TAJ MAHAL "Time"

di Redazione
26 marzo 2026

photo credits: Mike Coeyman

Godiamoci oggi l’ascolto di Taj Mahal in “Time”, il singolo che anticipa l’omonimo album in uscita il 1° maggio 2026 su Resonatin’ Records/Thirty Tigers.
Accanto al leggendario bluesman la fidata Phantom Blues Band, per un viaggio sonoro che coinvolge e contagia nel profondo.

Dietro a "Time" c’è una storia che va raccontata.
"Time" prende il titolo da un brano inedito di Bill Withers, registrato originariamente come demo e perduto nel tempo. L’amico di lunga data, dirigente discografico e produttore Steve Berkowitz, con la benedizione di Bill e Marcia Withers, porta il brano a Taj e alla sua Phantom Blues Band: “la mia ex moglie andava a scuola con la moglie di Bill Withers, quindi si conoscevano, e ho avuto modo di passare del tempo con lui...” – racconta Taj – “Ho sempre avuto un grande rispetto per quel fratello, per ciò che ha portato alla musica. Bill poteva salire sul palco con una chitarra acustica e cantare qualcosa come Grandma’s Hands e arrivava dritto al cuore delle persone. Non saltava in giro per il palco, non cercava di essere appariscente, aveva semplicemente i suoi tempi e il suo modo di fare le cose. Quell’onestà nella sua musica significava molto. Quando questo...

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brano [Time] è arrivato, l’ho ascoltato un paio di volte e ho sentito quel movimento, quel messaggio. E siamo stati grati di ricevere la sua benedizione per registrarlo...”

Registrato originariamente nel 2010 agli Ultratone Studios di Studio City (California), "Time" sfodera la grandeur di Taj Mahal (voce/chitarra) in tandem con la fidata Phantom Blues Band (una partnership trentennale che peraltro ha fruttato un Grammy a "Señor Blues", 1997 e a "Shoutin’ In Key", 2000), catturando chimica a profusione e un linguaggio condiviso che finisce per attraversare ritmi reggae, groove di New Orleans, country blues e influenze latine, per un viaggio coinvolgente quanto contagioso.
Nelle session vi sono Tony Braunagel (batteria), Larry Fulcher (basso) e Johnny Lee Schell (chitarra), il quale è anche co-produttore dell’album con Berkowitz. E poi vi sono gli special guest: il grandioso pianista di New Orleans Jon Cleary e l’organista Mick Weaver.

Sono dieci le tracce dell’album, tra esse la celebre "Talking Blues" di Bob Marley con l’intervento vocale di Ziggy Marley, una versione afro-cubana di "You Put The Whammy On Me", il groove leggero di "Wild About My Lovin’" e poi "Sweet Lorene" e "Rowdy Blues" per citare qualche altro titolo. La band non fa un plissé e la voce inconfondibile di Taj imane potente e comunicativa come sempre, un ponte tra blues, R&B, jazz, tradizioni caraibiche e musica roots globale.

"Time" attraversa quindi con naturalezza i mondi musicali che Taj Mahal ha sempre abitato, arricchendoli e rendendoli vitali per le nuove generazioni. Come scrive Ruthie Foster nelle note di copertina dell’album: “Alzate il volume, questa è musica dal groove profondo, fatta da una band che suona ancora come se la notte fosse giovane...”