Amplificatori Marshall... il simbolo internazionale del rock GuitarClub 1989

Daniela 01 dic 1989
Nel corso degli ultimi 26 anni il look caratteristico degli amplificatori Marshall ed il loro sound sono stati elementi integranti nella storia della più autorevole musica rock.

Pete Townshend degli Who, Ritchie Blackmore dei Deep Purple e l'indimenticato Jimi Hendrix sono alcuni dei musicisti noti che hanno suonato con Marshall. Due decenni dopo, malgrado siano emersi nel frattempo altri prodotti simili, il Marshall Stack continua ad essere l'amplificatore preferito dai massimi rockers (Steva Vai, Yngwie Malsteen, Steve Stevens) ed innumerevoli altri... Questa costante attrazione ha fatto dei Marshall uno dei classici più genuini nell'industria dell'amplificazione.

Chi cercherà un "segreto del successo" o una particolare strategia nell'evoluzione dell'amplificazione Marshall rimarrà deluso. Per un'ironia della sorte la creazione della società avvenne con lo stimolo e la necessità di offrire al mercato un'alternativa economica ed apparecchiature di costo elevato quali erano allora gli amplificatori americani Fender ed Ampeg che dominarono incontrastati il mercato agli inizi degli anni sessanta.

La Marshall nasce in un garage ed il suo costante e sempre crescente successo si basa da sempre su alcuni semplici principi del suo fondatore, Jim Marshall:
agire con onestà in ogni circostanza e dare al cliente ciò che egli realmente vuole
Oggi l'intera gamma degli ...
l'articolo continua  
amplificatori Marshall si produce in una moderna fabbrica di 60.000 mq. situata a Milton Keynes in Inghilterra. 200 operai producono circa 2.000 amplificatori alla settimana, utilizzando una schiera di macchinari e di apparecchiature sofisticate. Benché la Marshall sia più famosa come fabbricante di amplificatori a valvole, oggi la metà della produzione si compone di amplificatori a transistor.

La produzione è fortemente richiesta dal mondo intero: il 93% dei prodotti viene esportato verso 56 Paesi di cui gli Stati Uniti da soli ne assorbono il 35% e ne sono i maggiori acquirenti. il 10% va in Germania seguito da Giappone, Francia, Italia, Svezia e Canada.

La storia della Marshall incomincia nel 1960 quando il trentasettenne Jim Marshall apre un modesto negozio per la vendita di strumenti musicali a Londra. In precedenza Jim aveva suonato la batteria come professionista ed era stato alla guida di una scuola per batteristi frequentata da 65 studenti alla settimana. Fra i suoi alunni di maggior successo troviamo Mick Fleetwood, fondatore dei Fleetwood Mac.

Una alternativa economica


Mentre la maggior parte degli affermati negozianti inglesi di strumenti musicali evita i musicisti rock, giudicandoli "indesiderabili", Jim li accoglie a braccia aperte. Ben presto il suo negozio diviene il punto di incontro abituale dei top rockers dell'epoca: Pete Townshend, Eric Clapton...
Narra Jim:
Feci in modo a quel tempo, di rendere il mio negozio accogliente: un luogo dove i musicisti potevano venire liberamente per vedere e provare gli strumenti e le apparecchiature... Il mio primo negozio era talmente piccolo che vi potevano entrare a malapena otto clienti per volta, così quelli che non riuscivano ad entrare subito facevano la coda fuori, oppure andavano al bar vicino. Man man che i miei affari aumentavano, prosperavano anche quelli del bar accanto...
Nel 1963 Jim Marshall allarga le sue attività, aprendo altri due negozi e dando inizio alla vendita all'ingrosso, in qualità di rappresentante esclusivo della Latin Percussion e delle batterie Slingerland. Chitarre ed amplificatori Made in USA, dominano all'epoca il mercato inglese. Questi articoli del resto costituivano la spina dorsale delle vendite sia all'ingrosso che al pubblico di Jim Marshall. Negli anni sessanta i prezzi dei prodotti USA sono astronomici sia a causa della forza del dollaro, che della scarsità di materiale.

I fabbricanti USA infatti, stanno lottando per produrre merce sufficiente a soddisfare le richieste del mercato interno ora esploso e di conseguenza trascurano le esportazioni, per cui è difficile trovare sui mercati europei strumenti musicali ed apparecchiature Made in USA. Jim si vede quindi costretto a costruire un limitato numero di diffusori per soddisfare almeno in parte le forti richieste della sua clientela... E queste vendite hanno grande successo.

Nel 1962 Jim affianca al suo diffusore un amplificatore Hi-Fi Leek e vende questa combinazione come un amplificatore per basso. L'apparecchiatura ha un buon successo di vendita. Ken Bran, che Jim aveva assunto come tecnico per il servizio di assistenza, comprende ad un certo punto che se tutta la combinazione fosse stata costruita da loro, sarebbe stato possibile offrire alla clientela un prodotto migliore e lo dice a Jim che risponde: "Se riesci a fare un amplificatore con il 'sound' giusto, io te lo lascio fare...". Forte di questo incoraggiamento Bran assume Dudley Craven un ingegnere elettronico, ed insieme incominciano a progettare il loro nuovo amplificatore...

Anche se Jim non è un esperto di elettronica, possiede però un orecchio musicale raffinato in grado di riconoscere le sonorità ricercate dai suoi clienti. Egli rammenta:
Era chiaro negli anni sessanta che nuove sonorità dovevano esplodere... io queste sonorità le avevo nell'orecchio anche se ancora non ero in grado di definirle...

Un nuovo sound


Dopo aver approntato sei prototipi, Ken Bran e Dudley Craven creano l'amplificatore con il 'sound' che Jim stava cercando. Con i circuiti modellati all'incirca sul tipo del Tremulux della Fender, il primo Marshall è un amplificatore a due canali e 35 Watt di potenza. Con il nome di MK-1 l'amplificatore fa il suo debutto nell'ottobre del 1962. Il primo giorno viene esposto nel negozio di Jim che acquisì ordinazioni per 23 pezzi. Il primo esemplare viene consegnato a Pete Townshend, da tempo uno dei più noti e fedeli clienti di Marshall. Dopo poco tempo la potenza del MK-1 è portata a 50 Watt.

Reso fiducioso da una considerevole richiesta, Jim incomincia a pensare seriamente a sviluppare la produzione ed a creare un ambiente più confacente alla fabbricazione dei suoi apparecchi. Durante la Seconda Guerra Mondiale egli riceve un buon addestramento nel campo dei macchinari come tecnico di produzione, lavorando in una fabbrica di ali per aeroplani. Ciò che Jim apprende durante i nove anni in cui lavora in questa officina gli è immensamente utile quando egli stesso decide di installare la sua fabbrica.

Agli albori delle sue esperienze come fabbricante, Marshall divide la sua attività produttiva fra il garage ed il retrobottega del suo negozio. I diffusori vengono fabbricati nel garage utilizzando alcuni essenziali macchinari di base per la lavorazione del legno dei mobili, mentre la parte elettronica ed il montaggio vengono eseguiti nel suo retrobottega.
Dal lunedì al venerdì il piano di produzione prevede la costruzione di un amplificatore al giorno. Il sabato è dedicato alla ri-ordinazione dei componenti e del materiale necessario alla fabbricazione degli apparecchi.

In questa fase iniziale, Jim considera la produzione dei suoi amplificatori come del tutto marginale rispetto alla sua attività di commerciante e infatti gli apparecchi prodotti in quel periodo sono destinati unicamente ad essere venduti nel suo negozio. Ben presto, però, l'inattesa risposta del mercato e la sempre crescente richiesta lo convincono a prendere in seria considerazione la vendita dei suoi amplificatori su più ampia scala.

La Vox minaccia azioni legali


Diversi anni prima, Tom Jennings fonda in Inghilterra la Vox, che produce amplificatori. Quando i Beatles iniziano ad usare gli amplificatori Vox, la società fondata da Jennings balza d'improvviso dall'anonimato alla celebrità internazionale. Nel 1963 Jennings chiama Jim, minacciandolo di adire a vie legali perché Marshall, secondo lui, utilizza diversi musicisti che Vox già sponsorizza e che quindi non sono assolutamente autorizzati a reclamizzare anche i prodotti Marshall. "Quando gli risposi che secondo me, si stava sbagliando, divnetò pazzo di rabbia e mi minacciò di querele che mi avrebbero rovinato in breve tempo e impedito di lavorare..."

"Il fatto che Jennings fosse così sconvolto mi convinse che veramente stavamo facendo qualcosa di importante, e quindi presi la decisione di dedicarmi con maggior impegno all'amplificazione! Purtroppo la Vox, a causa di un complesso di problemi amministrativi terminò la sua attività alla fine degli anni sessanta".

Nel giugno 1964 la Marshall Amplification si trasferisce dal retrobottega e dal garage, ad uno stabilimento di 6.000 mq. nel Midlesex. L'anno 1965 rappresenta per la Marshall il giro di boa più importante... ciò avviene quando Pete Townshend chiede a Jim di costruirgli un amplificatore più potente con un diffusore 8x12". Jim ricorda:
avevo detto a Pete che una cassa chiusa da 9" con 8 altoparlanti all'interno, avrebbe avuto un effetto micidiale e sarebbe stato di una scomodità terribile... ma date le sue insistenze gli costruimmo quello che pretendeva... Alcune settimane dopo Pete venne da me e mi spiegò di dividerlo in due e di fargli due diffusori da 4x12" ed è così che nacque il primo Marshall Stack
La testata da 100 Watt venduta in combinazione con i due diffusori da 4x12" diviene ben presto il cavallo di battaglia della Marshall e conosciuto con il nome di MK-12.

Uno dei musicisti più famosi di quel periodo, Jimi Hendrix, si interessa molto a questo tipo di amplificatore e confida al suo batterista Mitch Mitchell, che avrebbe voluto conoscere personalmente Jim, visto che anche lui si chiama Marshall (suo secondo nome). Gli piace l'idea di avere il suo stesso nome...

Jim rammenta così il suo primo incontro con Hendrix.
Entrò nel mio ufficio e per prima cosa mi disse che sarebbe diventato... il primo chitarrista del mondo! ... (ed io pensai subito, ecco qui un altro maledetto americano che vuol da me qualcosa gratis come al solito). A questo punto, Hendrix mi deve aver letto nel pensiero, perché quel che mi disse mi meravigliò molto... "Io voglio pagare, per tutto ciò che acquisto, il prezzo pieno. Ma quello che esigo in cambio è un servizio di assistenza continuo dovunque ed in qualunque momento..." Mi sembrò un buon affare e quindi gli feci uno sconto del 20%!!

E fu così che Hendrix divenne il primo ambasciatore nel mondo degli amplificatori Marshall! Jim afferma che grazie alla collaborazione di Jimi Hendrix il giro di affari della Marshall crebbe vertiginosamente dal 1965 al 1967.
Non era la personalità di Hendrix che attirava l'attenzione del pubblico sui miei amplificatori, ma il suo modo di suonare, il suo stile particolare. Egli è stato il primo chitarrista che ha fatto dell'amplificatore un vero e proprio strumento... in realtà Hendrix suonava il suo Marshall allo stesso modo di come suonava la sua Stratocaster...
Grazie soprattutto alla fama crescente di Hendrix, che ormai era salito ai vertici del successo ed era considerato il massimo esponente dei chitarristi, la Marshall aumentò la sua produzione. Dovette ingrandire la fabbrica e nel 1968 si trasferì a Bletchley in uno stabile di 16.000 mq. Con trenta dipendenti la società era in grado di produrre 150 unità alla settimana.

Ben presto Marshall incominciò a vendere anche ad altri negozianti e la società affidò la distribuzione esclusiva di tutti i suoi prodotti alla Rose Morris: uno dei maggiori distributori del Regno Unito. Agli inizi l'accordo funzionò molto bene; Marshall veniva pagato in anticipo e non doveva sprecare tempo ed energie per incrementare le vendite dei suoi prodotti e poteva fare a meno di uno staff di agenti necessari per diffondere gli amplificatori su tutto il territorio inglese ed all'estero. Alla fine degli anni '70 però il margine di profitto riservato ai suoi distributori esclusivi tolse competitività alla produzione Marshall. Nel 1981 la Marshall e la Rose Morris si separarono, e nel corso degli anni successivi le vendite dei prodotti Marshall crebbero del 700%!! Nel 1984 la società si trasferì nuovamente, nella fabbrica che occupa tutt'ora.

Il successo degli amplificatori Marshall è in parte il risultato di un design solido ed efficiente, ma anche di alcuni segreti di produzione che Jim si rifiuta di rivelare. in merito al celebre sound Marshall, Jim dice:
noi utilizziamo in fase di fabbricazione alcuni accorgimenti unici che fanno la differenza nella qualità del suono. Io non ne parlo in pubblico, perché tutti hanno cercato di scoprirli nel corso degli ultimi 26 anni
Sull'argomento delle valvole contro i transistor Jim si esprime così: "entrambe queste tecnologie hanno i loro vantaggi ed è per questo che io le utilizzo tutt'e due. Certamente le valvole hanno una sonorità ben diversa ed è perciò che non sentirete mai un fabbricante di amplificatori a valvole che si vanti del fatto che i suoi apparecchi hanno la sonorità degli apparecchi solid state (transistorizzati)".

La Marshall cerca di usare esclusivamente dei materiali e dei componenti di qualità superiore per la costruzione delle sue apparecchiature e questo per ogni stadio di lavorazione. Tutti i mobili degli amplificatori sono costruiti in legno di betulla compensato a 9 strati che si distingue per la robustezza e per la leggerezza di peso. Gli chassis degli amplificatori sono costruiti in acciaio da 16". Tutte le pieghe e gli angoli sono saldati e lo chassis finito viene zincato per prevenire la corrosione. Benché molti considerano questa ricerca di durabilità assai poco commerciale, Jim la ritiene un elemento essenziale per i suoi prodotti. A conferma di questa sua affermazione Jim narra un episodio relativo agli Iron Maiden.
Non si potrà mai apprezzare l'importanza di un amplificatore robusto finché non ci si troverà di fronte a un disastro! Qualche anno fa il furgone che trasportava tutto l'equipaggiamento degli Iron Maiden venne distrutto completamente in un grave incidente: gli unici sopravvissuti furono l'autista del furgone e... lo Stack Marshall!
Tutta la materia prima di altissima qualità viene elaborata ed assemblata da macchinari automatizzati. Fresatrici computerizzate tagliano con estrema precisione le parti dei mobili. Attrezzature di inserzione automatizzate vengono utilizzate per la produzione delle schede transistorizzate. La lavorazione dei metalli viene effettuata con stampi controllati da computer. La sola fase di lavorazione dove l'automazione è ridotta, è quella del montaggio delle valvole. Jim spiega: "Purtroppo per il momento non è possibile il montaggio automatico delle valvole sugli chassis degli amplificatori".

Per garantire il perfetto funzionamento degli apparecchi e ridurre a zero i difetti di fabbricazione, tutti gli amplificatori Marshall vengono sottoposti a tutta una serie di severi controlli e di test prima della loro spedizione.

Prima dell'assemblaggio finale tutte le schede vengono sottoposte a prove con il computer, ed inoltre, prima della consegna, gli ampli vengono fatti funzionare durante un periodo prolungato. Jim è molto fiero del fatto che la sua ditta non ha bisogno di un Servizio Assistenza che lavori a tempo pieno.

"Il nostro reparto Riparazione ed Assistenza è un bel posto" dice "dove non c'è mai molto da fare!! Se riceviamo nel corso di una settimana 5 amplificatori di ritorno per la riparazione, la consideriamo una settimana disastrosa...".

Ovviamente Jim Marshall è molto fiero della sua fabbrica, egli definisce i suoi 200 operai specializzati "il mio più prezioso patrimonio". Egli infatti dichiara che: "è molto difficile trovare un operaio abile e fedele" e continua poi spiegando quali sono i suoi criteri nell'assunzione del suo personale: "Noi paghiamo sempre molto di più della tariffa contrattuale e quindi l'atmosfera che regna nella nostra fabbrica è sempre eccellente... noi ci consideriamo tutti membri di una grande famiglia". E' difficile definire la sensazione che si prova varcando le porte della fabbrica, ma la soddisfazione di coloro che vi lavorano appare evidente e infatti, quando il Governo inglese desidera mostrare ad ospiti stranieri un'industria inglese modello, fa loro sempre visitare la fabbrica Marshall.

Analizzando il successo internazionale degli amplificatori Marshall, Jim mette per prima cosa in evidenza il suono dei suoi prodotti e poi il design generale. Tutti i nostri amplificatori hanno una linea semplice ma sono eleganti e funzionali, cosa che ogni chitarrista ha sempre saputo apprezzare. Essi inoltre gradiscono molto il fatto che il funzionamento delle nostre apparecchiature è estremamente semplice e lineare e non ha mai creato problemi.

Per quanto concerne il futuro, Marshall nutre piena fiducia nei suoi Stack che secondo lui, saranno un punto stabile della musica contemporanea. "Negli anni 50 ho imparato le lezioni più importanti della mia vita. Quando il Rock-and-Roll era emergente, i miei studenti batteristi mi chiedevano di insegnare loro quel tipo di musica... ed io rispondevo... ve lo insegno, ma non durerà più di 6 mesi... per fortuna ho imparato la lezione subito ed ora, quando la gente mi dice che lo Stack è ormai un dinosauro, o che l'heavy metal non durerà molto... mi viene in mente la mia esperienza di 30 anni fa...


© 2016 Il Volo Srl Editore - All rights reserved - Reg. Trib. n. 115 del 22.02.1988 - P.Iva 01780160154