YUNG BELIAL Mirror

di Luca Bussoletti
01 dicembre 2020

recensione

YUNG BELIAL
Mirror
Subsound Records
Yung Belial è un ventenne bresciano in fissa con la trap e l’industrial; Subsound Records è una etichetta romana specializzata negli habitat estremi del metal (grind, hardcore…) e Luciano Lamanna è uno dei produttori più attivi nella scena techno, rap e metal underground: ebbene, da questo inedito combo di mondi apparentemente distanti, nasce Mirror, il nuovo album firmato, appunto, Yung Belial. E c’era da aspettarselo che le nuove generazioni arrivassero a mescolare un genere attualissimo e modaiolo come la trap, con sottogeneri estremi tanto legati al metal ed industrial di qualche decennio fa… Di fatto, il risultato è un disco che unisce certe sonorità e linee vocali di urban, ai growling tipici del metal, nonché distorsioni estreme mescolate a ritmiche quasi techno: il tutto, in uno scenario decisamente originale e contemporaneo.

La produzione è stata realizzata senza l’utilizzo di campionamenti, affiancando alle parti suonate, beat e ritmiche ad opera di synth analogici. Analogici anche gli apparati per mixing/mastering.

 

Emiliano DiLodovico ha imbracciato la sua Fender Jaguar modificata con un Seymour Duncan Invader al ponte. Effetti utilizzati: Vintage ProCo RAT, EarthQuaker Devices Hoof Fuzz, TC Electronics Flashback Triple Delay e Hall of Fame Reverb. Ampli: Laney HR 100R +...

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cab 4x12”

 

Christian Ceccarelli ha imbracciato il suo Fender American Deluxe Bass amplificato con Ampeg SVT-III ed Ampeg Classic Cab 2x12”. Effetti utilizzati: Xotic X-Blender, Elektron Analog Drive per i suoni distorti DBX 140 A per i suono compressi.

 

 

Luca Bussoletti

 

 

 

 

 

 

 

 


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