SAM FENDER Seventeen Going Under
recensione
Profondo, intimo e riflessivo, Seventeen Going Under è lo sguardo di Sam Fender alla sua adolescenza, all’affievolirsi dell’innocenza di teenager che poi trova la forza per navigare verso l’età adulta. North Shields, piccolo centro del nord-est britannico, è lo sfondo degli intimi racconti dell’album; storie di una giovane vita che corre senza fiato, ma che a un certo punto (lo stop forzato della pandemia) tira il freno a mano e si mette a guardare indietro, là dove ha iniziato: una tracklist che è la cronaca dei ricordi più cari di Sam, ma anche quella dei momenti più difficili. La storia della sua vita di adolescente. “Questo album riguarda il fatto del crescere. È una celebrazione della vita dopo le difficoltà vissute, una celebrazione della sopravvivenza…” – ha dichiarato lo stesso Sam Fender presentando il suo nuovo capitolo discografico.
Uptempo fluido e trascinante, nonché pezzo da novanta...
l'articolo continua...
dell’album, Seventeen Going Under (la titletrack) è il binario su cui corrono poi gli altri dieci brani della scaletta: chitarre e accordi ariosi, melodia che ti si appiccica addosso, voce ricca di pathos ed un sound pronto a mostrare i muscoli e a sottolineare i crescendo.
Se in Aye il giovane artista britannico (classe 1994) ragiona su certi eventi brutali della storia, in Spit Of You egli pone lo sguardo sul rapporto con suo padre; brano fluido e pacato, con la chitarra a supportare i versi con gusto ed equilibrio. Umori in stile Echo & The Bunnymen in The Leveller, mentre sono chitarra, suono clean, voce definita e impostata a condurre Mantra. Segue Paradigms col suo drumbeat che per certi versi rimanda ai The National.
Chiude The Dying Light: avvolgente intro di pianoforte, e poi un basso pulsante e un brillante suono dei crash a creare la texture del brano.
Più personale del precedente, Seventeen Going Under ribadisce lo spirito di osservazione di Sam Fender: un album coraggioso e celebrativo, in cui il giovane artista britannico mira a trasformare le proprie esperienze in arte, come i reali songwriter sanno fare.
Andrea Martini
Leggi anche
Podcast
Album del mese
SatchVai
The Sea Of Emotion
earMusic
"The Sea Of Emotion" è il primo album firmato SatchVai, per meglio dire, il progetto in tandem di Joe Satriani e Steve Vai. In uscita...
Roland Orzabal
Welcome To Your Life: Love, Death & Tears For Fears
Dey Street Books
Anzitutto, una doverosa premessa: Roland Orzabal mette in piedi i Tears For Fears nel 1981 insieme a Curt Smith e subito diventano una marcata voce...
Riccardo Russino
Il Triangolo Rock: George Harrison – Pattie Boyd – Eric Clapton
Il Castello Editore – Chinaski
1974. Può capitare che due dei chitarristi più influenti della musica del Novecento duellino per oltre due ore senza proferire parola? Se il duello, a...