BEN HARPER Bloodline Maintenance
recensione
Da notare come, sulla scia del precedente Winter Is For Lovers , anche in questo caso l’album sia accreditato al solo Harper. Nessun accenno ai fidati...
l'articolo continua...
Innocent Criminals o ad altri fedeli compagni di studio e tour. Si tratta infatti di un viaggio in solitaria che denota un nuovo passo in avanti nella ricerca personale (e artistica) condotta dal songwriter di Pomona, il quale - nelle 11 tracce presenti - suona quasi tutto da solo (chitarre, basso, batteria, ecc.) avvalendosi di tanto in tanto delle percussioni di Leon Mobley, dei fiati di Geoff Burke o delle voci di Chavonne Stewart , De’Ante Duckett e Alethea Mills. Era già successo in passato, ma - ora più che mai - questo aspetto appare evidente anche dalle scelte di missaggio. Si ha da subito infatti la sensazione che il sound - in più momenti - non sia quello di una band “catturata” in presa diretta: si avverte una sorta di scollamento, come se i brani scorressero fluidi ma al tempo stesso sembrassero appositamente assemblati ad hoc. La conferma arriva dai credits, che mostrano come Harper appunto abbia optato per incidere tutto, o quasi, in autonomia, partendo dalle quattro corde del basso.
Detto ciò, a rendere l’ascolto di Bloodline Maintenance estremamente piacevole, sono le canzoni che - ancora una volta - risultano accattivanti, ben costruite, profonde per quel che concerne le tematiche (in primis, schiavitù e razzismo). Below Sea Level, l’iniziale traccia a cappella, vale da sola l’intero album ed è forse la canzone più emozionante in scaletta. La grintosa We Need To Talk About It e la solare Need To Know Basis sono esercizi di stile realizzati in maniera ineccepibile, ma non aggiungono nulla a quanto di buono ci si possa ancora aspettare da Ben Harper. D’altronde, come testimonia la foto di copertina, la sensazione generale che emerge dall’ascolto dell’album è quella di un costante - e urgente - ritorno al passato, alle origini, agli affetti più cari. Musicali e non.
Leggi anche
Podcast
Album del mese
Chris Wood
Percussive Acoustic Guitar
Hal Leonard/Volonté & Co.
L'approccio di Woods va oltre il modo tradizionale di suonare la chitarra e sono i movimenti percussivi a fungere da cardine nella creazione di groove...
QUEEN OF THE STONE AGE
Perfecth
Matador Records
C’è il groove serrato e ipnotico della sezione ritmica tra i solchi del disco, con il basso di Michael Shuman e la batteria di Jon...
Nothing But Thieves
Stray Dogs
RCA Records / Sony Music
Stray Dogs è un disco diretto, ma non schematico: l’energia dell’alt-rock convive con aperture melodiche, grunge, indie e una sensibilità pop sempre pronta a trasformare...