ANA POPOVIC Trilogy
recensione
Si tratta di un progetto ambizioso, che racchiude in un unico cofanetto ben 3 cd (che potrebbero essere considerati come tre album a sé stanti) denominati rispettivamente: Morning, Mid-Day e Midnight, ognuno con le sue peculiarità stilistiche.
Morning, come suggerisce il titolo stesso, si configura come il capitolo più solare e meno introspettivo dei tre. Con Love You Tonight e She Was A Doorman si viene travolti dal funk più verace. Impossibile restare indifferenti di fronte al tiro micidiale di brani come Show Me How Strong You Are e Fancewalk, ricchi di stacchi, riff accattivanti e groove da vendere. Con Train si placano gli animi; è giunto a puntino il momento della ballad e, al tempo stesso, della prima ospitata. A duettare con la Popovic, c’è Joe Bonamassa, riconoscibile dalla prima nota e, obiettivamente, un...
l'articolo continua...
tantino fuori luogo nel mood della song, crepuscolare e notturna, condita dalle solite mitragliate di sedicesimi del nostro. In ogni traccia emerge la maturità dell’artista serba, che ha appena varcato la fatidica soglia degli anta. Maturità compositiva, ma anche di fraseggio, fluido e mai eccessivo, con alcuni spunti davvero notevoli.
In Hook Me Up compare un altro ospite illustre, Robert Randolph alla chitarra slide, nel brano sinora più bello del disco. Una soul ballad scritta con maestria e chiusa da un assolo della Popovic ricco di pathos. Chiude il primo dischetto Too Late, ulteriore brano ben scritto ed arrangiato.
You Got The Love apre il secondo capitolo della saga, denominato Mid-Day. Spariscono gli archi e si ritorna al classico combo rock/blues, nel quale la Popovic la fa da padrone. Anche in questo caso, groove da vendere: davvero incredibile la crescita artistica tout-court dell’artista in questione! Fatichiamo davvero a trovare brani non degni di nota: tutti con un mood preciso e con un gustoso retrogusto di tipo funk/blues. D’altronde è la stessa Popovic ad affermare: “Ogni mio disco deve raggiungere i miei standard, che sono alti!”
Con Johnnie Ray è la volta del minor blues. Da segnalare il bellissimo clean sound della Popovic, a suo agio come non mai anche a livello vocale: graffiante e pienamente immersa nel mare magnum del blues. Anche il suo fraseggio non è riconducibile alla sola pentatonica, risultando contaminato da chiari idiomi di stampo jazzy.
Grande funk nel successivo Woman To Love, nel quale la chitarra dell’artista sembra parlare, tanto è vocale il suo fraseggio… mentre in Let’s Do It Again trova spazio persino il rap di Al Kapone (si tratta di una cover di Curtis Mayfield).
Riff granitico in Who’s Yo’ Mama: un rock blues che non lascia scampo, con la Popovic nelle vesti di guitar-runner e fraseggi al fulmicotone. Rumba blues in Wasted, composizione elegante e raffinata come il songwriting dell’artista serba.
Il terzo dischetto, Midnight, si discosta diametralmente dai precedenti. A partire dalla swingante New Coat Of Paint, nella quale tornano i fiati mentre la Popovic si mostra credibilissima anche nelle vesti di crooner. Tra le song di questo cd spicca la bella versione dello standard In A Sentimental Mood, condito da frasi a base di ottave e suoni ovattati in stile jazzistico. Non è semplice pensare a quanti bluesmen saprebbero districarsi con perizia e pertinenza in standard come questo!
Notevole anche la versione di You Don’t Know What Love Is, brano reso moderno da un arrangiamento che non pecca di presunzione e non manca certo di rispetto all’originale.
Insomma, una release discografica ambiziosa, ma che delinea appieno la cifra artistica raggiunta oggi dalla Popovic: ora non più astro nascente, ma solida realtà!
Leggi anche
Podcast
Album del mese
Foo Fighters
Your Favorite Toy
RCA Records
A trent’anni dall’esordio, i Foo Fighters arrivano a "Your Favorite Toy" il 12esimo capitolo in studio che pare più interessato a consolidare che a rimettere...
Portrayal Of Guilt
Beginning Of The End
Run For Cover
Con "Beginning Of The End" il trio texano Portrayal Of Guilt arriva al quarto capitolo... hardcore, black metal, industrial e aperture poco prevedibili in una...
Jay Buchanan
Weapons Of Beauty
Sacred Tongue Recordings
Co-fondatore dei Rival Sons ed una delle voci più rappresentative dell’attuale scena hard & heavy, Jay Buchanan torna alla ribalta con un debutto a dir...