“Roxy Music” 45th Anniversary

Redazione 23 dic 2017
Raramente esce un album che cambia non solo le regole del gioco, ma il gioco stesso, imprimendo una nuova direzione alla musica.
Alla fine degli anni Sessanta, The Velvet Underground & Nico fu uno di questi album. Il 16 giugno 1972 ne arrivò un altro: l’album d’esordio dei Roxy Music.

Fin dalle prime parole di “Re-Make/Re-Model” [“I tried, but I could not find a way, looking back all I did was look away”] fino all’ultima frase dell’ultima traccia [“Should make the cognoscenti think”] fu chiaro che l’album dei Roxy Music non era come gli altri.

Nel momento in cui venne pubblicato, la band poteva contare non più che su 10 concerti. Oltretutto, le loro song non avevano alcun denominatore comune, e d i critici dell’epoca non riuscivano ad inquadrare la band britannica. Come scrisse Richard Williams sul Melody Maker “se i Roxy Music si affermeranno, potrebbero essere una delle storie di successo dei nostri tempi”.
 
Roxy Music boxset
45 anni dopo – grazie al diretto intervento della band – è possibile ascoltare quell’album così come i Roxy lo avevano concepito e realizzato.
Il cofanetto – titolato semplicemente “Roxy Music” – offre una visione elettrizzante di quel che erano i Roxy Music ...
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nel 1971/1972, cominciando dai demo che attirarono l'attenzione del giornalista Richard Williams e che, alla fine, li fece firmare con la Island Records.

Il boxset - in uscita il 2 febbraio 2018 - ospita il dischetto che riporta le BBC Sessions, durante le quali la band affinò la propria arte prima dell’uscita dell’album di debutto, mentre un secondo dischetto testimonia il metodo di lavoro in studio dei Roxy Music. Incluso anche “Virginia Plan”, il singolo che allora non entrò nell’album in questione. Presenti versioni alternative per ogni traccia dell’album, mixate da Frank Arkwright negli Abbey Road Studios.
 
Il DVD include promo e passaggi promozionali alla BBC ed un raro girato dei Roxy al Bataclan Club di Parigi nel novembre del 1972 (con ancora Graham Simpson al basso, uscito poco dopo dalla formazione): l’unico reperto video di questa lineup sul palco. Steven Wilson ha mixato l’album in 5.1 DTS 96/24 e Dolby AC3 Sound.
 
Completa l’opera in questione, un volume di 136 pagine ricco di foto rare e inedite, ed un saggio del giornalista e autore Richard Williams, che per primo scrisse della band su Melody Maker (1971).

“Roxy Music” sarà anche disponibile nelle seguenti versioni: digitale, 2CD Deluxe, LP (vinile 180g e half-speed mastering).
 
Ricordando il debutto, Phil Manzanera (chitarra) oggi dichiara: “all’età di 21 anni il mio sogno divenne realtà… registrare quell’album con questi talentuosi compagni di viaggio. Un periodo magico, una musica magica!”
 
Gli fa eco Andy Mackay (sax): “alla fine del 1971 Roxy era il nostro laboratorio artistico. Il posto dove ci scambiavamo i sogni e le idee liberamente, là dove creammo ed esplorammo nuove frontiere musicali. Entrammo in studio con l’intero album già in testa (… e metà del successivo)…  nessun album fu mai più così semplice da realizzare!”
 
Paul Thompson (batteria): “il primo album dei Roxy Music è stata la mia prima opportunità di essere creativo. Non ero abituato a questo tipo di lineup… di solito suonavo in band che poggiavano sulla chitarra ma ho sempre voluto allargare i miei orizzonti e quella fu la mia chance. Una pietra miliare della storia del pop!”
 
Bryan Ferry (voce): “non ci siamo mai sentiti accettati. Capisco che la vecchia guardia si sia sentita minacciata dalla nostra musica, perché era piena di idee e di energia. È stato difficile riuscire a funzionare negli anni senza essere uno di loro. Loro restavano i diversi, e noi non ne siamo mai stati parte. È stato un trionfo riuscire a rimanere sani di mente. O più o meno sani… Siamo parte di quell’epoca ma, in qualche modo, ne siamo fuori”



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