MICHAEL KIWANUKA "Small Changes"
recensione
Si parte con "Floating Parade" e si fluttua, tappa dopo tappa, tra la bellezza aerea di "One And Only", il progressivo incedere delle due parti di Lowdown, la dolcezza dell’omonima "Small Changes" e l’arpeggio cullante della conclusiva "Four Long Years". Tutto, nel nuovo lavoro di Kiwanuka, incanta e rilassa, affascina, seduce, ipnotizza e non è un caso che, per il terzo episodio consecutivo, la produzione sia affidata alle mani sapienti di Danger Mouse e Inflo,...
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quest’ultimo ideatore e factotum dei Sault, il collettivo funk, nu soul e afrobeat britannico.
Gli intrecci ritmici della chitarra risultano intriganti, ben concepiti e cesellati così come gli interventi solistici che, seppur con parsimonia, emergono dal liquido substrato che avvolge le tracce, talvolta colorando il resto di sature distorsioni, talvolta di echi così delicati e clean da ricordare le migliori code strumentali incise da David Gilmour con i Pink Floyd. D’altronde, si sa, la ricercatezza è alla base dell’arte di Kiwanuka, il quale, negli anni, è stato visto in studio e sul palco con una serie di chitarre che definire “favolose” suonerebbe riduttivo: Martin D-18, Gibson J-200, Fender Jaguar, Gibson 12 corde Firebird, Gibson Les Paul Studio, tra le tante.
A questo aspetto, si aggiunga la lunga lista (archi compresi) di musicisti coinvolti nelle session di registrazione dell’album: da Pino Palladino al basso su Rebel Soul ad Alecia Chakour (Tedeschi Trucks Band, The Warren Haynes Band), ai cori, fino allo stesso Inflo (all’anagrafe Dean Josiah Cover) alla batteria, alle tastiere, al basso e alle voci.
"Small Changes" è simile a una vasca di musica meravigliosa che invita a più immersioni per poterne percepire appieno il potere rigenerante sulla pelle. Nel far ciò, siamo sicuri che ciascun fruitore si sentirà abbondantemente ricompensato per la pazienza e l’impegno profusi. La patina retrò di questo lotto di tracce fornirà inoltre l’ingresso in una spirale di suoni in cui perdersi, per poi ritrovarsi assoprando un autentico piacere… over and over again, lo assicura Michael Samuel Kiwanuka.
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