Simone Vignola "Naufrago"
recensione
Per certi versi, Vignola si riconduce ad Alan Sorrenti (quello di “Figli delle Stelle” e delle esperienze statunitensi) ed ai Planet Funk, facendo di ritmo, fusion, groove e dance, gli elementi che caratterizzano le sue canzoni. Mai banali, i testi dei tredici brani della scaletta parlano dei naufragi della vita, del perdersi ma del camminare comunque, del sentirsi come “l’asso nascosto di un illusionista”...
Tra le canzoni manifesto del disco, vi è “Funky Malamente” che esalta il ruolo del bassista, anche se “i Doors non avevano il bassista…” – come recita l’artista nel testo – “pensa a un mondo senza i Police, la disco-music senza i Bee Gees, ma anche senza il bassista!” Ha ragione, Vignola: come si potrebbe vivere senza ritmo e groove?
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