DAVID GILMOUR through the years, 1968 – 1979 dagli inizi a The Wall

Francesco Sicheri 01 gen 2017
È una sfida rischiosa quella che si pone con l’affrontare la musica di David Gilmour, la cui eredità finisce per incontrare il percorso di moltissimi chitarristi, talvolta restando a far loro compagnia per un periodo di tempo limitato, altre volte per non andarsene mai più…

Il “momento gilmouriano” è qualcosa che la quasi totalità dei chitarristi sperimenta, volontariamente o per cause accidentali, ed è un’esperienza che spinge verso nuovi confini musicali, finendo per influenzare ed arricchire il playing dei più. Nel modo in cui si sviluppano le trame intessute da Gilmour, c’è un perenne senso di progressione melodica e dinamica, una modalità esecutiva che predilige il risultato finale ma non dimentica mai l’importanza della singola nota, se non addirittura del singolo particolare “qualitativo” in essa contenuto. La musica di Gilmour scaturisce da un approccio alla chitarra che possiede un elemento di estrema purezza: trasferito al brano, alla melodia e alla selezione delle note.

Fra i grandi maestri della seicorde, David Gilmour è uno di quelli che si è fatto tutt’uno con la propria strumentazione, elevandola talvolta a componente aggiunto della band e, indubbiamente, scardinandola dall’accezione di mero contorno. Affrontare lo stile di Gilmour richiede quindi anche l’ampliare ...
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