Eric Clapton, Journeyman

Fausto Forti 30 dic 1990
Questo articolo è apparso sul numero di giugno 1990 di Guitar Club.

Si aprirà tra pochi anni un nuovo millennio, arriverà il Duemila salutato da squilli di tromba e rulli di tamburi e, forse, la musica festeggerà a suon di computer, sampler e altre diavolerie elettroniche. Ma a dispetto di tutto e tutti, Eric Clapton siederà ancora sul trono dell'olimpo della sei corde. Con la sua classe cristallina, con il fascino delle sue performance che forse concedono poco all'occhio, ma gratificano oltremisura i padiglioni auricolari.

Eric non è un dio, e lo sa; ma ancor oggi, a distanza di 25 anni dai giorni eroici degli Yardbirds, riesce ad ammaliare folle oceaniche puntando sempre su un repertorio classico, su una band perfetta e su matrimonio "celebrato in paradiso" come ebbe a dire tempo fa: quello tra le sue dita e Blackie, la Stratocaster preferita.

Dal 1971 al 1987 Blackie è stata una compagna fedele e insostituibile, una blues sister oggi ormai in pensione dopo che, tre anni fa, Eric è stato contattato dalla Fender stessa per creare in team con alcuni tecnici specializzati, un nuovo modello firmato Clapton.
Con un album da promuovere come "Journeyman", lungi da essere un capolavoro ma tutto sommato ...
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Eric Clapton
Journeyman

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