ZEMAITIS GUITARS 50 anni di storia

Paolo Sburlati 07 giu 2016
Inizia l’attività di liutaio a Londra nel 1950 e, nel 1965 - supportato ormai da un robusto know-how, unito alla curiosità e voglia di sperimentare - Tony Zemaitis prende a posizionare un foglio di metallo sul top di una chitarra, allo scopo di eliminare totalmente il rumore di fondo.

Per enfatizzare il look di tale chitarra, allo scopo di renderla riconoscibile all’istante, decide di far incidere disegni e decori sullo stesso top: contatta Danny O’Brien (noto incisore di armi) e nasce la Zemaitis Guitar, divenuto oggi un marchio parecchio apprezzato dal mercato del vintage...

Nato a Londra nel 1935, Antanus Casimere Zemaitis, meglio conosciuto come Tony Zemaitis, è il liutaio (lituano d’origine) divenuto leggenda negli anni ‘70 per aver costruito chitarre speciali per musicisti speciali, quali Eric Clapton, Ronnie Wood, Greg Lake, George Harrison, Paul McCartney, Dave Gilmour, Keith Richards, Donovan, Mike Oldfield, Marc Bolan nonchè, pensate un po’... Jimi Hendrix!

Ciò che distingueva le chitarre di Tony Zemaitis, era l’estetica assolutamente unica, innovativa e riconoscibile all'istante.

Il suono delle Zeimaitis acustiche era potentissimo e rombante, mentre le chitarre elettriche vantavano configurazioni di pickup e circuitazioni elettroniche decisamente speciali e personalizzate.

METAL FRONT & PEARL FRONT


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le Zemaitis erano totalmente costruite a mano, inclusi i top: alcuni rivestiti da mosaici realizzati in puro abalone (madreperla) e chiamati Pearl Front, ed altri realizzati in metallo (allumino), chiamati Metal Front. Questi ultimi, erano incisi a mano da valenti artigiani che praticavano disegni unici e personalizzati. (Mr Danny O’Brien su tutti...)

Era proprio questa l'unicità e dunque la riconoscibilità di quelle chitarre in quegli anni. (In effetti, i top delle chitarre Zemaitis sono ancora oggi delle vere opere d’arte...) Il Metal Front era nato dall’esigenza di Zemaitis di schermare completamente una chitarra elettrica e ridurre a zero il rumore di fondo. E in effetti, ci era riuscito molto bene.

Dopo il Metal Front, Tony Zemaitis era passato a realizzare il Pearl Front completamente in abalone, come alternativa al metallo freddo e costoso da incidere e personalizzare. Esso permetteva di accoppiare abalone di vari colori, creando contorni, strisce, zone di luce ed ombre, assolutamente intriganti e unici in quegli anni.

COSTRUZIONE & ARCHITETTURA


Ogni parte metallica delle chitarre Zemaitis era lavorata ed incisa a mano da esperti liutai: il ponte, l’attaccacorde, il copri-trussrod, le manopole dei potenziometri, la presa jack, i bordi dei pickup. Davvero chitarre uniche nella loro specie.

Il manico veniva incollato sul body tramite il sistema set-in che portava la giuntura molto all’interno del body stesso, così da garantire una maggiore presa e solidità, ed una maggiore trasmissione del suono. Quindi, si trattava di chitarre molto sonore e con un lungo sustain.
Il manico veniva costruito affiancando tre strati di mogano dell’Honduras affinchè garantire robustezza ed inamovibilità totale nel corso del tempo.

La tastiera delle chitarre Zemaitis proponeva il corista di 25” e poteva essere richiesta tra le opzioni di decine di legni esotici lavorati a mano e impreziositi da segnatasti intarsiati in abalone.
Certo, le chitarre Zemaitis erano davvero pesanti, opere artistiche decisamente difficili da tenere a tracolla per due ore sul palco!

I pickup montati sulle elettriche Zemaitis erano generalmente i DiMarzio ma, su richiesta, ne potevano essere montati altri tipi. (Tony Zemaitis realizzava ogni dettaglio ed opzione sulle specifiche date dal chitarrista che lo interpellava).

Anche l’elettronica veniva strutturata in base alle richieste del musicista e venivano impiegati soltanto i migliori componenti disponibili sul mercato.

Le finiture erano costituite da vari strati di laccatura spruzzata finemente a mano più e più volte su tutta la chitarra e, naturalmente, in misura piu' spessa sul top. Ogni strato di vernice veniva carteggiato a mano e poi lavato prima che venisse spruzzato lo strato successivo. Questo procedimento conferiva ai legni un’estetica “glossy”, quasi a specchio, che oggi risulta decisamente vintage.

Le Zemaitis sono chitarre prodotte in numero limitato: un elemento che va ad accrescere il loro valore ed apprezzamento dell'odierno mercato del vintage.

CURIOSITA’


Le incisioni sui top di tipo Metal Front e sulle parti metalliche in Duralluminio sono state eseguite per parecchi anni da Danny O’Brien e sono ancora oggi assolutamente magnifiche ed apprezzate.

((I top di tipo Pearl Front venivano realizzati tagliando ed accoppiando pezzi di puro abalone spesso, raccordati in disegni e motivi. Dunque, laccati e lucidati a mano. Tantissimi disegni e colorazioni personalizzati e speciali erano possibili con l’abalone e su specifica richiesta. (Le foto qui pubblicate forniscono un'idea del lavoro e del valore delle chitarre Zemaitis).))

Naturalmente, in quegli anni i tempi di lavorazione e creazione di una chitarra erano molto lunghi, così che alla Zemaitis, ogni anno, ne venivano prodotte un quantitativo limitato. Da qui la loro scarsa reperibilità sul mercato odierno ed il loro elevato valore collezionistico.

Tony Zemaitis ha lasciato per sempre la sua leggendaria attività e questo mondo il 17 agosto 2002, ma le sue chitarre - vere opere d’arte - sono rimaste qui a testimoniare il suo talento.

Dopo il 2002 Tony Zemaitis Jr., ha stabilito il quartier generale dell’azienda a Tokyo (Giappone) distinguendosi a tutt’oggi per la produzione di chitarre (e bassi) d’alto pregio, riprendendo gli storici disegni e decori lasciati in eredità da Tony Zemaitis Sr.

I FAN DELLE ZEMAITIS GUITARS


Sono numerosi i chitarristi che hanno (e hanno avuto) le Zemaitis Guitars e, tra essi, ricordiamo Jimi Hendrix, Keith Richards e Ronnie Wood (The Rolling Stones), Ronnie Lane (Faces), George Harrison (The Beatles), Mark Bolan, Joe Walsh (The Eagles), James Honeyman-Scott (The Pretenders), Charlie Starr (Blackberry Smoke), James Hetfield (Metallica), Richie Sambora (Bon Jovi), Zakk Wylde...


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