VENOM INC. There’s Only Black
recensione
Dato il successo del precedente Avé (2017), proporre un album che non deludesse le aspettative dei fan non era cosa facile per i Venom Inc. ma, a quanto pare, i tre ce l’hanno fatta e con il nuovo There’s Only Black si propongono con un sound ancora più organico ed energico, uscendo allo scoperto con una produzione fluida, pulita, attuale ed accattivante. La noia, tra i brani del nuovo disco (12 per un totale di oltre 54 minuti), non esiste davvero, spazzata via da strutture ora veloci, ora velocissime, ora melodiche, pur se immerse nelle marcate influenze extreme e thrash metal, e con un Dolan che si destreggia bene tra growl e timbriche ruvide, imbracciando un basso che si rivela la forza trainante dell’album, in totale...
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sintonia con la chitarra di Dunn e le ritmiche potenti di Kling dietro i tamburi.
L’album parte alla grande con un How Many Can Die che mostra i muscoli, un brano in bilico tra il metal punk e la NWOBHM in cui Dunn si esprime con tutto il fascino del suo stile old school.
Infinitum e Come To Me segnano il passo e, senza rinunciare al fattore potenza/energia, snocciolano le coinvolgenti melodie della chitarra.
There’s Only Black , il brano che dà il titolo all’album, ne è anche il manifesto sonoro, mentre il successivo Tyrant offre più di uno spunto di riflessione soprattutto riguardo al songwriting.
Don’t Feed Me Your Lies trascina la chitarra pulita tra le spire di un vortice fatto di tecnica e velocità, per cedere poi il passo al classico trash metal di Man As God . Arriva quindi
Burn Liar Burn con l’intro melodica di una chitarra pulita che poi lascia spazio ai sapori più tipici del trash metal, seguito da Nine con la voce graffiante di Dolan in primo piano.
È quindi la volta di Rampant, che ribadisce tutto il Venom-sound che ha portato la band al successo già a partire dagli Ottanta, seguito dalle atmosfere di un The Dance che parte quieto per sfociare tra le spire di un black metal che a tratti strizza l’occhio a Slayer e Mororhead. Chiude il groove metal di Inferno in cui ogni membro del trio fa la sua parte senza lasciare nulla al caso.
Patrizia Marinelli
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