Oggi esce “Sorceress”, il nuovo degli Opeth

Redazione 30 set 2016
Ormai è ufficiale: esce oggi – 30 settembre 2016 – “Sorceress”, il nuovo album degli Opeth, nonché il primo pubblicato da Nuclear Blast per Moderbolaget Records, l’etichetta della band nata a Stoccolma nel 1990. (www.opeth.com)

L’album è stato registrato ai Rockfield Studios (nel Galles) – uno studio utilizzato da artisti di gran calibro, tra cui Queen, Rush, Judas Priest, Mike Oldfield… e dagli stessi Opeth nel 2014 per il loro “Pale Communion” – dietro il cui banco di regia si è seduto Tom Dalgety.

A cominciare dal brano di apertura (“Persephone”), continuando con “The Wilde Flowers” e “Strange Brew”, per passare agli episodi che danno il titolo all’album (“Sorceress” e “Sorceress 2”), il nuovo album degli Opeth snocciola la sua scaletta di brani con un intento: “condurre l’ascoltatore in un caleidoscopio di panorami e mood senza precedenti!”

OPETH lineup
Mikael Åkerfeldt (vocal/guitar) – Fredrik Åkesson (guitar) – Martin Mendez (bass) – Joakim Svalberg (keyboard) – Martin Axenrot (drum)

Gli Opeth, si sa, hanno dato connotazioni sempre diverse ai loro album. Se “Orchid” (1995) è stato in grado di ridefinire gli standard del death metal, “Blackwater Park” (2001) ha cambiato le carte in tavola, aprendo la strada a “Damnation” (2003) fuoriuscito ...
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davvero dai binari. “Watershed” (2008) ha chiuso l’esperienza della band con il death metal, mentre “Pale Communion” (2014) si è spinto nel tipico mood degli anni Settanta/Otatnta, pur se inserito in un contesto brillantemente moderno. Quindi, in che modo è diverso “Sorceress”?
“I miei gusti musicali si sono evoluti…” – dice Åkerfeldt – “ho preso ad ascoltare i dischi di John Coltrane. Prima, riguardo al jazz, ero molto legato alle sonorità degli anni ’50, a quelle di Miles Davis e di Dave Brubeck. E’ stato l’unico cambio musicale che ho fatto: per il resto, sono rimasto legato al prog, al symphonic rock, al metal, all’hard rock, a The Zombies e Scott Walker...”

L’artwork di copertina di “Sorceress” è opera nientedimeno che di Travis Smith, l’artista californiano (classe 1970) specializzato nella grafica degli album metal, coinvolto da Avenged Sevenfold, Devin Townsend, Nevermore, Soilwork, Death, Katatonia, Anathema, Overkill, Soulfly… giusto per fare nomi.

1. "Persephone" 1:51
2. "Sorceress" 5:49
3. "The Wilde Flowers" 6:49
4. "Will O the Wisp" 5:07
5. "Chrysalis" 7:16
6. "Sorceress 2" 3:49
7. "The Seventh Sojourn" 5:29
8. "Strange Brew" 8:44
9. "A Fleeting Glance" 5:06
10. "Era" 5:41
11. "Persephone (Slight Return)" 0:54
12. "The Ward" (Limited Edition bonus track) 3:13
13. "Spring MCMLXXIV" (Limited Edition bonus track) 6:11






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