IBANEZ Rocket Roll Guitar

di Paolo Sburlati
01 aprile 2026
Anno 1976 – Il catalogo Ibanez “Golden Oldie” accoglie le chitarre del cosiddetto Korina Trio, ovvero la replica delle tre Gibson Flying V, Explorer e Moderne, rispettivamente denominate Rocket Roll, Destroyer e 2469…

Prologo – Negli anni Cinquanta e Sessanta, Gibson mette a punto straordinarie e futuristiche chitarre elettriche, tra cui tre realizzate con il legno Korina, rispettivamente denominate Flying V, Explorer e Moderne. Poche decine di esemplari (98 Flying V e 22 Explorer) vengono prodotti nel 1958 e 1959, poi l’oblio. In buona sostanza, i chitarristi snobbano la Flying V e la Explorer a causa del loro rivoluzionario design, visto che, in quanto all’elettronica, si tratta di né più e né meno che di quella di una tradizionale Gibson Les Paul: due humbucker selezionabili tramite selettore toggle-switch e controlli di volume e tono.
I body Flying ed Explorer sono davvero strani e troppo avveniristici per l’epoca ed i pochi esemplari acquistati dai rivenditori statunitensi più coraggiosi, restano invenduti per anni: alla fine, le due Modernistic Guitars spariscono dal catalogo di casa Gibson.

THE KINKS
Nel 1965 i britannici The Kinks (la band di You Really Got Me) sono in tour negli Stati Uniti, quando Dave Davies subisce il...

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furto della sua chitarra. Decide quindi di acquistarne una per lo show della serata ed entrando nel negozio che trova a tiro, si imbatte in una Gibson Flying V del 1958 che acquista per 200 dollari. Il successo di The Kinks porta la Flying V di Davies sul palco di data in data, e i chitarristi cominciano a richiederla.
Complice l’impennata della richiesta di chitarre elettriche iniziata nel 1963 (con il suo incredibile picco nel 1965), ecco che Gibson realizza nel 1966 una nuova versione della Flying V, con il battipenna diverso rispetto a quella delle origini (1958) e col body in mogano invece che in Korina. Ai negozi statunitensi ne vengono inviati 2 esemplari nel 1966, 111 nel 1967, 15 nel 1969 e 47 nel 1970. Per un totale di soli 175 esemplari. [Nota – Ricordiamo Jimi Hendrix con una delle riedizioni Flying V]

LE REPLICHE NIPPONICHE
Oltre che con la riedizione della Flying V, alla fine dei Sessanta Gibson è impegnata nella produzione di migliaia di chitarra elettriche, tra cui le acclamate SG e Les Paul che, richieste a gran voce dal mercato, il brand ha ripreso a produrre; tuttavia, anche questa volta, le vendite della Flying V non decollano.
Ma non è tutto. In quegli anni Gibson subisce un ulteriore flop commerciale: questa volta, con le chitarre Firebird. A quel punto, un fatto è chiaro: nonostante l’avvento del Beat, la rivoluzione estetico/culturale che si è innescata proprio in quel decennio, i chitarristi amano la tradizione in quanto alle seicorde. Dal 1967 in poi, le vendite delle chitarre elettriche scendono inesorabilmente e, come se non bastasse, le chitarre Gibson, ma anche Fender, di qualsiasi forma e design, vengono imitate e prodotte in grande quantità da costruttori nipponici, come ad esempio Hoshino Gakki Group.

IBANEZ
Un commerciante di chitarre inglese, un certo Maurice Summerfield (distributore in Gran Bretagna degli strumenti Ibanez prodotti dalla giapponese Fujigen Gakki per la Hoshino), presente spesso nei negozi di strumenti musicali, si rende conto che i chitarristi ricercano le chitarre Gibson e Fender prodotte negli anni Cinquanta, poiché le ritengono migliori di quelle prodotte negli anni Settanta. Nasce il mercato del vintage in quegli anni e tra le Gibson più richieste dai chitarristi ci sono proprio la Flying V e la Explorer della serie Korina prodotte in pochissimi esemplari alla fine dei Cinquanta.
Nel corso di un viaggio di lavoro, Summerfield porta in Giappone una Gibson Flying V di fine anni Sessanta, suggerendo a Hoshino di realizzarne una replica; nel 1971 l’azienda nipponica realizza una chitarra che battezza Rocket Roll, poiché somiglia ad un razzo. Nomenclatura a catalogo: Ibanez 2387.

La Rocket Roll con il manico avvitato al body in stile Fender, non convince però i chitarristi di allora, i quali richiedono i requisiti della Flying V del 1958. A quel punto, Hoshino chiede alla Fujigen la realizzazione della 2387 con il manico incollato al body: viene battezzata Ibanez 2387DX. Ma non basta.

Considerando che i chitarristi ripongono il loro interesse nella Flying V che Gibson ha realizzato in Korina Wood nel 1958, ecco che nel 1975 nasce la Ibanez Rocket Roll 2387CT. Perfetta in tutti i particolari, è una replica straordinariamente fedele alla Gibson del 1958, con il manico incollato e due humbucker che consegnano un suono molto simile ai leggendari Gibson PAF.
L’unica variazione estetica è la paletta verniciata in nero sul retro e le meccaniche recanti una stella incisa. [Nella lingua giapponese, Hoshino significa “campo di stelle”] Il successo è immediato. La Rocket Roll 2387CT è una chitarra affascinante, che sfodera un marchio diverso (Ibanez anziché Gibson…) ed un prezzo molto contenuto. Cosa volere di più? Persino Tom Petty ne acquista una, mentre Eddie Van Halen, l’anno successivo acquisterà una Ibanez Destroyer, copia della Gibson Explorer.

GOLDEN OLDIE ELECTRIC GUITARS
E’ impossibile allora (ma anche oggi) trovare una Gibson Flying V del 1958; il suo valore collezionistico è elevatissimo (oggi stratosferico…) e l’unico modo per avere allora una Flying V, o una Explorer versione Korina Wood, è rivolgersi a una replica targata Ibanez. Considerato il successo della Ibanez Rocket Roll 2387CT, Hoshino decide di realizzare anche le repliche di Explorer e Moderne (facenti parte del leggendario trio Korina Wood di casa Gibson) ribattezzandole rispettivamente, Destroyer e Futura.

Addirittura, nel 1976 Ibanez pubblica un catalogo appositamente rivolto a tali chitarre – Golden Oldie Electric – con in copertina Sylvain Sylvain, chitarrista dei New York Dolls, che imbraccia una Ibanez Rocket Roll.
Nel catalogo appaiono tutte le Flying V in versione Ibanez prodotte allora – Rocket Roll 2387, 2387DX (il basso 2387B), la 2387CT (il basso 2387B-CT) –, la Explorer in versione Ibanez chiamata Destroyer 2459 (e il basso 2459B), e la Moderne in versione Ibanez denominata 2469. [Nota – Curiosamente, questa chitarra non appare sulla copertina del catalogo insieme alla Destroyer e alla Rocket Roll, e non ha neppure un nome identificativo, ma soltanto il codice 2469. Di questa Ibanez ne viene prodotto un numero esiguo di esemplari: uno finisce tra le mani di Billy Gibbons dei ZZ Top]
Proprio come la Gibson del 1958, la Moderne in versione Ibanez è una chitarra introvabile e misteriosa, un vero Holy Grail… Diversamente, le Ibanez Rocket Roll e Destroyer prodotte nei Settanta in grandi quantità, sono facilmente reperibili. Non resta, per così dire, che accontentarsi…























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