Soave 2024 Guitar Festival... grande successo!

di Pierpaolo Adda
10 maggio 2024
Care amiche e cari amici, sì, ce l’abbiamo fatta e... alla grande! a quanto sento dai vostri commenti su Facebook e Instagram. Vi assicuro che tornare in pista dopo dodici anni non è facile; innanzitutto, gioca l’età (tra poco saranno 80!), ma è la pausa di 12 anni dall’ultima edizione che mi metteva tanti problemi in testa. Mi chiedevo “Ci sarà ancora lo stesso pubblico di appassionati?... Ci sarà ancora qualcuno che risponderà positivamente e vorrà riscoprire, o scoprire, se venire a Soave vale la pena?...” Queste le domande… tanti i dubbi! Devo dire che la vostra risposta è stata commovente e confortante, tanto che comunicare le date per l’edizione 2025 è stato un ulteriore piacere.
Permettetemi di ringraziare innanzitutto il nostro Sindaco, il dottor Matteo Pressi, che ha voluto con forza il ritorno del Soave Guitar Festival e che con grande convinzione mi ha invitato a continuare questa seconda parte del nostro viaggio, iniziato nel ormai lontano 1991. Proprio per questo ho immediatamente ripreso alcuni contatti che non ho mai interrotto, e posso anticiparvi che il programma per il Soave 2025 Guitar Festival, fatta eccezione per un paio di conferme in arrivo, è già praticamente chiuso con un anno di anticipo!

Soave Guitar Festival official website



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Alcuni nostri ospiti avevano già partecipato ad edizioni precedenti, e sono John Jorgenson con la sua Electric Band, Pedro Javier González Trio (qui con il nuovo bassista e il nuovo percussionista), Massimo Varini, Frank Vignola e Vinny Raniolo, Anita Camarella e Davide Facchini, e, ultimo ma non meno importante, Luca Olivieri e la sua band. Quelli che invece sono arrivati per la prima volta sono Annie Sellick e Pat Bergeson, un duo di chitarre, voce e straordinaria armonica a bocca, Dario Fornara, chitarrista di rara sensibilità e capacità comunicativa, Roberta Gennuso e Stefano Vivaldini, due giovani ma “tosti” chitarristi classici con il loro Progetto OOM (Out Of Modernity), Clive Carroll, interprete della migliore tradizione celtica e, insieme a Dariush Kanani, testimone vivente della produzione musicale dei compianti John Renbourn e Bert Jansch.

Un capitolo a parte va a uno strumento che sinora non aveva avuto spazio qui da noi: la chitarra battente, così prepotentemente espressiva quanto poco nota al grande pubblico, legata com’è alla musica popolare del nostro Sud. Ebbene, Francesco Loccisano ce l’ha fatta conoscere in tutta la sua potenza comunicativa e speriamo di poterlo riavere con noi! A completare il quadro delle nuove voci che hanno calcato il nostro palcoscenico, il noto John Jorgenson ma, questa volta, con la sua J2B2 Bluegrass Band, quartetto di bluegrass degno di una serata di gala al Ryman Auditorium di Nashville. Accanto a John (mandolino, chitarra e voce), Patrick Sauber (chitarra e voce), Mark Fain (contrabbasso) ed Herb Pedersen (banjo, chitarra e voce), peraltro co-fondatore con Jorgenson e Chris Hillman della gloriosa Desert Rose Band Bene, per un carico di emozioni indescrivibili.

Il festival è iniziato alle 10.30 di Venerdì 26 aprile 2024 con l’apertura della Mostra/Mercato presso il Palazzo del Capitano, dove un folto e qualificato gruppo di espositori ha presentato strumenti di notevole pregio, per il piacere dei collezionisti di ogni livello. Per la prima volta abbiamo anche avuto il piacere di avere con noi Algam Eko, che ha presentato la sua nuova produzione di strumenti acustici ed elettrici, contando sull’assistenza tecnica del maestro liutaio Roberto Fontanot e sul playing sopraffino di Massimo Varini.
Dal grande valore storico e qualitativo, la rassegna “From Loar To Electric” presentata dall’amico Nino Fazio, ci ha raccontato la storia della Gibson L 5, la chitarra più prestigiosa nella storia del marchio di Kalamazoo.
Allo scopo di rendere omaggio a tre amici che ci hanno lasciato negli ultimi anni, la sezione “Memorabilia” ha messo in esposizione le chitarre più amate dai miei amici Rudy Rotta (Fender Telecaster del 1952, Stratocaster del 1962 e Gibson ES 345 Stereo del 1962) ed Enrico Ciacci (De Vita Palomino del 1990), alle quali si è aggiunta (grazie alla cortesia di Francesco Balossino), la Les Paul Standard del 1960 di Alberto Radius, tornata a nuova vita grazie all’accurato restauro filologico di Balossino, dopo la sua martoriata storia passata. (Il vecchio top, con tanto del vecchio pickup De Armond Dynasonic, è stato esposto accanto alla chitarra, insieme al racconto scritto della sua vicenda).

Nel cortile gli onori di casa sono stati fatti dal Djangology 4tet, gruppo di musica manouche che abbiamo avuto il piacere di ospitare per la prima volta e che ha riscosso ottimi consensi. Ci sono stati ulteriori interessanti interventi non previsti dal cartellone e anche per questo apprezzatissimi dai presenti; la Rubber Band, ottima rock blues band padovana, ha presentato il nuovo album “About Time”, mentre Palma Cosa, chitarrista classica pugliese che alla tecnica unisce espressione e pathos, ha conquistato il cuore di tutti gli appassionati presenti, così come gli apprezzamenti sui social hanno mostrato a chiare lettere...
Ancora una volta il programma didattico presso la nostra bella chiesetta medioevale dei Padri Domenicani si è rivelato una perla luminosa: non c’è musicista che, entrando e suonando in questo luogo, non sia stato colpito dal riverbero naturale prodotto dalle sue mura.

Che dire poi dei concerti?! Per la prima volta si sono svolti nell’Auditorium della Cantina Rocca Sveva, una peculiare struttura che, con i componenti in legno studiati ad hoc e le sue 620 poltroncine di velluto rosso, ha offerto al pubblico presente grande qualità audio e massimo comfort. Il fondale utilizzato, dal grande effetto scenico, è stato realizzato nel 2011 dall’amica Monica Franceschi di Bologna e continua a vestire il palco del Soave Festival. Monica è peraltro autrice delle copertine dei miei cd, al cui ultimo (“L’amore secondo me”) mi collego subito per rendervi partecipi di un’operazione benefica conclusasi proprio qui a Soave. Per la prima volta ho infatti aperto il programma dei concerti con una mia breve performance, suonando e cantando “La chitarra”, il brano che apre appunto il mio cd e che, venduto negli ultimi sei mesi, ha raccolto fondi (euro 4.100,00) a favore della fondazione padovana “Città della speranza”, un centro di ricerca e cura rivolto ai bambini affetti da tumori del sangue. Una eccellenza italiana di cui essere fieri!

Tutti i concerti del programma 2024 hanno rivelato il loro elevato valore artistico e, come è accaduto in passato, il dvd di prossima realizzazione ne sarà una fattiva testimonianza. Ancora una volta, John Jorgenson mi ha stupito facendomi un bellissimo regalo. Traducendo il mio brano “Domani si cambia”, ne ha ricomposto metriche e rime perché si adattassero alla lingua inglese e, senza alcun preavviso, lo ha eseguito sul palco con la sua Electric Band nel concerto della domenica... ho rischiato l’infarto!

Ed infine due righe riguardo alla Soavecaster, la chitarra elettrica realizzata con il contributo artistico dell’amico Renzo Pagliani per celebrare il riconoscimento di Soave come “Borgo dei Borghi 2022”: ebbene, il sorteggio dei biglietti l’ha assegnata a Ezio Volpato da Busto Arsizio (Varese) il quale, come ci ha raccontato, ha presenziato al concerto della domenica grazie a un biglietto che gli era stato regalato... come si suole dire, la fortuna ci mette sempre il suo zampino!

Un ringraziamento agli amici di “Soave – Città del libro” per il prezioso aiuto dato nella gestione pratica del festival, auspicando che saranno dei nostri anche nella prossima edizione! Un ringraziamento infine a Stefano Reginato, fotografo ufficiale del Soave Guitar Festival, che con le sue immagini lascerà vivido il ricordo di tanti bei momenti vissuti insieme.

Appuntamento quindi al Soave Guitar Festival, nelle giornate del 25-26-27 aprile 2025!

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