Le chitarre di Keith Richards GuitarClub Novembre 1984

Giuseppe Barbieri e Marco Manu 01 nov 1984
Per approfondire un tipo di indagine che intende definire una cronistoria di Keith Richards attraverso le sue chitarre, è necessaria una corretta analisi e ricerca iconografica ed una attenta lettura delle dichiarazioni e delle interviste rilasciate dal musicista nell’arco di vent’anni. Questo tipo di intervento deve naturalmente offrire la possibilità di definire il set di chitarre di Richards a grandi linee; è infatti chiaro che un chitarrista della sua esperienza affiderà il proprio sound a determinati strumenti, ma sicuramente ne userà altri per soddisfare particolari esigenze di suono.

Il primo impatto di Richards con una chitarra sembra risalire al 1956 quando affascinato dal primo LP di Elvis Presley stampato in Gran Bretagna, il giovane Keith riuscì ad “estorcere” alla madre una “little spanish”, una chitarra acustica con corde non metalliche costata sette pounds. Su questo strumento Keith Richards si esercitò per anni alla maniera di molti altri chitarristi autodidatti: ascoltando cioè i dischi e cercando di riprodurre prima il giro armonico e poi l’immancabile assolo. Secondo Doris Richards, madre di Keith, la chitarra assorbì immediatamente tutto il tempo libero del ragazzo e quando nel 1962 Keith decise di trasferirsi a Londra in un appartamento ormai storico al 1020 ...
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di Edith Grove, la madre non potè fare niente per fermarlo.

In quell’appartamento diviso con Brian Jones e Mick Jagger, nacque l’idea “Rolling Stones” e probabilmente anche il loro stile originario. A quei tempi Richards aveva già la sua prima chitarra elettrica, uno strumento senza marchio, con buche a “f” su cui pensò bene di montare un pick up giapponese che, anticipando l’idea di Dan Armstrong, scorreva su e giù per il corpo della chitarra; ma questo intervento artigianale risultò molto scomodo perché, come ricorda Richards, a volte si strappava il filo del pick up magari nel bel mezzo di un assolo frenetico e tutto piombava nel silenzio più totale.

Per risolvere questo problema Keith acquistò una Hofner di terza mano e poi una Epiphone che però creava grossi problemi di feed-back. I primissimi anni di Richards negli Stones furono caratterizzati da una strumentazione che oggi può sembrare approssimativa e fatiscente, ma per l’epoca rasentava abbondantemente la decenza: collegate ai Vox AC 30 Keith suonava chitarre come la Harmony Meteor, la Guild Bluebird, la Epiphone Casino. La documentazione fotografica lo vede esibirsi anche se raramente con una Gibson Firebird VII e, molti anni dopo, nel tour del 1972 con una Fender Stratocaster e una Gibson Les Paul Junior; sono comunque queste delle chitarre che non definiscono il sound di Richards.

Con i primi grandi successi degli Stones arriva anche la prima Gibson Les Paul. Si può senz’altro dire che il periodo che va dal 1965 al 1968 è per massima parte affidato al Les Paul Custom a tre pick ups; sono gli anni in cui il “corredo” acustico subirà modifiche e abbandonate le due 12 corde (una Harmony e una Guild) che si possono ascoltare in “Tell me” e in “Good times bad times”, Richards si affiderà alla Gibson Hummingbird sostituendo all’iniziale modello cherry sfumato, uns finitura naturale che ha la possibilità di regolazione del ponte. Dopo il periodo psichedelico e floreale gli Stones si avvicinano di nuovo e in maniera più personale al blues e al R&B ed allora, oltre ai vari modelli Les Paul, Richards comincerà a sfoggiare due Gibson semi-acustiche, la ES 355 e la ES 330, e la Gibson Flying V con cui lo possiamo vedere nel film girato al concerto offerto in memoria di Brian Jones.

Proprio in questo concerto esordirà Mick Taylor e quasi per incanto l’equipaggiamento di Richards subirà un cambiamento decisivo: abbandonati i Vox, il chitarrista affiderà il suo suono ai Marshall, il binomio Gibson-Marshall diverrà totale e rimarrà tale per un lungo periodo. In questi anni (1968-1974) Richards poteva essere visto con una Dan Armstrong trasparente con il corpo in lucite, ma la cosa più curiosa era vederlo suonare con il Les Paul Custom 3 pick up accordato in Sol e senza il Mi basso.

Visto che l’interesse per questa accordatura a cinque corde diveniva sempre più massiccio, Richards decise di farsi costruire delle chitarre a cinque corde, e Ted Newman Jones, un liutaio texano, si impegnò nel progetto costruendo la prima cinque corde, una solid body con due pick ups , un Gibson humbucking alla tastiera e un Fender Telecaster al ponte. Ted Newman Jonesw diventerà il liutaio di “fiducia” di Richards, che molti anni dopo offrirà il suo nome ad un modello che l’artigiano texano costruirà in pochi esemplari sia a 5 che a 6 corde. Anche il liutaio greco-inglese Zemaitis si applicherà alla progettazione di una cinque corde per il chitarrista degli Stones e lo strumento, una solid body con due Gibson humbucking, decorata con teschi, scimitarre, pugnali ecc. è ad oggi una delle cinque corde più usate da Richards.

La defezione di Mick Taylor portò al progressivo mutamento dell’accoppiata Gibson-Marshall e verso il 1976 Keith Richards passò al Mesa Boogie e alle Fender. Da allora ad oggi pur cambiando e modificando alcuni strumenti, la Fender Telecaster definisce il 90% del suo sound sia in studio che in concerto. Nell’ultimo tour del gruppo Richards appariva spessissimo con una Fender Telecaster Custom, ma oltre a questa ci sono una Telecaster Sunburst con pick up humbucking al manico e ponte Schecter e una Telecaster del ‘52 con un humbucking Gibson al manico.

L’ultima novità per quanto riguarda le chitarre artigianali di Richards sono gli strumenti costruiti dda un giovane liutaio, Dong Young: si tratta per ora di una sei corde solid body a spalle mancanti con pickups Bill Lawrence L-500, ma lo stesso Young ha dichiarato che sta costruendo una cinque corde con particolari idee per quanto riguarda il sound. In una delle ultimissime interviste rilasciate, Richards ha confessato che attualmente il suo grande amore va alle chitarre ricoperte di pelle, sembra che già un artigiano stia lavorando per soddisfare le “voglie” di questo straordinario musicista ...

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