BLINK 182, California

Paolo Pavone 10 lug 2016
Dopo oltre 20 anni di carriera i Blink 182 tornano sulla scena regalando ai loro fans il piacere di un album vecchio stile; il settimo di una carriera che li ha portati più volte in cima alle classifiche, vendendo complessivamente 50milioni di copie.

Passaggio di testimone tra lo storico frontman (Tom DeLonge) e il nuovo leader Matt Skiba (chitarrista e voce degli Alkanine Trio), eppure la band californiana non altera la sua identità connotando i 16 brani della scaletta di quel punk/rock frizzante ed ironico che li ha sempre contraddistinti. Vagheggia infatti il sapore di brani storici –What’s My Age Again o All The Small Things per intenderci – così come il piglio pungente tipico dell’umorismo ribelle dei Blink. Un album che la band dedica di nuovo ai giovani ascoltatori, pur senza dimenticare che, inesorabilmente, il tempo passa per tutti… loro stessi inclusi.

Apre Cynical che già dal titolo la dice lunga, seguito da Bored To Death che, come una scarica di adrenalina, (ri)lancia il tiro nelle atmosfere punky dei primi anni Duemila. Rabbit Hole, dal canto suo, proietta l’ascolto indietro nei Novanta, nella favolosa scia sovversiva guidata da Green Day & company. Di stampo decisamente diverso, Sober e ...
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Home Is Such A Lonely Place sono due episodi che mostrano la facciata meno derivativa e da teenager della formazione statunitense, nata in un garage di San Diego nel 1994.

n definitiva, California è un disco coerente; un punk piacevolmente contaminato da folate di pop/rock che hanno addolcito le spigolature della trama sonora della band. I Blink 182 non vogliono e, forse, non devono invecchiare… In tutti i casi, con questo nuovo album ribadiscono a pieni polmoni la loro voglia di suonare!

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