una paletta dal riconoscibile look a forma di freccia (Arrow).

La decal Fender resta sotto la vernice originale, mentre la decal Swinger (in plastica adesiva trasparente) viene posta successivamente. Con il passare del tempo, la decal Swinger non protetta dalla vernice, si restringe e salta via, lasciando un segno rettangolare molto evidente. In realtà, soltanto poche Swinger vengono dotate di questa etichetta davvero brutta da vedere... Forse perché qualche negoziante ne ordina un certo quantitativo chiedendo che quel nome venga messo in evidenza... [Del resto anche con la Fender Custom è avvenuta la stessa cosa: un negoziante ne ordina parecchie ma vuole il nome Maverick sulla paletta!]

Inoltre, non esistendo una documentazione pubblicitaria della Swinger, non esistendo un listino prezzi, e non essendo mai apparsa su un catalogo, non è neppure possibile sapere se quello sia davvero il nome deciso dalla CBS per quella chitarra nata per recuperare vecchi body e vecchi manici dal magazzino. Del resto, come mai solo pochissime sono dotate della decal Swinger, mentre la gran parte delle altre mostra una paletta perfettamente pulita, senza alcuna traccia di adesivo e con la sola decal Fender applicata sotto la vernice?


250 ESEMPLARI
Solo 250 esemplari della Swinger vengono realizzati nel 1969 utilizzando i corpi Bass V ed i manici Musicmaster e Duo-Sonic rimasti nei magazzini dal 1966. Oggi sono chitarre rare ed apprezzate dai collezionisti in modo inversamente proporzionale a quanto lo abbiano fatto i chitarristi all’epoca.

Negli anni ‘80 alcuni personaggi noti portano una Fender Swinger sul palco: Tina Weymouth (Talking Heads), Elena Glasberg (Come On), Lydia Night (The Regrettes), John Smith (Mux) e Ben Kweller. Persino Jimmy Page ha una Swinger (con un humbucking aggiunto), mentre Rick Nielsen (Cheap Trick) ne possiede una nella rara finitura Teal Green Metallic.

Al contrario delle Fender Custom (tutte in finitura Sunburst), le Swinger vantano le finiture Dakota Red, Candy Apple Red, Lake Placid Blue, Olympic White, Black, Sonic Blue. Alcune, sono addirittura realizzate con le finiture Custom Color Fender più rare possibili. Nessuna però in Sunburst.

CONSIDERAZIONI LEGITTIME...
A questo punto, qualche domanda sorge legittima: perchè la CBS attua nel 1969 la decisione di utilizzare i vecchi body rimasti nei magazzini? Tagliare, modificare, fresare i legni di quei body di legno, non è più costoso che realizzarne di nuovi? Pare di no.

Certo è che allora avrebbero potuto sforzarsi un po’ di più… Magari disegnando un paio di chitarre nuove, piuttosto che spendere del tempo ad assemblare qualche centinaio di Custom e di Swinger... E magari completare comunque alcune Electric XII e Bass V!

In quei casi, oggi ci sarebbero più esemplari da collezionare, oltre che due solid body magari più belle delle Custom e delle Swinger!

Inoltre, la Swinger non è altro che una Musicmaster con il body smussato e la paletta tagliata. C’era bisogno di una chitarra del genere, con la scala cortissima (22,5 pollici) e il capotasto stretto, considerando che quel tipo di scala all’epoca non era apprezzata (viste le giacenze di magazzino...) e che la Musicmaster era ancora in produzione?

Forse alla CBS pensavano che i giovani chitarristi vedendo la Swinger con il suo look “spaziale” avrebbero esultato. E invece...

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