NAMM Show 2026
L’edizione 2026, svoltasi dal 20 al 24 gennaio, ha celebrato il 125esimo anniversario dell’associazione Namm e i 50 anni di permanenza ad Anaheim, registrando la consueta presenza di una moltitudine di marchi, prodotti, artisti, musicisti, operatori ed appassionati di musica e strumenti. Da anni lo standard generale della produzione è davvero elevato, dunque, ogni marchio risponde a tale imperativo: noi ci siamo avventurati tra la miriade di stand ed abbiamo intercettato alcune delle release più stuzzicanti e innovative di quest’anno. Ne condensiamo alcune su queste pagine, mentre vi rimandiamo al canale Youtube di Guitar Club per la visione di ulteriori...
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GIBSON & EPIPHONE – Un centenario di flat-top, elettriche Limited Edition e la svolta “futura”
Gibson introduce una nuova serie di chitarre acustiche per celebrare i 100 anni dal lancio della sua prima chitarra flat-top. La nuova Gibson Century Collection è una lettera d’amore agli anni ‘20: modelli iconici come la L-00, la J-45 e la J-185 sono stati riprogettati con l’incollaggio manico/body al dodicesimo tasto, e di conseguenza il ponte è posizionato più in basso sul top rispetto al solito. Questi dettagli costruttivi, accoppiati ad un tipo di bracing “leggero”, hanno l’obiettivo di rendere l’equalizzazione acustica dello strumento più compressa, calmando volutamente le frequenze medie solitamente prominenti che caratterizzano molti dei design flat-top del marchio.
Come chicca per i visitatori, inoltre, Gibson espone al NAMM Show una L-1 originale datata 1926, affiancata da una gemella di 100 anni più giovane. Scambiando qualche parola con Mat Koehler, Vicepresidente dello sviluppo del prodotto per Gibson Brands, ci rivela che questa nuova serie di chitarre acustiche è uno dei suoi progetti preferiti degli ultimi anni.
Passando alle elettriche, il Custom Shop non scherza: Gibson decide infatti di omaggiare ben tre artisti con tre chitarre in edizione limitata; la ES-355 Gary Clark Jr. in finitura Cobra Burst, dotata di un Varitone e del ponte/tremolo Bigsby; la Les Paul Custom Mick Ronson 1968 e la Gibson Flying V Michael Schenker 1971, entrambe ricreazioni di strumenti vintage che hanno fatto la storia del rock.
Per le tirature non limitate, le nuove ES-335, in versione '50s e '60s, rubano la scena. Come per l’attuale linea USA delle Les Paul Standard, il modello ‘50s impiega un manico in mogano con un profilo più spesso, accoppiando una tastiera in palissandro con segnatasti dot. Seguendo le orme della collezione single-cut, la ‘60 è dotata di pick up leggermente più aggressivi, un manico più sottile e degli inlays rettangolari in pearloid. Il gemellaggio con il modello Les Paul probabilmente non è un caso: con questa nuova serie ES, Gibson omaggia infatti anche lo storico innovatore e chitarrista, dal momento che il design originale dello stesso Paul era di natura semiacustico, affinché la chitarra non fosse afflitta da feedback. (Attualmente, il prototipo The Log, è esposto all Country Music Hall Of Fame di Nashville).
Parlando proprio della Les Paul, la serie Studio sfodera una nuova aggiunta: la Double Trouble.
Si tratta di una chitarra molto simile all’ultima release della serie, ma con una differenza fondamentale, ovvero una coppia di Burstbucker Pro, scoperti, in finitura Cream.
Al NAMM Show 2026 la vera sorpresa arriva però da Epiphone: la nuova serie Futura riprende le forme classiche (Les Paul, Flying V e anche la cult Classic RD) e le “hot-rodda” per il chitarrista moderno. Dotate di finiture Chromashift che cambiano colore a seconda dell’angolazione e della luce, pickup Ignite ad alto output e tasti in acciaio inossidabile (al loro debutto assoluto su Epiphone) e tastiere dotate di un compound radius.
Ci sono anche delle signature decisamente interessanti in casa Epiphone: presente infatti una nuova versione della Lzzy Hale Custom Explorer, questa volta con la sgargiante finitura Silver Sparkle, ma anche la nuova ES-355 Alex Lifeson 1976, in omaggio all’iconico chitarrista dei Rush. In quanto al basso elettrico, si aggiunge il quattro corde Grabber G3 Mike Dirnt (dei Green Day), in finitura Silverburst.
IBANEZ – Shred, Jazz e Nylon
Un importante pilastro di ogni NAMM Show è indubbiamente Ibanez. Il brand nipponico espande il concept TOD di Tim Henson (dei Polyphia) con nuovi prototipi dotati di elettronica Fishman avanzata per un suono trasparente e naturale in qualsiasi tipo di situazione, che sia live o in studio. Si aggiungono ulteriori due signature: Kiko 300-RRT (Kiko Loureiro) e JBBM40-PW (JB Brubaker). Ulteriore chicca: il teaser del modello firmato da Isaiah Sharkey, il chitarrista noto per le sue varie collaborazioni con John Mayer.
La serie Prestige 2026 vede l’introduzione di nuovi trattamenti per i manici, ora ancora più stabili grazie a un processo di essiccazione sottovuoto.
In tema di nuove estetiche, la Ibanez Pia di Steve Vai si presenta in una finitura nera, adornata da dettagli in foglia d’oro 24 carati.
MARTIN & CO. – Tradizione, sostenibilità e innovazione
Presso il booth di Martin & Co. spicca la nuova serie Super-D. Con i modelli Super D-18 e Super HD-28, il marchio statunitense introduce un nuovo body shape che espande, o meglio ingrandisce, la classica Dreadnought. Grazie a un volume interno maggiorato del 20%, con un incremento esterno del 13%, le Martin Super-D sono in grado di generare una pressione sonora superiore rispetto ai modelli standard: quindi, una risposta sui bassi importante, l’ideale per chi suona in ensemble acustici numerosi e necessita di bucare il mix senza la spinta di un amplificatore.
Martin decide di semplificare la propria offerta di fascia intermedia, riorganizzando la Road Series in due filosofie costruttive ben distinte: la linea Retro e la linea Modern. Se la Retro è pensata per i puristi e dunque propone legni classici e finiture sobrie, la linea Modern presenta invece il design cutaway (spalla mancante) e i nuovi manici High Performance, progettati per chi viene dall'elettrica e ricerca velocità e agile accesso ai tasti alti.
Tra le proposte Martin più interessanti, c’è la GPCE Inception Maple. In un mercato sempre più attento alla provenienza dei legni, il brand presenta una chitarra in acero e noce dotata della particolare catenatura Skeletonized: i rinforzi interni mostrano delle aperture circolari che alleggeriscono la struttura, permettendo al top di vibrare con una libertà non comune per un legno come l’acero. Il risultato è un suono brillante ma con una complessità armonica che solitamente appartiene al mogano.
La nuova D-18 Molly Tuttle Signature incanta letteralmente i visitatori per la sua semplicità ispirata ai modelli del 1943, mentre per i collezionisti, la regina dello stand è la O’ahu K-42 Hibiscus, che riprende lo stile “Island” degli anni '20; realizzata in soli 100 esemplari in pregiatissimo koa fiammato.
PRS GUITARS – Baritone, semiacustica e nuova finitura per la John Mayer Signature
PRS Guitars quest’anno espone al NAMM, ma in un booth privato con accesso su invito; detto ciò, il marchio americano rilascia alcune interessanti chitarre signature: la Ed Sheeran SE Baritone Semi-Hollow in finitura Cosmic Splash, ed una versione semiacustica della DGT. Si aggiunge la Silver Sky di John Mayer in finitura Wild Blue, con paletta matching e produzione limitata.
YAMAHA – 60 anni di innovazione
Yamaha festeggia il suo 60esimo anniversario nel mondo della chitarra con una lineup a dir poco eccezionale. Il pezzo forte è la Pacifica SC (Single-Cut), finalmente disponibile per il grande pubblico nelle versioni Professional, prodotte in Giappone, e Standard Plus, realizzate in Indonesia. Queste chitarre montano pickup Reflectone, sviluppati in collaborazione con Rupert Neve Designs, promettendo un’articolazione unica per un pickup passivo. Entrambi i modelli sono dotati di tasti medium jumbo in acciaio inossidabile.
Un’altra Revstar appare al NAMM 2026 ed è il modello commemorativo 60th Anniversary, limitato a 200 esemplari a livello mondiale. Quest’ultima, è dotata di un body in mogano chambered, meccaniche autobloccanti Gotoh e un vibrato Göldo G5 Tremolo System.
Per i fan della Revstar, Yamaha introduce la signature di Chris Buck (RS02CB) che, firmata col noto chitarrista dei Cardinal Black, intende catturare esattamente il feeling della sua Custom
Shop personale: corpo in mogano con camere tonali, pickup P-90 Custom e ponte TonePros per un sustain migliorato.
Parlando di modelli firmati Yamaha una domanda sorge spontanea riguardo a Matteo Mancuso:
anche quest’anno il giovane guitar-hero italiano si è esibito nel corso dell’evento californiano, imbracciando la sua fedele Revstar one-off: che si intraveda all’orizzonte una sua signature?
COSTRUTTORI BOUTIQUE
BACCI GUITARS – Bruno Bacci in persona, in compagnia di Andreas Kloppmann (CEO di Kloppmann Electrics), ci presentano alcuni degli strumenti in esposizione. Da sempre Bacci si distingue nel mondo delle chitarre boutique per l’originalità dei suoi design, e il modello Tosca ne è la perfetta rappresentazione: Bruno ci spiega che dietro questo strumento c’è un lavoro di liuteria decennale, oltre che il lavoro di Andreas di un anno intero, che ha disegnato un pickup appositamente per questa chitarra, con l’obiettivo di catturare il timbro naturale del legno senza l’utilizzo del sistema-piezo, andando quindi a sposare le sonorità acustiche ed elettriche che convivono nello strumento.
KAUER GUITARS – Con base a Elk Grove, nella California del Nord, Kauer si fa notare come sempre e, quest’anno, grazie a cinque strumenti con una verniciatura ispirata a Piet Mondrian.
Doug Kauer, il fondatore del brand, ci racconta che ogni anno si concentra su un tema particolare per le chitarre da presentare al NAMM, andando successivamente a studiare le caratteristiche tecniche di ogni esemplare della lineup.
PAOLETTI GUITARS – Il celebre marchio boutique italiano, presenta il prototipo di una chitarra che ruba la scena: The Eye Of Florence. Ci viene rivelato che si tratta di un progetto in lavorazione già da un paio d’anni e che ne saranno realizzati otto esemplari unici, ognuno ispirato a una delle otto vetrate della cupola del Duomo di Firenze: un chiaro esempio della qualità e know-how che distingue il marchio toscano.
AMPLIFICATORI
Anche il mondo dell’amplificazione sfodera novità importanti e, nonostante l’assenza di Marshall, il classico British Sound viene ben rappresentato da marchi come Blackstar. Orange e Vox.
BLACKSTAR AMPLIFICATION – Il booth Blackstar ospita una jam session ad alto voltaggio tra Jared James Nichols, Doug Aldrich e Marco Mendoza, tutti e tre endorser del marchio inglese.
[Doug conosce bene Guitar Club ed ha voluto inviare un messaggio a tutti i lettori italiani. Il video è visibile sul canale YouTube del magazine]
Tra le release Blackstar spiccano le testate della serie TV-10: due le versioni, ovvero la TV-10 BH per un voicing British e la TV-10 AH per un timbro americano. I nuovi cabinet TV-112 A e TV-112 B, sono appositamente concepiti per essere utilizzati in tandem con le due testate di nuova presentazione.
Per i bassisti, Blackstar collabora con Marco Mendoza e presenta il debutto del combo MM Debut Bass 25, in sintesi, una versione custom del già esistente Debut Bass.
ORANGE AMPS – Orange mette sul campo la OR60, una testata da 60 watt che, spinta da una coppia di valvole 6L6, rivela una scelta insolita per il marchio britannico ma ben accetta. Nonostante sia monocanale, la testata offre parecchia flessibilità sonora grazie a un secondo controllo del volume, assegnabile tramite footswitch, permettendo di passare da ritmica a lead senza alterare il gain.
VOX AMPLIFICATION – Per celebrare il 25esimo anniversario della serie Valvetronix, Vox rilancia la propria versione dell’amplificatore ibrido, con la release dei modelli VT20X e VT40X. Entrambi impiegano un preamp valvolare multistadio, concepito per mantenere il feeling dinamico che i sistemi digitali talvolta faticano a replicare, integrando però una connettività cloud per scaricare i preset dei più grandi artisti Vox direttamente sull’ampli.
Sempre in tema di amplificazione, anche l’Italia non manca al NAMM Show 2026 ed il marchio barese GR BASS ne è una presenza di prestigio. Leader nell’ amplificazione ultraleggera attraverso l’utilizzo della fibra di carbonio, il marchio presenta una ampia selezione di cabinet di varie dimensioni e specifiche, tutti accomunati da due determinanti fattori: il peso estremamente user friendly e la marcata identità della produzione GR italiana al 100%.
PEDALI
DOPHIX – Il marchio fiorentino, noto per unire la qualità sonoro/costruttiva dei suoi prodotti made in Italy con l’estetica della tradizione artistica e culturale toscana, espone pedali di nuova concezione. Andrea Pratesi in persona, CEO di Dophix, ci presenta le novità per questo NAMM: Magnifico, il doppio booster firmato da Artur Menezes; Venere, overdrive concepito come evoluzione del già esistente Lussuria, e Michelangelo Mini, la versione a singolo footswitch del noto Michelangelo dual boost/overdrive.
DUNLOP/MXR – L’ampia gamma dei pedali presenti a catalogo, è esposta su più pedaliere: tra gli highlight, vi è l’EVH Modern High Gain Distortion, versione 2.0 del preesistente EVH Overdrive, assieme ad un Cry Baby firmato dagli Iron Maiden, adornato con la grafica di Eddie, la celebre mascotte della metal band britannica. Esposto anche il Way Huge Jumbo Fuzz Swollen Pickle XXX, ossia, l’edizione che commemora il 30esimo anniversario dello storico Fuzz introdotto negli anni ’90. [A proposito, quanti anniversari al NAMM 2026!...]
FLATTLEY – Il brand inglese che certo non tralascia l’estetica distintiva dei suoi pedali, celebra suo decimo anniversario con il rilascio del Joker, un pedale con una pasta sonora che si rifà ai classici suoni overdrive degli amplificatori valvolari in Classe A. Lo stesso Paul Flattley, fondatore del marchio, ci svela che la celebrazione dei dieci anni di attività si completerà con ulteriori release speciali durante il corso dell’anno: quindi, terremo gli occhi e le orecchie ben aperti.
PICKUPS & HARDWARE
EMG – Il brand californiano celebra il 50esimo anno di attività annunciando nell’anno la release di differenti set di pickup dall’estetica vintage, sia a livello di design che di packaging.
Tra i nuovi set signature vi è il Richie Faulkner Falcon, progettato in collaborazione con il noto chitarrista dei Judas Priest, customizzando la combo 57/66 che ha utilizzato in passato; si aggiungono le versioni estetiche aggiornate per Kirk Hammett, Robert Trujillo e James Hetfield (il fuoco di fila dei Metallica...)
LOLLAR – Brand boutique con sede a Tacoma (Washington, USA) presenta al NAMM 2026 il Monolith, un humbucker ad alto output disegnato per il chitarrista che ricerca la combinazione perfetta tra gain e articolazione del suono. Kevin, il manager della produzione per Lollar, ci racconta che, a gran richiesta, il marchio ha progettato una versione su misura dell’humbucker DC-90, il pickup che si rifà al P90 ma noiseless.
SEYMOUR DUNCAN – Ogni anno il marchio statunitense ospita una serie di esibizioni dal vivo di alcuni endorser. Tra esse, vi è quella di Philip Sayce ed è lo stesso bluesman a firmare con Duncan il signature set Mother. L’ispirazione di questo set di pickup è il sound di Mother, la Stratocaster vintage che Sayce utilizza dall’inizio della sua carriera ed il Tone, infatti, non delude: ovvero, tutto ciò che ci si aspetta da una Fender con cinquant’anni di musica sulla tastiera, ideato per il chitarrista moderno che ricerca un Tone d’epoca.
WILKINSON GUITAR HARDWARE – Trevor Wilkinson, fondatore del celebre marchio di hardware britannico, ci spiega che la più grande novità del 2026 è nata dalla volontà dell’azienda di guardare al proprio passato, ed ecco allora la collaborazione con Gotoh per una reissue del Roller Nut, il capotasto reso celebre da niente di meno che Jeff Beck, il quale lo montava sulle sue Stratocaster.
CONSIDERAZIONI FINALI
In un mondo in cui il digitale riveste un ruolo ormai di fondamentale importanza, soprattutto in molti ambiti dell’intrattenimento, tra cui il musicale, eventi come il NAMM Show risultano essere di vitale importanza. Naturalmente, il focus principale dell’evento californiano è quello di introdurre nuovi prodotti sul mercato, ma c’è dell’altro oltre all’esposizione in carne ed ossa. Come già scritto a inizio articolo, nel periodo che precede l’evento, si assiste a un imponente afflusso di persone del settore da ogni parte del mondo, con la conseguente moltitudine di eventi, concerti e meeting che, distribuiti su tutto il territorio losangelino, fungono da corollario allo stesso NAMM. Il clima generale è amichevole, tutti sono aperti nel fare due chiacchiere e scambiarsi opinioni e contatti: per i musicisti e gli appassionati, un’ottima occasione per fare del networking e per sentirsi nel proprio habitat naturale. Il 2026, quindi, è arrivato: sarà un anno molto intenso (e costoso) per gli amanti delle sei corde!
ASHDOWN ABM-UK Bass Head Series
Ashdown Engineering presenta le due nuove testate per il basso elettrico ABM-300-UK e ABM-600-UK. E, vista la sigla UK, è quasi superfluo dire che sono rigorosamente costruite in Gran Bretagna.
300W o 600W di puro suono-Ashdown, per dirla con il marchio britannico. VU Meter sul frontale (la tipicità del marchio), EQ a 9 bande, compressore, generatore Sub-Harmonic e funzionalità Variable Valve Drive richiamabile con footswitch. FX Loop, Tuner Out, Line In. Suono caldo e potente, spettro articolato e massima flessibilità di utilizzo, le due testate si rivolgono al bassista professionista, impegnato in studio e sul palco.
Prezzo: Euro 899,00 (ABM-300-UK), Euro 999,00 (ABM-600-UK).
www.ashdownmusic.com
BAD CAT Hot Cat 50
Bad Cat aggiorna uno dei suoi amplificatori più riconoscibili – Hot Cat 50 – intervenendo in modo mirato su sezione di potenza, gestione del gain e flessibilità operativa. Due canali realmente indipendenti, modalità Lo e Hi e una dotazione completa, lo collocano come soluzione unica per chi ricerca clean autorevoli e distorsioni che spaziano dalla scuola classica a quella moderna: una rilettura misurata di una piattaforma che da oltre venticinque anni rappresenta un riferimento per i chitarristi professionisti in cerca di un amplificatore capace di unire puliti cristallini e distorsioni high gain in un formato affidabile e pronto all’uso. Il modello è disponibile sia in versione testata, sia come combo 1x12”, mantenendo intatto il dna sonoro che ha reso celebre la serie.
La sezione di potenza da 50 watt dell’Hot Cat 50 è stata completamente riprogettata, così come la gestione dell’equalizzazione, ora più flessibile. I due canali sono davvero indipendenti e ciascuno offre le modalità Lo e Hi gain, pensate per coprire contesti sonori differenti senza ricorrere a soluzioni esterne. L’obiettivo dichiarato dal team Bad Cat è recuperare l’elasticità e l’ampiezza dei clean delle versioni più datate dell’Hot Cat, spingendo al contempo il canale distorto verso una risposta più muscolosa e incisiva rispetto alle generazioni precedenti.
Nel catalogo del marchio californiano, l’Hot Cat 50 si affianca al Black Cat 30, che presidia territori più classici ed espressivi. L’Hot Cat, invece, è pensato per chi richiede un’escursione dinamica più ampia e una separazione timbrica più netta tra i canali. Il canale clean propone una base di chiara ispirazione americana, con headroom abbondante, alte frequenze definite e una risposta controllata in modalità Lo. Attivando la modalità Hi, il suono acquista maggiore attacco e una sensazione percussiva più pronunciata, particolarmente efficace con pickup single coil.
Il secondo canale guarda alla tradizione dei circuiti JCM-style. In modalità Lo gain restituisce crunch pieni e definiti, con un’impronta che richiama il rock degli anni Ottanta. Passando alla modalità Hi, l’Hot Cat 50 compatta le basse frequenze e aumenta l’aggressività, avvicinandosi a sonorità hard rock e metal moderne, pur mantenendo una risposta dinamica coerente con un amplificatore valvolare di impostazione classica.
Dal punto di vista operativo, l’Hot Cat 50 mette a disposizione un riverbero integrato, un loop effetti bufferizzato, un’uscita line out dedicata e un footswitch a due pulsanti incluso per la selezione del canale e del tremolo. Si tratta di una dotazione che risponde a esigenze concrete di utilizzo reale, sia in ambito live sia in studio. La compatibilità con pedalboard ed effetti esterni rimane uno dei punti di forza del progetto: l’Hot Cat si configura come un’ottima base per accettare senza difficoltà boost, overdrive e modulazioni, preservando sempre una forte identità sonora.
Progettato e costruito a Costa Mesa, in California, l’Hot Cat 50 adotta una sezione di potenza da 50 watt basata su due valvole finali EL34 e quattro 12AX7 nel preamplificatore. Dispone di due canali con Gain e Volume indipendenti, EQ condiviso con controlli Bass, Treble e Cut, riverbero di qualità studio e tremolo bias-modulated. Completano la dotazione il loop effetti bufferizzato, le uscite speaker multiple a 4, 8 e 16 ohm, anche in configurazioni doppie, la line out dedicata, il cabinet in betulla baltica e, per la versione combo, uno speaker Celestion Bad Cat Custom da 12 pollici. La garanzia limitata è di tre anni.
L’Hot Cat 50 combo è proposto a un prezzo street di 2.699,99 dollari, mentre la versione testata è disponibile a 2.499,99 dollari. Con questo modello Bad Cat ribadisce una visione dell’amplificatore valvolare che valorizza soluzioni collaudate e una costruzione senza scorciatoie, aggiornandole con misura per rispondere alle esigenze contemporanee. Un approccio che guarda al futuro, restando saldamente ancorato a ciò che ha sempre funzionato.
www.badcatamps.com
BLACKSTAR ID:X Floor Modeler e TV-10 Head Series
Con la serie ID:X Floor, Blackstar compie un passo deciso nel mondo dei floor modeler. Formato a pedale da pavimento, si tratta di una piattaforma digitale dedicata ai musicisti che ricercano un’esperienza il più possibile vicina a quella di un amplificatore valvolare tradizionale, declinata in un formato moderno e trasportabile. Architettura di modellazione digitale sviluppata dal team Blackstar, ogni amplificatore non viene trattato come un profilo statico, ma come un insieme di elementi dinamici che interagiscono tra loro: preamp, finale di potenza, risposta delle valvole e comportamento sotto stress. La piattaforma integra un DSP di nuova generazione, progettato per gestire queste simulazioni senza sacrificare la latenza o la sensazione di immediatezza. Modelli proposti: ID:X Floor One, Two e Three. [Abbiamo avuto modo di analizzare la nuova piattaforma Blackstar, dunque, vi rimandiamo al test, sempre su queste pagine]
Blackstar presenta inoltre le nuove testate della serie TV-10: TV-10 BH per un voicing British e TV-10 AH per un voice americano. Si aggiungono quattro nuovi cabinet appositamente disegnati per le due testate per chitarra.
Ma non è tutto, tre degli illustri endorser del marchio britannico – Jared James Nichols, Doug Aldrich e Marco Mendoza – si immergono in una jam session ad alto voltaggio che, inevitabilmente, attira intere schiere di persone.
[Doug conosce bene Guitar Club ed ha voluto inviare un messaggio a tutti i lettori italiani. Guarda il video sul canale YouTube – https://www.youtube.com/c/GuitarClubMagazine]
www.blackstar.com
CORT Space Series
Cort amplia la serie Space con la nuova Space G6TR, chitarra elettrica headless pensata per affiancare i bassi della stessa linea e per offrire una soluzione compatta, stabile e orientata all’uso concreto. Corpo in okoume con top in acero fiammato impiallacciato, manico roasted e ponte mobile dedicato delineano una seicorde elettrica che punta su ergonomia, suonabilità e specifiche moderne, mantenendo un prezzo sotto la soglia psicologica dei mille euro o dollari.
La Cort Space G6TR adotta un corpo leggero ed equilibrato, con finiture Semi-Gloss Lava e Semi-Gloss Lagoon, e un manico bolt-on a cinque pezzi in acero roasted e noce con scala da 25,5”. La finitura opaca favorisce una sensazione fluida anche nelle sessioni prolungate. La tastiera in acero roasted presenta compound radius 12"–15,75", 24 tasti in acciaio inox Tall Medium Jumbo, dot neri e side dots luminescenti. Il profilo Ergo V e il trussrod a doppia azione con regolazione a ruota completano un’impostazione pensata per velocità e controllo.
L’elettronica è in configurazione HSS, con pickup Cort Voiced Tone VTS63 al manico e al centro e un VTH77 al ponte, gestiti da selettore a cinque posizioni, volume e tono master. Cort ha sviluppato un sistema proprietario di accordatura (la chitarra è priva della paletta), abbinato a un ponte tremolo dedicato, progettato per mantenere l’accordatura anche con un uso intenso della leva. L’hardware è nero, le corde sono D’Addario EXL110 e la chitarra viene fornita con gig bag. Il prezzo annunciato per il mercato statunitense è di 879 dollari.
Accanto alla Cort G6TR debutta anche la Space G6MS, variante multi-scale concepita per dare enfasi a intonazione, definizione sulle basse e comfort sulle alte. Il corpo in okoume è in finitura Semi-Gloss Trans Black o Semi-Gloss Turquoise, mentre il manico (5 pcs) in acero roasted e noce è abbinato a tastiera in acero roasted con le stesse specifiche della G6TR. Il cuore del progetto è la multi-scala 25"–25,5", che aumenta la tensione sulle corde gravi senza irrigidire il feel complessivo. L’elettronica prevede due humbucker Cort Voiced Tone VTH77, volume, tono e selettore a cinque posizioni. Anche in questo caso hardware headless proprietario, trussrod a ruota, corde D’Addario EXL110 e gig bag inclusa.
Con le Space G6TR e G6MS, Cort consolida la propria proposta headless rendendola più articolata e accessibile, senza rinunciare a stabilità, precisione e un’impostazione concreta orientata al musicista moderno.
www.cortguitars.com
DSM Humboldt Dumblifier
Con il nuovo Dumblifier, DSM Humboldt porta l’essenza del Dumble Overdrive Special in formato pedale, con un progetto interamente analogico che punta su dinamica, risposta e fedeltà timbrica. Due canali, simulazioni di cassa stereo e riverberi integrati lo rendono una soluzione completa per chi cerca sonorità-Dumble senza scorciatoie digitali. Una proposta ambiziosa, pensata per i chitarristi che mettono il suono, quello vero, al centro di tutto.
Il Dumblifier è un oggetto a sé, concepito, come si diceva sopra, per restituire l’architettura timbrica e il comportamento dinamico di uno degli amplificatori più venerati e inavvicinabili della storia della chitarra elettrica. Non è una semplice evoluzione del Simplifier, ma un progetto nuovo, costruito per comprimere l’universo-Dumble in un formato pedalboard-friendly.
La struttura ricalca quella dell’originale Overdrive Special. I canali Clean e Overdrive condividono un EQ a tre bande, affiancato dagli switch Bright, Mid Boost e Rock/Jazz. Alzando il volume del clean si spinge naturalmente l’overdrive verso territori più saturi e complessi. I controlli Ratio e Drive permettono di dosare l’intensità della distorsione, mentre il PAB aggiunge un boost di circa +10 dB, enfatizzando la risposta armonica. La doppia anima rock/jazz offre da un lato uno stack di tono in stile Fender/Marshall/Vox, dall’altro un Baxandall attivo per le sonorità più rotonde e pulite.
Nel corredo una simulazione di cassa stereo con coni G12M, G12H ed EV12L, abbinabili a configurazioni 1×1”2, 2×12” open back oppure 4×12” closed back. Completano il quadro tre riverberi integrati – Room, Plate ed Ethereal – oltre a uno Stereo FX Loop, uscite XLR bilanciate con ground lift e la possibilità di bypassare la cassa simulata. L’alimentazione è a 9–12V center negative, con assorbimento di 150 mA.
Con il Dumblifier, DSM Humboldt non cerca di reinterpretare il capolavoro di Alexander Dumble, ma di rispettarlo. Per chi insegue da anni quel tipo di risposta dinamica, compressione naturale e overdrive “che respira”, questa è una delle proposte più serie oggi sul mercato.
Il DSM Humboldt Dumblifier è proposto a 599 euro.
www.dsmhumboldt.com
EASTMAN FullerTone Offset ‘62
Eastman completa la trilogia di solid body firmate da Otto D’Ambrosio, affiancando ai modelli Single Cut e Double Cut una offset dal carattere dichiaratamente contemporaneo, la FullerTone Offset ’62. Un progetto nato in collaborazione con Paul Davids, pensato per coniugare ergonomia moderna, identità sonora e prezzo competitivo, senza rinunciare a un’estetica rétro ispirata al mondo pawn-shop.
Il corpo offset è probabilmente il più ergonomico mai realizzato da Eastman in questa linea: curve morbide, contorni scolpiti e retro smussato migliorano il comfort sia da seduti sia in piedi, riducendo l’affaticamento nelle sessioni prolungate. Le finiture Dakota Red e Gold richiamano strumenti d’epoca senza scivolare nel citazionismo sterile. La costruzione adotta legni roasted, con corpo in black limba tostato e manico in acero roasted, abbinato a tastiera in palissandro, profilo Medium Round e radius da 12”, per una sensazione sotto le dita immediatamente familiare.
Al centro del progetto c’è il sistema proprietario FullerTone Two-Bolt Neck System con long tenon, pensato per massimizzare il contatto tra manico e corpo, migliorando sustain e risonanza, ma garantendo al tempo stesso un accesso agevole ai registri alti. L’elettronica si affida a humbucker soapbar-sized Tonerider con cover goldfoil, orientati a un equilibrio tra calore e definizione più che all’output elevato, con una risposta dinamica e articolata che mantiene presenza nel mix senza asprezze.
Per la gestione del vibrato, Eastman ha scelto il Göldo DG Tremolo, apprezzato per fluidità meccanica e stabilità d’intonazione anche con un uso deciso della leva. Completano il quadro meccaniche staggered 6-in-line, componenti CTS e condensatori Orange Drop.
Proposta a 999 euro, la FullerTone Offset ’62 si rivolge a chi ricerca una offset diversa dal consueto, con soluzioni costruttive originali e un prezzo che resta accessibile. Le chitarre sono già disponibili anche in Italia.
www.eastmanguitars.com
EKO GUITARS
Rivolgendo lo sguardo alla chitarra elettrica, Eko Guitars presenta una gamma di solid body articolata in un’ampia palette di modelli, configurazioni, elettroniche, hardware e finiture, finalizzati a soddisfare le esigenze dei chitarristi più diversi. Numerosi gli aggiornamenti di strumenti già a catalogo, a cui si aggiungono le serie di nuova introduzione Lignum 600, Wildwood 700 e Musa.
Eko Guitars non tralascia certo il comparto destinato alla chitarra acustica ed è così che al Namm 2026 presenta un’articolata gamma di modelli, suddivisa in base a design (Jumbo, Cutaway, Gipsy, Travel, Premium...), scelta dei legni, dotazioni di bordo e finiture estetiche.
La missione di Eko Guitars può essere condensata senza troppi giri di parole: la storia italiana e la liuteria della tradizione si uniscono a sonorità e design contemporanei, sfociando nella costruzione di chitarre, elettriche ed acustiche, caratterizzate da una precisa identità, concepite per ogni genere di musica e per il chitarrista di ogni livello di preparazione. Un vanto per il nostro Paese, non c’è che dire...
Serie Lignum 600 – Aire 601, Tero 601 e Fire 601 sono i modelli di questa serie che privilegia l’oculata scelta dei legni e dell’elettronica, espressamente mirati a una pasta sonora che fa di risonanza, sustain e corposità i propri punti di forza. Si aggiunge la peculiare ergonomia di ciascun modello, concepita per non affaticare il chitarrista anche nelle performance di lunga durata.
Serie Wildwood 700 – Aire 701, Tero 701 e Fire 701 sono i modelli di questa serie che, mirata alla massima presenza del suono, alla corposità degli humbucker e all’efficienza dell’hardware, si propone l’ideale per il rock, il blues e per i generi che fanno di energia e dinamiche il fulcro del guitar playing.
Serie Musa – Aire 800, Tero 801 e Fire 801, compongono questa serie di chitarre con il top fiammato. Rivolte al chitarrista che richiede un’oculata scelta dei legni, una dotazione di qualità superiore, un suono bilanciato, il preciso controllo delle dinamiche e, perché no, un’estetica sobria e raffinata. Chitarre concepite per fusion, funk, soft rock e per i generi che richiedono la precisione tecnica.
www.ekoguitars.it
ESP/LTD una copiosa serie di novità
ESP/LTD si presenta al NAMM Show 2026 con una copiosa serie di novità: nuovi modelli, nuove signature e aggiornamenti della gamma E-II giapponese. Non una rivoluzione, ma un ampliamento coerente del catalogo, costruito su modelli riconoscibili, varianti tecniche ponderate e una forte attenzione alla scena metal contemporanea.
LTD festeggia il 30esimo anniversario con il debutto della LTD JD-1, prima chitarra firmata da Joe Duplantier dei Gojira. Design offset, finitura Silver Sunburst e un’impostazione volutamente minimale definiscono una solid body che incarna la filosofia “less is more”: un solo humbucker DiMarzio JD Fortitude al ponte, un unico controllo di volume e un approccio diretto che mette il suono e la risposta dinamica al centro del progetto.
Il capitolo signature prosegue con omaggi e ritorni importanti. La LTD JH-200 CTM rende tributo a Jeff Hanneman (co-fondatore degli Slayer, scomparso nel 2013) con una Superstrat nera, Floyd Rose, e doppio humbucker ESP nel solco della tradizione thrash. Doppio omaggio anche ad Alexi Laiho (l’iconico chitarrista dei Children Of Bodom, scomparso nel 2020), con le Alexi Sawtooth SE nera con pinstripe bianchi e la Alexi Arrowhead SE gialla. Si aggiungono la MT-I di Mick Thomson (Slipknot) in finitura nera satinata e la GL-200K di George Lynch, sorprendentemente sobria rispetto agli storici modelli utilizzati dal chitarrista statunitense.
Cresce anche il segmento Baritone, ormai un formato stabile nel metal moderno. La JS-7 Baritone di Jack Simmons è una V a sette corde con ponte fisso e due Fishman Open Core Modern 3-Voice, mentre la SC-607 Baritone di Stephen Carpenter (Deftones) adotta due Fishman Fluence SRC Signature con la finitura magenta satinata.
Sul fronte E-II, la produzione giapponese ESP introduce aggiornamenti mirati: nuova finitura Black Satin per la E-II Eclipse con EMG 57TW/66TW e meccaniche Gotoh; ritorno della E-II Maverick con estetica primi anni Novanta e 27 tasti; e le nuove Horizon HT-II con Fishman e Horizon FR-II con Floyd Rose ed EMG.
Nel complesso, ESP/LTD consolida il proprio catalogo guardando alla contemporaneità: signature ben riconoscibili, baritone orientate al metal attuale e una serie E-II che si aggiorna con interventi calibrati. La JD-1 di Joe Duplantier ne è l’esempio più chiaro: pochi elementi, scelte precise, focus sul suono.
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FENDER/SQUIER
Fender adotta una strategia misurata e coerente, rinunciando ai fuochi d’artificio sul fronte premium per concentrare l’attenzione sulla fascia d’ingresso e sulla tradizione. Squier amplia in modo sostanziale la serie Sonic e introduce nuove Mini Stratocaster e Mini Precision Bass, mentre l’Hot Rod Deluxe celebra trent’anni di carriera con una versione anniversario pensata per chi continua a credere nell’amplificazione valvolare tradizionale.
Dopo il recente focus sulla strumentazione per l’home studio, Fender apre il 2026 nel segno di Squier. La serie Sonic, erede diretta della Bullet Series, viene aggiornata soprattutto sul fronte Stratocaster, con nuove finiture e varianti mirate: configurazione HSS, ponte hardtail e una versione essenziale con hardtail e humbucker singolo. I prezzi si collocano tra 209 e 249 euro, con possibili variazioni in base al rivenditore. Arrivano inoltre nuove colorazioni per Telecaster, Esquire e Mustang, inclusa una Mustang con doppio humbucker, mentre sul fronte basso si amplia la gamma Bronco e Precision Bass.
La lineup 2026 introduce anche una Mini Stratocaster e un Mini Precision Bass, strumenti pensati per studenti, giovani musicisti e per chi cerca una scala ridotta. La Mini Stratocaster adotta una scala da 22,75", mantenendo l’ergonomia del progetto originale, mentre il Mini Precision Bass propone una scala da 28,58", capotasto da 38,1 mm e pickup split single-coil, richiamando in modo diretto il dna del Precision Bass tradizionale in un formato più gestibile.
Sul fronte amplificazione, Fender celebra uno dei suoi combo più longevi con l’Hot Rod Deluxe 30th Anniversary Edition. Il classico 40 watt valvolare monta un Celestion G12M-65 Creamback da 12" e introduce leggere modifiche al preamp e al riverbero a molla, orientate a una risposta più controllata. Un aggiornamento che rifinisce senza stravolgere un progetto ormai consolidato.
Con questo primo annuncio per il 2026, Fender sembra ribadire un approccio prudente: rafforzare la fascia entry level attraverso Squier e valorizzare modelli storici. I nuovi prodotti saranno disponibili dalla primavera 2026, in attesa della consueta seconda ondata estiva.
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FENDER STUDIO
Con l’annuncio di gennaio 2026 Fender compie un passo strategico rilevante nel mondo della produzione musicale digitale, presentando Fender Studio, un nuovo brand ombrello che riunisce software, interfacce audio e controller sotto un’unica identità. L’operazione sancisce anche il passaggio formale di Studio One Pro e dell’hardware PreSonus nell’ecosistema Fender, con un riassetto che va oltre il semplice cambio di nome e punta a un’integrazione più profonda tra hardware e software.
Studio One Pro diventa così Fender Studio Pro, mentre le linee Quantum e AudioBox Go transitano nelle nuove Fender Quantum Series e Fender AudioBox Go. Fender Studio Pro 8 eredita l’ossatura tecnica della DAW originale, mantenendo workflow lineare e approccio drag-and-drop, ma introduce una nuova interfaccia grafica e una dotazione nativa di modelli di amplificatori ed effetti Fender. I plugin Mustang e Rumble Native mettono a disposizione 57 modelli per chitarra e basso, affiancati da effetti pensati più per il suono “suonato” che per la post-produzione pura. Tra le novità operative figurano nuove viste Channel e Arrangement Overview, l’aggiornamento dei sampler, funzioni Audio-to-Note basate su intelligenza artificiale, Chord Track, Chord Assistant e un nuovo riverbero Studio Verb.
Accanto alla DAW, Fender aggiorna anche la Fender Studio App, gratuita su mobile e desktop, introducendo la trasmissione diretta delle sessioni verso Fender Studio Pro 8, una nuova Chord Track, un Drum Metronome con oltre 75 groove e la possibilità di sbloccare amplificatori ed effetti Fender tramite acquisti in-app o abbonamento.
Sul fronte hardware arrivano le interfacce Fender Quantum LT e Quantum HD, con preamplificatori MAX-HD, driver a bassa latenza, modalità Standalone Mixer e, per la serie HD, conversione 32 bit / 192 kHz e DSP per il monitoring. La Fender AudioBox Go completa la gamma con una 2×2 compatta bus-powered, mentre i Fender Motion Controllers introducono pad FATAR, encoder retroilluminati e touch strip per il controllo fisico in tempo reale.
Fender Studio prova così a proporsi non come un semplice rebranding, ma come un ecosistema integrato che riporta la produzione musicale digitale verso un linguaggio più vicino allo strumento. Resta aperta la domanda: nuova visione o evoluzione naturale di piattaforme già consolidate?
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GIBSON & EPIPHONE
La Gibson Century Collection celebra il 100esimo anniversario della sua prima chitarra flat-top, riproponendo modelli iconici (L-00, la J-45 e la J-185) riprogettati con l’incollaggio manico/body al dodicesimo tasto e con un sistema di catenature leggero, finalizzato alla precisa equalizzazione del suono.
In quanto alle elettriche, il Custom Shop mette sul campo tre signature in edizione limitata: ES-355 Gary Clark Jr. in finitura Cobra Burst, Les Paul Custom Mick Ronson 1968 e Flying V Michael Schenker 1971. In quanto alle serie non limitate, Gibson presenta la ES-335, in versione ‘50s e ‘60s, ma anche la Les Paul Studio Double Trouble con una coppia di Burstbucker Pro in finitura Cream.
Epiphone presenta la nuova serie Futura che riprende i classici design di Les Paul, Flying V e Classic RD e le “hot-rodda” per il chitarrista moderno. Tastiere con radius compound, tasti in acciaio inossidabile, e pickup Ignite ad alto output. Si aggiungono le nuove finiture Chromashift che cambiano colore, secondo l’angolazione e la luce.
In quanto alle signature, Epiphone sfodera una nuova versione della Lzzy Hale Custom Explorer con finitura Silver Sparkle, la nuova ES-355 Alex Lifeson 1976, in omaggio all’iconico chitarrista dei Rush, ed infine il quattro corde Grabber G3 Mike Dirnt (bassista dei Green Day), in finitura Silverburst.
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GUILD F-412 Jumbo 12-string
Guild Guitars, marchio del gruppo Yamaha, amplia la propria offerta di dodici corde professionali con le nuove F-412 Standard, jumbo acustiche costruite negli Stati Uniti e pensate per un utilizzo concreto sul palco e in studio. Disponibili nelle finiture Natural e Pacific Sunset Burst, arrivano anche in versione elettroacustica con sistema L.R. Baggs Element VTC, riportando in catalogo una dodici corde americana in mogano dopo molti anni di assenza.
Secondo il product manager Nick Beach, l’obiettivo è mantenere standard qualitativi elevati con un posizionamento più accessibile rispetto ai modelli top di gamma storici. La F-412 Standard adotta il classico formato F Jumbo con top in abete Sitka massello e catene Scalloped X, soluzione che favorisce proiezione, dinamica e una risposta luminosa. Fondo e fasce in mogano africano massello contribuiscono a una timbrica calda e strutturata, coerente con la tradizione Guild, mentre binding e dettagli in ABS richiamano un’estetica volutamente classica.
Il manico in mogano con profilo C Shape è pensato per garantire comfort anche su una dodici corde jumbo. La scala da 25 5/8” assicura una tensione equilibrata, mentre il capotasto da 1 7/8” offre una spaziatura generosa tra le coppie di corde. La tastiera in palissandro indiano presenta radius da 12”, 20 tasti e segnatasti dot in pearloid. Ponte e tastiera sono entrambi in palissandro, con sellette e capotasto in osso per mantenere un’impostazione costruttiva tradizionale. Le meccaniche Guild Deluxe Vintage open-gear con finitura nickel completano una dotazione orientata a stabilità e coerenza estetica.
Le versioni F-412E integrano il sistema L.R. Baggs Element VTC, con controlli discreti di volume e tono, per una soluzione collaudata per riprese sonore e amplificazione in contesti live e studio. Tutti i modelli vengono forniti con custodia rigida Guild Deluxe umidificata e Certificato di Autenticità. I prezzi di listino partono da 2.799,99 dollari per la F-412 Standard Natural e arrivano a 3.099,99 dollari per la F-412E Pacific Sunset Burst.
Un ritorno alle origini per Guild, che riafferma la propria identità sulle dodici corde puntando su materiali tradizionali, costruzione americana e una proposta più concreta per chi cerca uno strumento degno della storia del marchio.
www.guildguitars.com
IBANEZ Alpha, Shred e Nylon
Innegabilmente, il design futuristico delle due nuove Alpha A527 e A528 multi-scale, a sette e otto corde, attrae lo sguardo all’istante, a cominciare dal body: in tiglio, a doppia spalla mancante, con tanto di forearm scolpito sulla parte superiore per l’appoggio del braccio e dell’innovativo carve nella parte inferiore: tutto per il massimo grado di agio e confortevolezza.
Il concetto di innovazione va oltre e si estende alla costruzione del manico Parallel Wizard AS, in noce/acero (5 pcs), per un suono definito e articolato ed un attacco marcato; innovativo anche il sistema di giunzione al body a tre viti, pensato per agevolare il playing sugli ultimi tasti senza sacrificare la solidità della struttura complessiva.
Il brand nipponico espande il concept TOD di Tim Henson (dei Polyphia) con nuovi prototipi dotati di elettronica Fishman avanzata per un suono trasparente e naturale in qualsiasi tipo di situazione, che sia live o in studio. Si aggiungono ulteriori due signature: Kiko 300-RRT (Kiko Loureiro) e JBBM40-PW (JB Brubaker). Ulteriore chicca: il teaser del modello firmato da Isaiah Sharkey, il chitarrista noto per le sue varie collaborazioni con John Mayer.
La serie Prestige 2026 vede l’introduzione di nuovi trattamenti per i manici, ora ancora più stabili grazie a un processo di essiccazione sottovuoto.
In tema di nuove estetiche, la Ibanez Pia di Steve Vai si presenta in una finitura nera, adornata da dettagli in foglia d’oro 24 carati.
www.ibanez.com
LANEY Supergrace Pedal
Un rig da stadio ridotto all’essenziale, senza compromessi timbrici. Billy Corgan ha sorpreso pubblico e addetti ai lavori quando, nel settembre 2025, è salito sul palco con i My Chemical Romance per suonare Bullet With Butterfly Wings utilizzando non il suo abituale muro di testate boutique, ma un semplice pedal amp: il Laney Black Country Customs Supergrace. Oggi quello stesso pedale è disponibile per l’acquisto, con l’obiettivo dichiarato di rendere accessibile il suono live del frontman degli Smashing Pumpkins.
L’idea nasce da una conversazione tra Corgan e James Laney: offrire al chitarrista-medio la possibilità di avvicinarsi a un timbro costruito negli anni attraverso un rig dal valore complessivo a sei cifre. Il Supergrace è il frutto della collaborazione tra Laney e il progettista Brian Carstens, responsabile delle testate Grace che costituiscono il cuore del setup high-gain di Corgan.
Il pedale mette a disposizione due canali distinti: il canale Grace, orientato a suoni high gain definiti e sensibili al controllo di volume della chitarra, con uno switch Bright a tre posizioni per rifinire l’attacco, e il canale Supergroup, che rilegge il classico suono Laney reso celebre da Tony Iommi, passando da texture più pulite a saturazioni ruvide tramite lo switch Dimed/Clean.
Dal punto di vista progettuale si tratta di un pedale analogico a stato solido, con circuiti mappati e ottimizzati per restituire una risposta simile a quella delle valvole. A questo si affianca una sezione digitale per la gestione delle IR, selezionate personalmente da Corgan. Completano la dotazione un Boost derivato dal circuito Black Country Customs Steelpark e un riverbero a molla digitale, entrambi footswitchabili. I controlli di Bass, Middle e Treble sono condivisi tra i due canali, mentre un Tone globale consente interventi rapidi in situazioni live.
Il Supergrace è pensato per integrarsi facilmente in qualsiasi rig moderno: uscita XLR, USB-C per la registrazione diretta in DAW, MIDI per il controllo esterno, FXloop isolato tramite trasformatore, ingressi auxiliary e uscita cuffie per lo studio silenzioso. Non manca la possibilità di pilotare direttamente un cabinet, grazie ai 60 watt di potenza e all’alimentatore dedicato da 24 V incluso.
Il legame tra Corgan e Laney risale al 2014, quando un Supergroup vintage è diventato il fulcro sonoro di Monuments To An Elegy e delle produzioni successive. Il Supergrace rappresenta il tentativo di portare quel cuore hard rock britannico nel presente senza snaturarne il carattere. È disponibile da subito al prezzo di 529 euro.
www.laney.co.uk
MARTIN & CO. Super-D Series
Martin & Co. plasma il nuovo shape Super-D maggiorando le dimensioni della popolare dreadnought D-18. Risultato? Le due nuove Super-D18 e Super-HD28 dal suono potente, enfatico, e con le basse tuonanti.
La dreadnought, si sa, è la chitarra acustica dal body generoso, capace di sprigionare un suono potente, dal volume e proiezione importanti: la popolare D-18 di casa Martin è da sempre un raffinato emblema di tale concept, ma ora il marchio si spinge oltre e dà vita al nuovo shape Super-D, maggiorando il body del 20% ed il conseguente volume d’aria interno che implementa il già voluminoso suono della dreadnought. Le due nuove Super-D18 e Super-HD28 inaugurano il nuovo formato di casa Martin, sfoderando basse tuonanti, ampliando l’articolazione dell’intero spettro delle frequenze e, naturalmente, consegnando al suono un volume considerevole. Va da sé che anche il reattivo carattere vintage del suono e il sustain debbano mantenere parametri d’eccellenza, dunque, Martin assegna il compito alle peculiari catenature a-X, scalloped, che preleva dall’iconica serie Modern Deluxe.
Fondo e fasce in mogano massello e top in abete massello, costituiscono il voluminoso body della Super-D18, per una scelta mirata alla rotondità e definizione del suono generato. Differentemente, la Super-HD28 si appropria di fondo e fasce in palissandro indiano, mantenendo il top in abete massello, per un suono ancora più corposo, che enfatizza le medie. Entrambe le chitarre condividono il concept del manico in Hardwood altamente selezionato: dunque, con profilo ovale (GE Modified Low Oval) e finitura satinata per la suonabilità più agile e fluida. Anche la tastiera in ebano, dotata di 20 tasti, accomuna le due seicorde, mentre in quanto ai segnatasti, la Super-D 18 opta per i classici Old Style 18, differentemente dalla Super-HD28 che opta invece per i Diamond & Square Long Pattern. Per entrambe, scala di mm 645 e capotasto con ampiezza di mm 44,5.
Per entrambe le chitarre, Martin sceglie meccaniche nichelate di tipo aperto (Open Gear), ponticello in ebano e sellette in osso, corde Authentic Acoustic Lifespan 2.0 Medium ed infine la custodia rigida sagomata.
Chiudendo con l’estetica, le Super-D 18 e Super-HD 28 mettono sul campo la finitura lucida di fondo e fasce, la finitura Aging Toner del top ed il battipenna tartarugato Faux Tortoise.
Che dire a chiusura? Le Super-D rappresentano il suono-Martin enfatizzato all’ennesima potenza.
Prezzi: Euro 4.315,00 (Super-D 18) – Euro 4.756,00 (Super-HD 28)
www.martinguitar.com
MATON Redwood Series
Redwood Series è la nuova linea di chitarre acustiche elettrificate, firmata Maton. Seicorde che, come il nome della serie indica, che optano per la tavola armonica in Redwood, da cui deriva l’enfasi dei registri acuti e delle dinamiche e l’articolazione del suono di grado superiore.
Originaria della stretta fascia costiera occidentale che dal Nord degli Stati Uniti si allunga verso Oregon e California, la Sequoia Sempervirens (sempreverde) è la pianta più alta del mondo (può superare i 100 metri di altezza); il suo tronco raggiunge gli oltre sette metri di diametro alla base, ed è tra le specie vegetali più longeve, riuscendo a vivere anche oltre i duemila anni. Il tronco, inoltre, delicatamente profumato, si distingue per la sua corteccia rossiccia, da cui il nome Redwood in inglese. A partire dagli anni Trenta, l’Australia avvia piantagioni di Sequoie Sempervirens (Redwood) nell’area meridionale del Paese (Victoria), dando origine a foreste imponenti e controllate. Optando proprio per il Redwood Victoria, Maton battezza la serie di chitarre acustiche che inserisce oggi a catalogo.
Il Redwood mira all’esaltazione del range delle frequenze alte, all’enfasi delle dinamiche e al massimo grado di articolazione: le Maton Redwood Series optano quindi per tale scelta, finalizzata al chitarrista che fa di espressione e pronuncia il fulcro del proprio playing.
Sono due le acustiche della nuova serie firmata Maton Guitars: la tradizionale Redwood 808 e la Redwood Dreadnought a singola spalla mancante. Entrambe beneficiano della tavola armonica in Redwood (Sequoia Sempervirens Victoria), di fondo e fasce in Mirto della Tasmania e del manico in Acero del Queensland: in sintesi, Maton gioca in casa, adottando una selezionata scelta di legni australiani.
Entrambe le Redwood si dotano del sistema di preamplificazione Maton AP5-Pro, dotato dei controlli per la regolazione di microfono e piezo e di tre specifici slide per la regolazione di basse, alte e volume. Si aggiungono al corredo i controlli FQ/Mid per la regolazione di un vasto range delle medie frequenze, da 600Hz a 2,4 kHz.
www.maton.com.au
MESA/BOOGIE Triple Rectifier Solo Head
Mesa/Boogie riporta ufficialmente a catalogo la 90s Triple Rectifier Solo Head in una riedizione fedele all’originale, con costruzione aggiornata e una finitura Blackout che riprende uno dei custom-dress più iconici della storia del marchio. Un classico da 150 watt che riafferma il ruolo centrale del Rectifier nella nascita dell’high gain moderno.
Dopo il ritorno della Dual Rectifier nel 2025, l’operazione nostalgia si completa con la riproposizione della Triple Rectifier, nata nel 1992 e diventata uno standard per generazioni di chitarristi grazie a un suono massiccio, articolato e immediatamente riconoscibile. Il Triple rappresenta l’apice di quella filosofia: più potenza, più headroom e più impatto, una macchina pensata per grandi palchi e volumi importanti.
La novità più evidente è l’estetica Blackout, finora riservata a custom-dress molto ricercati. Chassis nero, Diamond Plate anodizzato nero e manopole nere restituiscono un look aggressivo e filologicamente coerente con le testate che dominavano i palchi negli anni Novanta. Anche il pannello posteriore, con le valvole in piena vista, contribuisce a un colpo d’occhio che riflette la filosofia sonora dell’amplificatore.
Sotto il cofano resta tutto fedele all’identità originaria: testata completamente valvolare da 150 watt in Classe A/B, sei 6L6 finali, cinque 12AX7 nel preamplificatore, fixed bias esente da manutenzione e possibilità di utilizzare valvole EL34. La rettificazione può avvenire tramite tre 5U4GB o diodi al silicio, affiancata dallo storico switch Bold/Spongy per modellare feel e risposta dinamica.
Il layout a due canali indipendenti riprende l’impostazione classica con tre stili complessivi: Clean, Vintage High Gain e Modern High Gain. Ogni canale dispone di Gain, EQ a tre bande, Presence e Master indipendenti, mantenendo quella flessibilità che ha reso il Triple Rectifier uno strumento trasversale, capace di clean autorevoli e distorsioni profonde e percussive.
Completano la dotazione FX loop valvolare in serie, uscite speaker multiple, uscita Slave e footswitch per il cambio canale. La costruzione avviene a Petaluma, California, con cabinet in betulla baltica e chassis in acciaio, coperti da garanzia Mesaa/Boogie di cinque anni.
Prezzo: 4.399 euro.
www.gibson.com
NEURAL DSP Quad Cortex Mini
Al NAMM 2026 Neural DSP presenta il Quad Cortex Mini, una versione ridotta ma sostanzialmente completa del proprio sistema di modeling di riferimento. Touchscreen da 7", Neural Capture, stessa qualità audio e stessa piattaforma software restano al centro del progetto: cambiano solo ingombri e approccio alla portabilità. L’obiettivo è offrire l’esperienza Quad Cortex senza compromessi funzionali, in un formato più facile da integrare in pedalboard, rig ibridi e postazioni desktop.
Il cuore operativo è ancora il display multi-touch, affiancato da quattro footswitch con encoder rotativi che svolgono una doppia funzione: regolazione dei parametri e richiamo dei preset, oltre all’attivazione dei blocchi. La filosofia resta quella tipica di Neural DSP, con editing diretto, workflow rapido e un’interfaccia pensata per la performance dal vivo.
Nonostante le dimensioni compatte, la dotazione di connessioni è completa: uscite XLR e jack, ingresso dedicato al Capture, send/return stereo su TRS, MIDI, USB-C e uscita cuffie. Il Mini può essere alimentato tramite adattatore esterno a 12V oppure via USB-C, pesa circa 1,5 kg ed è costruito per un uso professionale, con chassis robusto e true bypass.
Quad Cortex Mini e Quad Cortex standard condividono la stessa piattaforma CorOS, le stesse librerie di amplificatori, effetti, cabinet, Neural Captures e IR, la stessa memoria per preset e la piena compatibilità con plugin, Cortex Cloud, backup e app di controllo. Dal punto di vista sonoro e digitale non esistono differenze sostanziali: stesso motore, stessi contenuti, stesso ecosistema.
Le divergenze emergono invece nell’interazione fisica. Entrambi supportano l’HYBRID Mode, che combina Scene e Stomp, ma il Quad Cortex standard offre maggiore flessibilità nel controllo in tempo reale grazie al numero superiore di footswitch. Il Mini riduce la complessità dello switching avanzato in favore di portabilità, integrazione pratica e semplicità operativa.
In sintesi, la differenza non è nel “cosa”, ma nel “come”: stesso suono, stessa piattaforma, due approcci diversi al controllo. Il Quad Cortex Mini si propone come rig completo per chitarra e basso in formato compatto, senza rinunciare all’impostazione sonora che ha definito il Quad Cortex.
www.neuraldsp.com
NUNO GUITARS Lusitano Electro-Acoustic Six-string
Nuno Guitars è il marchio che Nuno Bettencourt ha avviato di recente, indirizzato alla produzione di chitarre che lui stesso progetta e disegna con passione. La Lusitano si fa spazio nel catalogo ed è una Grand Auditorium elettrificata di gran carattere – in termini di suono e anche di look – finalizzata a restituire la precisa visione che Nuno ha in mente al riguardo.
Il look della Lusitano, non c’è che dire, riflette la firma di Nuno anche in fatto di estetica: dunque, body in finitura nera lucida (Gloss Back) con binding bianco lungo il perimetro, buche a-effe con il contour bianco, doppio-contorno della rosetta anch’esso bianco, e segnatasti a-croce, in madreperla, il cui 12esimo raffigura l’emblema del Portogallo. La paletta, infine, anch’essa nera, si avvale del distintivo Custom Nuno Design e del logo del brand “scavato”, ed ospita le sei meccaniche cromate, tre-per-lato.
Proposta nella versione premium AS (Euro 1.048,00) e nella più abbordabile versione SL (Euro 524,00), la Lusitano è votata alla versatilità, dunque, l’ideale per il fingerstyle, per lo strumming e per le session sul palco. Essendo una Grand Auditorium, quindi con un body dalle dimensioni generose, il suo suono è caratterizzato da volume, presenza e articolazione. Pronto per essere catturato fedelmente dal sistema piezo/preamp ed inviato a un amplificatore o a un PA. Il piezo è collocato all’interno della cassa armonica, sotto le sellette del ponte, mentre il preamp è all’interno della buca, dotato dei controlli di Volume e Tono.
In quanto ai legni, la Lusitano opta per fondo e fasce in Mogano (solido per la versione AS, laminato invece per la SL), mentre la tavola armonica è in Spruce (Abete), anch’esso solido o laminato secondo le versioni. Entrambe condividono il concept del manico: in Okoume (quarter-sawn, taglio di quarto), con giunzione al body tramite il tradizionale sistema a coda-di-rondine, trussrod a doppia regolazione e finitura satinata (nera) per agevolare il grip della mano. Scala: 650 millimetri. Tastiera in ebano, 20 tasti Nickel Silver, e capotasto in osso con ampiezza di 43 millimetri. Ponte in ebano con sellette anch’esse in osso.
La Nuno Lusitano viene fornita di custodia: Deluxe GigBag per la versione SL e Grand Auditorium Hardshell per la AS.
www.nunoguitars.com
ORANGE OR60 Valve Amp
Con l’OR60 Orange Amps ribadisce il proprio legame con la tradizione dell’amplificatore valvolare single channel, costruito nel Regno Unito e pensato per un utilizzo diretto, concreto, senza mediazioni. Un progetto essenziale che punta su potenza, risposta dinamica e controllo reale del suono, con uno sguardo costante alle esigenze operative di palco e studio.
L’OR60 nasce come testata single channel ad alta tensione, priva di canali aggiuntivi o architetture complesse. L’impostazione è volutamente classica: percorso del segnale diretto, risposta armonica ricca e una voce progettata per lavorare in modo efficace con boost e overdrive esterni. Orange lo descrive come un amplificatore dal suono definito, con basse frequenze controllate e una chiarezza che resta prominente anche a volumi sostenuti.
La sezione di potenza utilizza una coppia di valvole finali 6L6, scelta che garantisce headroom abbondante e una sensazione di profondità particolarmente evidente nell’uso con i pedali. Il selettore di tensione 460V/335V consente di passare da 60 a 30 watt, permettendo di spingere l’amplificatore più a fondo anche in contesti meno permissivi dal punto di vista dei volumi. Un secondo controllo di volume, attivabile via footswitch, permette il passaggio immediato tra ritmica e solo senza intervenire sul gain, secondo una logica tradizionale che privilegia coerenza timbrica e praticità live.
La sezione di controllo include Presence e Resonance, due parametri che agiscono direttamente sul comportamento del finale. Presence regola l’estremo alto dello spettro migliorando definizione e capacità di emergere nel mix, mentre Resonance modella la risposta sulle basse frequenze, da compatta e controllata a più ampia e profonda. Il Bright switch a tre posizioni consente di intervenire sulla brillantezza senza alterare il carattere generale del gain, con due modalità utili per aggiungere attacco e definizione, soprattutto con humbucker o strumenti dal timbro scuro.
L’OR60 è dotato di FX loop valvolare bufferizzato, pensato per integrare delay e modulazioni mantenendo integro il percorso principale del segnale. La costruzione segue gli standard storici Orange: chassis robusto, controlli essenziali, estetica senza tempo e finitura in Tolex arancione, il tutto realizzato nel Regno Unito.
L’OR60 rappresenta una delle interpretazioni più complete del concetto di amplificatore single channel secondo Orange: potenza reale, controlli mirati, un’ottima base per catene di pedali articolate e una risposta dinamica che copre un ampio spettro sonoro. Un progetto che valorizza il metodo tradizionale, adattandolo alle esigenze del chitarrista moderno.
Il prezzo dell’Orange OR60 è di 2.399 euro.
www.orangeamps.com
PEAVEY F-1200 B Head – Super Festival Series
Torna la Super Festival Series, una delle linee di amplificazione per basso più rappresentative della storia firmata Peavey. Attiva nei primi anni Settanta, pensata per i grandi palchi, la serie aveva costruito la propria reputazione su un suono deciso, carico di overdrive e presenza. La testata F-1200B ed il cab 610 di nuova generazione riprendono proprio quell’identità adattandola alle esigenze e ai contesti contemporanei.
La Super Festival F-1200B si presenta come reinterpretazione diretta della storica Peavey F-800B del 1971. La potenza sale a 1200 watt RMS e la testata mantiene un preamp discreto BJT, sviluppato con componentistica selezionata per restituire il carattere delle origini. La sezione di equalizzazione combina un classico EQ a tre bande (Bass, Middle, Treble) con uno stadio induttivo a sei bande, elemento distintivo della serie originale, pensato per un controllo dettagliato dello spettro sonoro. Tra le funzioni chiave spicca il circuito di overdrive, attivabile anche via footswitch, che riproduce il comportamento dinamico e la saturazione progressiva che avevano reso gli amplificatori di allora particolarmente ricercati. L’obiettivo dichiarato è offrire un overdrive integrato utilizzabile sia come carattere timbrico costante sia come intervento puntuale nel mix.
La dotazione di connessioni colloca la Peavey Super Festival F-1200B nei contesti operativi attuali: uscita USB-C per registrazione diretta, DI bilanciata XLR con ground lift, loop effetti, connessioni preamp out/power amp in, uscita cuffie e doppie uscite Speakon/Jack. Un set pensato per l’utilizzo della testata, sul palco, in studio e nelle situazioni Silent.
Dimensioni: cm 30,5 x 30,5 x 9,19 – Peso: Kg 5,22 – Street price: Euro 999,00
Il compito di completare lo stack è affidato al cabinet Super Festival Series 610 Bass Enclosure. Equipaggiato con sei altoparlanti da 10” cablati in parallelo, offre una potenza di 1200 watt a 8
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