VOGLIO UNO SLIDE (per la chitarra elettrica)

Emilio Vitaliano 10 set 2016
Lo slide – o bottleneck che dir si voglia – è un piccolo accessorio che si rivolge a certi tipi di musica (blues, country...) e che influisce in maniera marcata sul playing e sul sound del chitarrista che lo adotta...

Al pari del plettro (vedi articolo apparso sullo scorso numero di marzo del nostro giornale), lo slide è da considerare un vero e proprio strumento che concorre al raggiungimento di un certo sound e mood. Per un chitarrista di blues, country, bluegrass... diviene necessariamente parte dei tool della catena del suono e merita dunque la debita attenzione.

Funzione dello slide
Ricordiamo che la funzione dello slide è quella di raggiungere una determinata nota se fatto scivolare su determinati tasti del manico della chitarra. Ad esempio, è possibile passare da un Do a un Mi passando fra tutte le frequenze (note) che stanno nel mezzo.
Quesito a tutti voi, cari lettori: avete mai ascoltato la versione di In My Time of Dying che i Led Zeppelin inserirono nell’album Physical Graffiti (1975)?
Ebbene, alzi la mano chi non è mai stato tentato di riprodurre quel lancinante suono di Jimmy Page... Ebbene, per fare ...
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ciò, è necessario uno slide, conosciuto anche come bottleneck [letteralmente, collo di bottiglia].

Dimensioni e materiale
Sostanzialmente lo slide è un cilindro cavo di 5/7 cm, da infilare sul dito anulare (o mignolo), proposto oggi dal mercato internazionale degli accessori per chitarra in numerosi materiali e dimensioni.

Riguardo alla dimensione dello slide, ogni chitarrista dovrà effettuare delle prove affinché stabilire quello che calza alla perfezione sul suo dito: in buona sostanza, non dovrà essere troppo largo o troppo stretto. In tal modo, il dito coinvolto riuscirà a esercitare la pressione adeguata sulle corde della chitarra, offrendo al contempo il giusto comfort ai movimenti della mano. Lo slide fatto con materiale più pesante, si sa, regala un maggiore sustain ma, come spesso accade, è semplicemente una questione di gusti (e sonorità).

Il discorso relativo ai materiali di uno slide è un po’ più complesso. Ricordiamo che le corde di una chitarra vibrano: di conseguenza, anche lo slide vibrerà ed il materiale di cui è composto finirà per influenzare il suono prodotto.

Con molta probabilità, il vetro è il materiale più utilizzato per lo slide: grazie al suono morbido e caldo che sprigiona e grazie a al sustain prolungato che origina. Anche il plexiglass (o magari la ceramica) si distinguono per un sustain particolarmente prolungato.

Riguardo agli slide in metallo, l’acciaio è il materiale che garantisce un attacco più rapido, ma non un sustain lungo. L’ottone, dal canto suo, sviluppa un suono più pieno, ma si ossida facilmente.
Il rame, essendo un materiale più tenero, scorre sulle corde con minore facilità ma garantisce una maggiore precisione: un aspetto questo da non sottovalutare, soprattutto per chi inizia. Infatti, suonare con lo slide, è cosa piuttosto complessa, soprattutto quando non si ha ancora l’abitudine a visualizzare (e dunque raggiungere) i debiti tasti sul manico della chitarra. Inoltre, ci vorrà del tempo per acquisire l’adeguata sensibilità atta ad esercitare la giusta pressione dello slide stesso, nonché per captare gli adeguati parametri che tale tecnica richiede: come la giusta action (piuttosto alta) e il giusto set di corde (non troppo sottili).

curiosità
I chitarristi più inclini al cosiddetto customizing, saranno in grado di fabbricarsi a casa propria uno slide in vetro. Sono necessari una bottiglia [naturalmente in vetro…] un semplicissimo tagliavetro (si trova a pochi euro nei negozi di bricolage) ed un po’ di carta vetrata. La procedura è davvero semplice, ma richiede una certa attenzione ed è indicata soltanto alle persone adulte…

Con il tagliavetro si incide (con prudenza) il collo della bottiglia (bastano anche incisioni poco profonde). Successivamente, si fa scorrere sulla zona trattata dapprima dell’acqua calda e subito dopo dell’acqua fredda. Il procedimento va ripetuto più volte, sino a quando lo shock termico causerà il distacco del collo della bottiglia, proprio nella zona inizialmente incisa.
A questo punto sarà necessario levigare con la carta vetrata la parte in cui è avvenuto il taglio, prestando molta attenzione (!) affinché non rimangano zone taglienti. (Rricordiamoci che stiamo parlando di vetro… )
Terminata la fase di levigazione, avremo tra le mani il nostro personalissimo bottleneck!

conclusioni
Chiudiamo la nostra breve disamina con un piccolo suggerimento. Chiunque abbia già utilizzato uno slide in vetro sa quanto sia fragile e quanto sia possibile ritrovarsi senza da un momento all’altro... Di conseguenza, in un habitat movimentato come quello di un palco, si tende ad averne uno di scorta dello stesso tipo, o uno in metallo, affinché terminare la performance con il debito relax.

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