MARCELLO SEBASTIANI TRIO Bass Letters
recensione
Sebastiani, Manzi e Di Toro non sono semplicemente sidemen, produttori, insegnanti, band leader, arrangiatori, colleghi: sono amici. Un aspetto, questo, da non sottovalutare ma da prendere in attenta considerazione durante l’ascolto. Il rispetto profondo che lega questi tre strumentisti è tangibile, avvolgente,...
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rassicurante come la morbida esplosione di colori presente nel bellissimo disegno di copertina realizzato da Elena Bettucci: lo si avverte dalle prime note di Air Dancing fino a Come Out And Play passando per gli inediti One For Jiri e Winter Star. L’intensità delle giornate trascorse in studio rientra appieno nei microfoni che hanno catturato la magia delle sessions. Ogni stimolo, ogni sguardo complice, ogni vibrazione ritorna e rivive (seppur a distanza di tempo da quel mese di gennaio pre-pandemia) nei brani di Bass Letters. L’alchimia è pressoché perfetta, la sintonia della formazione è ai massimi livelli, le differenti individualità che emergono dalla fruizione dell’opera vanno a creare un piacevolissimo effetto d’insieme in cui il tutto è la summa di tre parti magicamente complementari e orientate in senso funzionale alla definizione di un risultato globale quanto mai coeso, accattivante.
Bass Letters è un disco sfaccettato, composito, speciale. Una raccolta di lettere d’amore a nomi e volti che hanno dato vita ad alcune tra le pagine più memorabili della storia del contrabbasso nel mondo, la conferma del gusto e della creatività di Marcello Sebastiani in veste di compositore, la fotografia in musica di un trio spiazzante per groove, talento e freschezza interpretativa. E che suoni, ragazzi. Chapeau!
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