MIKE ZITO Make Blues Not War
recensione
Sin dalla opening track, Highway Mama, Zito si conferma chitarrista ruspante ed autentico; immerso in questa traccia la cui struttura armonica ricorda vagamente Going Down, il celebre brano del leggendario Jeff Beck (ripreso anche dai G3).
Dal canto suo, Wasted Time è uno shuffle suonato con maestrìa e con quella buona dose di sfacciataggine che non guasta, mentre Redbird, pur non emergendo per originalità, è un mid-tempo graffiante e ruvido, come si conviene al rock blues più viscerale.
Col suo incedere rock/blues, Crazy Legs, non lascia un attimo di tregua: il chitarrista statunitense lascia da parte ogni remora e si lancia nel suo primo assolo, senza freni inibitori!
Nella titletrack, Zito si cimenta in uno slow shuffle a base di bottleneck, mentre On The Road scorre via senza sussulti, così come Bad New Is Incoming, primo minor blues dell’album in questione.
One More Train è un major blues...
l'articolo continua...
con venature soul, da cui fuoriesce un ottimo Zito impegnato con lo slide.
Atmosfera da grandi spazi aperti per Girl Back Home, di sicuro la composizione più ispirata a livello di songwriting, con quel retrogusto gospel che la rende ancora più affascinante e con uno Zito che si mostra anche un eccellente vocalist.
Chip Of The Block è un ulteriore shuffle: trascinante, ma che non aggiunge nulla a quanto già ascoltato e a cui segue Road Dog, nuovamente in territorio minor blues immerso in atmosfere notturne. L’assolo è forse il più bello e centrato dell’album, sentito e suonato con fluido abbandono… come si conviene ai bluesmen doc!
Chiude Route 90, il classico blues ruspante e casereccio.
Make Blues Not War è un disco ben suonato e realizzato e che, pur ripentendo certi cliché, risulta godibile ed autentico.
Leggi anche
Podcast
Album del mese
SatchVai
The Sea Of Emotion
earMusic
"The Sea Of Emotion" è il primo album firmato SatchVai, per meglio dire, il progetto in tandem di Joe Satriani e Steve Vai. In uscita...
Roland Orzabal
Welcome To Your Life: Love, Death & Tears For Fears
Dey Street Books
Anzitutto, una doverosa premessa: Roland Orzabal mette in piedi i Tears For Fears nel 1981 insieme a Curt Smith e subito diventano una marcata voce...
Riccardo Russino
Il Triangolo Rock: George Harrison – Pattie Boyd – Eric Clapton
Il Castello Editore – Chinaski
1974. Può capitare che due dei chitarristi più influenti della musica del Novecento duellino per oltre due ore senza proferire parola? Se il duello, a...