JAKE SOBERLAK “I’m In Trouble”

di Redazione
11 settembre 2026
Jake Soberlak ha solo 17 anni, eppure suona il blues con il feel di chi, con quella musica, ci vive da decenni. Ora il giovane chitarrista, cantante e armonicista canadese annuncia il suo album di debutto, “I’m In Trouble”, in uscita oggi, 11 settembre 2026.

Jake Soberlak official website

Jake Soberlack cresce a Kamloops, nella British Columbia, una città canadese nota per il territorio desertico e la cultura dell’hockey, e certo non per la scena blues. Il padre di Jake, però, è un musicista ed è lui a introdurre suo figlio alla musica e alle prime lezioni. A 13 anni Jake inizia a suonare la chitarra e a 14 l’armonica. In casa c’è tutta la collezione dei dischi che il nonno ha portato con sé dall’Inghilterra e per Jake, ormai introdotto alla musica, sono una vera attrazione. Ci sono i grandi dischi del blues lì dentro e ne rimane folgorato: BB King, Peter Green ed Eric Clapton diventano i suoi mentori.
Jake dà voce alla sua anima, è un ragazzino, ma sottopelle ci sono già il feel e l’autenticità del blues: in città il suo nome comincia a circolare. E via via l’eco si propaga. Oggi giunge al suo album di...

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debutto e si guadagna il titolo di teenager fenomeno del blues.

Jake è affascinato dalle registrazioni in presa diretta che catturano pathos e spontaneità e, nel momento in cui ha l’opportunità di realizzare il suo primo disco, sceglie proprio quella direzione; entra negli Afterlife Studios di Vancouver con Leon Power, batterista e produttore, Darren Parris al basso, Darryl Havers al pianoforte e John Raham alla console, e ne esce due giorni dopo con le nove tracce di “I’m In Trouble”, soddisfatto del risultato: “E’ stata un’esperienza fantastica. Musicisti e persone straordinarie!”

A chi gli dice che il blues è fatto delle dure esperienze della vita, Jake risponde con naturalezza: “non ne ho ancora vissute così tante, è vero, ma il blues non esprime solo tristezza; semplicemente, è il riflesso della vita. Gioia, tristezza e tutto quel che sta nel mezzo. Ho scoperto delle gemme degli anni ‘30, ‘40 e ‘50 con cui mi sono davvero connesso ed è stato bello studiarle e poter offrire una mia onesta interpretazione...”


“You Gotta Leave” anticipa l’album e tutto il sapore del suo album di debutto.


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