BILL WYMAN annuncia il nuovo album “Drive My Car”

di Redazione
27 giugno 2024
Ebbene sì, Bill Wyman annuncia il suo nuovo album da solista, “Drive My Car”, in uscita il 9 agosto 2024; dieci tracce in cui il leggendario ex-Stones mette in campo rock’n blues, Americana, country, e tutti quegli ingredienti che infarciscono da sempre il suo stile.

Bill Wyman official website

Londinese, classe 1936, Bill Wyman, non c’è bisogno di ricordarlo, imbraccia il basso sin dagli esordi dei Rolling Stones del 1962 e con loro registra 19 album, fino a “Steel Wheel” (1989), e gira in tour facendo il giro del globo più di una volta. Ricerca il groove sopra ogni cosa e trova in Charlie Watts dietro i tamburi, l’ideale compagno con cui mantenere su di giri il motore ritmico della band. Wyman, inoltre, canta e mette la sua penna nella costruzione dell’architettura di certi brani degli Stones (è con Watts e Brian Jones, ad esempio, che forgia il riff di “Jumpin’ Jack Flash”): è parte attiva della band, ma nel 1993 lascia intenzionato a fare una vita più tranquilla.
Wyman però continua a suonare, qualche volta ancora con gli Stones, talvolta nei progetti più diversi, accanto a Eric Clapton, Stevie Winwood, Ry Cooder e John P. Hammond, ad esempio, e non...

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smette di comporre musica che puntualmente pubblica nei suoi album da solista.

“Drive My Car” è il suo nuovo album, registrato nel suo home-studio con gli amici di vecchia data: c'è Paul Beavis dietro il drumkit, perché: “Un bassista e un batterista sono una squadra, la sezione ritmica, la base di tutto...” – come tiene a sottolineare Wyman – mentre alla chitarra c’è Terry Taylor.
Nell’album Wyman dà spazio anche a Hans Theesink, il giovane chitarrista olandese impegnato in due brani della tracklist, perché: “è stimolante il suo approccio alla seicorde; riesce a consegnare qualcosa di nuovo al blues...”

“Drive My Car” accoglie dieci tracce spalmate tra cinque coinvolgenti rivisitazioni tratte da repertori di gran calibro (Bob Dylan, Tai Mahal, John Prine ad esempio) e cinque nate dalla penna dello stesso Wyman: “Non è una cosa che capita tutti i giorni, ma a volte vedo una chitarra in un angolo della stanza, la prendo in mano per suonare e poi succede che qualcosa scatta...”

Riflettendo sul risultato finale dell’album, Wyman dichiara: “Credo che nel suo complesso l’album risenta dell’influenza di JJ Cale... ho sempre amato il suo groove rilassato. Gli amici a cui l’ho fatto ascoltare mi hanno detto cose come 'suona davvero come te' e questo mi rende felice, perché non ho mai cercato di essere qualcun altro!”

L’album apre con una interpretazione di "Thunder On The Mountain" di Bob Dylan, che combina elementi sia dell’originale dello stesso Dylan che quelli della cover di Wanda Jackson. “Conosco Bob dalla metà degli anni '60...” – ha detto Wyman – “Portava me e Brian Jones nei club del Greenwich Village ogni volta che eravamo a New York. Siamo stati molto amici per un po’, davvero una brava persona!”

Un altro pezzo forte del disco è la grintosa cover di "Light Rain" di Taj Mahal. L’ex Rolling Stones ricorda la loro amicizia di lunga data, iniziata nel 1968 quando Taj era stato invitato nello speciale televisivo degli Stones Rock 'n' Roll Circus. “Era affascinato dal fatto che io fossi un membro della Royal Horticultural Society: abbiamo legato per la botanica!”

La passione di Wyman per il country, sfocia nel nuovo album con un tributo a John Prine e la cover di "Ain't Hurtin' Nobody!: “Eravamo grandi amici e con i Rhythm Kings abbiamo suonato spesso i suoi brani. Un songwriter straordinario! Adoro quel verso di "Ain't Hurtin' Nobody" con Little Richard che canta ‘Tutti Frutti’ dalla cima di un palo del telefono!!! Voglio dire, chi scrive così?”
[I Rhythm Kings sono l’ensemble R&B messo in piedi da Wyman nel 1997 a tutt’oggi attivo]

Il 2023 è stato un anno denso ed esplorativo, con il radar puntato su passato e futuro, e così Bill, il più anziano dei Rolling Stones (“Tutti parlano della guerra, ma nessuno di loro la ricorda come me!”), ha raccolto i ricordi della sua infanzia nel corso della guerra e li ha pubblicati nel suo libro “Billy In The Wars”, mentre al contempo guardava avanti, registrando i brani di "Drive My Car"...



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