John Patitucci Alla corte di Re Corea

Paolo Sburlati 06 dic 2017
Giovane di discendenza italiana, un curriculum in piena espansione, cristiano praticante, tanti fratelli anch'essi musicisti, un LP solista nelle classifiche discografiche, un tocco unico sul contrabbasso.
Allegro, affabile, disponibilissimo e gentile con il prossimo... un ragazzo veramente d'oro, uno di quelli che quando parli ti ascolta e ti dà soddisfazione: questo è John Patitucci, meglio conosciuto come "il bassista dell'Elektric Band di Chick Corea".
Mantiene uno dei pochissimi posti invidiati da molti accanto a quel gran maestro che è Chick Corea. Ma non basta. Quel posto non è solo nell'Elektric Band, è anche vicino a Chick come persona che vive, che scambia idee ed esperienze, che cresce ed impara e che si fa le ossa assieme ad altri giovani e serissimi musicisti oggi già rinomati e richiesti: Dave Weckl, Scott Henderson, Tom Brechtlein e tanti altri.
E' questa la sua vera fortuna. Condivide la vita con loro e tutti imparano da quel gran papà del jazz-rock che è Chick. Più che mai lo spirito della musica è la motivazione grazie alla quale John e altri come lui si riuniscono a creare musica, musica che sconfina, che insegna, che dà veramente!
E per sentire quello spirito musicale dentro di sé bisogna essere umili e ...
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info intervista

John Patitucci
sentire le proprie capacità artistiche come un dono da mettere a disposizione senza ipocrisie ed invidie.
E John lo fa davvero!


Sei molto giovane, ma nonostante ciò sei uno dei più rinomati e considerati bassisti nel mondo grazie al tuo lavoro con l'Elektric Band e l'Acustic Band di Chick Corea.
Ho ventinove anni. Ho cominciato con Chick Corea nel 1985: è da un pò che siamo assieme. Ho sempre voluto suonare il basso elettrico e quello acustico, così ci siamo intesi subito. Anche a lui piace suonare strumenti elettrici e acustici, ma non più abbinati tra loro, distinti. Possiamo così suonare tutti gli stili di musica possibile. Mi piace moltissimo suonare con il trio acustico. La formazione può cambiare a volte in seguito ad impegni di alcuni di noi. A volte suoniamo con Tom Brecthlein alla batteria, invece che con Dave, ma capita raramente. E' un trio modulare, suoniamo di tutto.

Il tuo LP solista è andato molto bene sul mercato mondiale.
Benissimo, è stato primo nelle classifiche jazz in America per tanti mesi. In quell'LP ho suonato tanti stili di musica che mi ha permesso di avere delle buone posizioni nelle classifiche jazz, pop/jazz e altre su Billboard. Mi piace mescolare gli stili, non mi piace fossilizzarmi su una cosa sola.

Richiede parecchio sforzo mentale e molta disponibilità suonare con Chick?
E' un individuo fantastico, molto bravo e molto disponibile con tutti noi, ma vuole parecchio. E' grande lavorare con lui. E' un buon direttore! E' organizzatissimo e rende il mio lavoro più semplice, perché anche a me piace essere organizzato. C'è anche più tempo libero con una buona organizzazione attorno, è meno stressante. Chick dà molta libertà a tutti nel suonare e ognuno ha la possibilità di esprimere se stesso come gli pare; alcuni brani richiedono molta concentrazione ed espressione, altri sono più immediati e liberi. Per me è divertentissimo.

Come hai incontrato Chick?
Ho incontrato prima Gayle Moran, sua moglie e poi lui, brevemente, molti anni fa. Abbiamo fatto una jam session a casa di Chuck Mangione e Gayle suonava il piano. Poi è andata a casa e ha raccontato di me a Chick. Tempo dopo Chick e Gayle hanno dato un grande party il giorno di San Valentino. Lo fanno tutti gli anni in quel giorno ed invitano tantissima gente. Centinaia di musicisti vengono al party a suonare, a mangiare, anche solo a salutare. Ho suonato anch'io da loro, con Victor Feldman in trio. Era febbraio del 1984. Dicevo che Chick mi ha sentito suonare a casa sua. Tempo dopo mi chiese di unirmi al gruppo.

Quando entrò nel gruppo Dave Weckl? Come ti trovi con lui?
Nello stesso periodo. Mi trovo molto bene con lui, ma credo che ogni batterista abbia una sua spiccata personalità e mi trovo sempre bene con loro... sto parlando di batteristi di un certo livello, ovviamente. E' difficile descrivere come suona Dave, perché lui può suonare veramente in molti modi diversi e quindi per definirlo è inevitabile proporre dei paragoni e non mi piace.

Hai un buon feeling con Dave, una base solidissima e fresca.
Sono anni che suoniamo costantemente assieme. Abbiamo fatto centinaia di concerti in tutto il mondo.

Lavori con Dave anche al di fuori dell'Elektric Band?
No, perché lui sta a New York, io a Los Angeles. Amche Chick vive a LA. Io sto molto a New York, ma preferisco la California.

Parlami delle tue origini italiane!
Certamente. La mia famiglia viene dall'Italia, mio nonno era di Cosenza, mentre da parte di mia madre bisogna risalire ad alcune generazioni prima, vengono da Padula, un paese attorno a Napoli, un piccolissimo paese. Sono cresciuto a Brooklyn, New York, fino a circa dodici anni, poi ci siamo spostati in California. Ho cominciato a suonare con mio fratello, lui è un buon chitarrista e un buon musicista. Eravamo ancora a New York e lì ho cominciato a fare i primi concerti. Lui adesso vive nel North California e insegna e arrangia brani ecclesiastici, lavora con la chiesa. Suona brani vecchi con circa sedici persone e arrangia e produce tutto. E' musica Gospel e a me piace molto. E' molto impegnato con questi lavori e a volte parla anche in chiesa ai suoi confratelli. Fa i sermoni. Lavora molto in studio e fa anche concerti. E' molto impegnato ed ha anche una famiglia e tre bambini! Mi piace mio fratello maggiore, siamo cresciuti bene assieme. Ho anche tre sorelle più giovani di me. Siamo una grande famiglia, tipicamente italiana!

Sei stato in Italia dai tuoi parenti?
Non sono mai stato in Calabria, anche se ho suonato in Italia alcune volte. Essendo Cristiano sono stato a Roma, dove abbiamo suonato, e ho visitato la Cappella Sistina, San Pietro, il Vaticano... abbiamo girato tutta Roma, è una città bellissima. Ci sono lavori artistici mondiali stupendi. Gli uomini in passato hanno voluto testimoniare la grandezza di Dio con questi lavori, erano estremamente dedicati! Anch'io nella mia musica ho voluto in qualche modo dedicare a Dio i miei lavori più belli, come alcuni pittori dei secoli scorsi hanno fatto. Siamo fortunati noi oggi ad avere ancora questi capolavori a disposizine da poter vedere e contemplare. Mi è anche capitato più volte di andare a vedere l'Ultima Cena, è un lavoro meraviglioso, vivo, mi affascina incredibilmente. Mi piace moltissimo l'Italia. Anche per il cibo! Ricordo ancora le mangiate che ho fatto a Reggio Emilia! I tortellini sono rimasti la mia passione assieme al Parmigiano che io non conoscevo e che mi ha fatto assaggiare Chick. E per finire il Tiramisù: grandioso!

Vedo che conosci troppo bene l'Italia ormai. Passiamo alle domande musicali. Quali altri batteristi ammiri oltre a Dave?
Will Kennedy degli Yellowjackets. Ho suonato con loro, quel batterista è incredibile! Mi piace come tiene il tempo, ha un feeling molto morbido, è il miglior batterista che ho sentito in quel gruppo. Jimmy Haslip, il loro bassista, è un mio carissimo amico, un grande musicista. Mi piacciono i loro dischi, li ho tutti. Will è un batterista molto funky, ma è scioltissimo nel suonare, dà moltissimo. Mi piace il suo feeling. Viene dal North California.

Conosci anche RIcky Lawson, il batterista che era prima di Will negli Yellowjackets? Adesso suona con Michael Jackson.
Sì, lo conosco. Suonare con Michael Jackson deve essere molto divertente sul palco, interessante, ma personalmente non riuscirei a farlo per lungo tempo. Mi piacciono altre cose, ho in mente altri progetti tra i quali un nuovo album nel quale cercherò di scrivere delle melodie forti, memorizzabili dagli ascoltatori.

Cerca di non creare la stessa situazione di Allan Hodsworth: dischi fantastici che solo poche addetti ai lavori riescono a digerire completamente. Ci vogliono melodie facili.
Allan ha suonato da spalla ai nostri concerti per un pò di tempo con un trio.

Alla batteria c'era Chad Wackerman?
Sì, Chad è un mio carissimo amico. Ci conosciamo da quando avevamo diciassette anni. Lo incontrai quando vivevo nel Northern California, lui era sempre a Los Angeles. Io andavo spesso a L.A. e quando si mettevano assieme i gruppi nelle High Schools si facevano delle audizioni. Io ero in una di queste All Star Big Bands e Chad era alla batteria. E' sempre stato molto magro, ma è potente quando suona!

Anche i suoi fratelli suonano molto bene.
Bobby, John e Brooke sono ottimi musicisti! Brooke è giovanissimo, ma è un perfetto rock'n'roller. Ha solo tredici anni! Sono tre batteristi ed un bassista, inoltre il padre suona il piano e la madre è una cantante.

Ritorniamo al tuo disco solo. Quanto tempo ci hai messo per realizzarlo: parlacene un pò nei dettagli.
Chick è stato il produttore del mio disco solo, assieme a me. Dave Weckl, Vinnie Colaiuta e Peter Erskine hanno suonato la batteria. Poi ci sono vari musicisti come Michael Brecker, più due tastieristi: John Bisney e Dave Witthem... a Chick piacevano molto. Chick mi ha dato tantissima libertà nel programmare il disco e realizzarlo. Un'esperienza bellissima ed interessante, istruttiva. Ho scritto quasi tutto io. Sul CD ci sono dodici canzoni, dieci delle quali le ho scritte io. Poi Chick ne ha scritta una appositamente per me e l'ultima l'ho scritta io e l'ha arrangiata lui. Mi ha lasciato creare il tutto, perché mi conosce da anni. Lui controllava in quale direzione andavo e mi dava suggerimenti. L'etichetta è la GRP. E' molto famosa negli States. Mi sono reso conto che è grande anche qui in Europa. E' difficile tenere le fila per la distribuzione in Europa, ci sono difficoltà. In Italia ho venduto tantissime copie. All'inizio chiedevano seicento copie al giorno per l'Italia! Mia moglie mi tiene informato su queste cose, organizza i viaggi e i budget per le spese quando sono in tour. Mi è di grandissimo aiuto, è molto importante per me. Ed è anche una brava cantante. Adesso è troppo presa dalla mia attività e non ha più tempo per dedicarsi al canto, purtroppo. Ha troppe cose da fare ormai. E' molto vicina all'orecchio assoluto inoltre. Ricorda perfettamente note e melodie e le canta senza riferimento tonale, giuste, come al piano. Se io canto una canzone in una chiave diversa lei me lo dice e mi corregge la tonalità con la voce! Quando sente la radio mi dice in che tonalità sono le canzoni! Divertente. Non è una cosa estremamente necessaria, ma aiuta. Io invece ho l'orecchio relativo (relative pitch), e mi avvicino alle tonalità di molto. Dovrei studiare di più, ci sono dei metodi efficacissimi in Usa per ottenere l'orecchio assoluto (perfect pitch).

Come hai preparato i pezzi per l'LP nuovo?
Mi porto sempre una tastiera e dei fogli di carta pentagrammata e mi scrivo tutto quello che viene fuori di bello. Quando sono in tour ho molto tempo libero durante il giorno, i miei pezzi vengono fuori così. Vedi questi tre fogli? Sono tre nuove canzoni che ho scritto da poco. Sono solo schemi, movimenti di accordi che creo con il sei corde, ma sono interessanti e li voglio sviluppare meglio. C'è molto da imparare a trasportare dalle tastiere al basso e viceversa. Mi stimola scoprire nuove soluzioni. A volte poi proviamo questi brani sul palco durante le prove, per vedere come vengono fuori suonati assieme ad altri musicisti. E loro aggiungono certe variazioni. Questa è una canzone reggae, questa invece è da completare. La parte più difficile è trovare il titolo!

Componi molto sul basso a sei corde?
No, compongo molto con la tastiera. E' il meglio per comporre. Con il basso poi rifinisco. Ho scritto una canzone con il basso a sei corde che si chiama "Coordinate", ho suonato tutto io e Chick le percussioni con il Synclavier. Questo è un caso a parte, nei miei brani cerco il groove. E' più importante. A volte mi viene una bella idea sul basso, la passo sul piano e la sviluppo. Sviluppo dal basso al piano e non viceversa.

Hai mai provato lo Stick di Roger Chapman?
Lo Stick è uno strumento meraviglioso, ma non sono capace di suonarlo. E' molto difficile per me. Ci vuole molto studio per quello strumento.

Qual'è la difficoltà più grossa per te nel suonare il contrabbasso?
Tenersi intonato. Sono molto pignolo a riguardo, tutto deve essere perfetto. Non sopporto di essere stonato, così mi concentro moltissimo. A volte suonare stonato può distruggere l'esecuzione del brano stesso. La caratteristica più bella del contrabbasso è la possibilità di scivolare da una nota all'altra, è uno strumento molto ricco. Anche l'archetto dà la possibilità di dare una grande espressione al contrabbasso. E lì viene fuori la personalità del musicista.

Quali bassi hai a tua disposizione?
Ho un basso a sei corde costruito da Ken Smith. Poi ho un basso che mi ha regalato un mio fan, è un Lag. Ho dovuto metterci un altro manico, perché mi è caduto e si è rotto. Poi ho uno Yamaha 3000 sul quale ho montato pick up EMG. La Yamaha inoltre mi ha preparato un basso speciale a sei corde. Ci ho lavorato su assieme a loro. E' molto bello e suona molto bene. Poi ho un Warwick a cinque corde con un manico fine, più sottile del manico regolare. E' molto maneggevole e mi sta dando delle buona soddisfazioni. Ha un suono corposo, mi piace. Ho provato anche un Warwick a sei corde, uno Streamer. E' molto bello, ma dovrei prenderci un pò la mano.

Ho visto che hai un metodo di Gary Chester per batteria tra i tuoi libri, lo usi?
Certo, è "New Breed" di Gary Chester. Ho un paio di bacchette con me e studio l'indipendenza tra i quattro arti. Mi serve molto e trovo che serva anche per sviluppare meglio il senso del ritmo. E' ottimo, è meglio che portarsi dietro una batteria elettronica!

Ho visto Danny Gottlieb suonare e studiare con questo metodo ed è veramente incredibile!
E' l'unico batterista che io conosco e che riesce a suonare tutto il metodo, Danny è un grande studioso di ritmiche, anche indiane.

La collaborazione con Chick Corea ti permette di suonare in modo elettrico ed acustica al contempo.
Per me non c'è situazione jazzistica migliore al mondo. Con Chick posso suonare il basso elettrico e il contrabbasso in un grande assortimento di stili musicali. E' ciò che abbiamo fatto anche sull'ultimo LP. Se suonassi con Miles (Davis) suonerei solo il basso elettrico ed in uno stile ben preciso, il suo. Con Chick suono tutto!

Quali grandi musicisti ti hanno influenzato nello scrivere musica, nel comporre?
Herbie Hancock e soprattutto Chick. Qualche volta quando siamo in tour Herbie viene a trovarci, sale sul palco e suona con noi. E' un grande musicista. Anche Wayne Shorter mi ha influenzato parecchio. Ho lavorato in studio con lui per un suo disco; è un musicista brillante e scrive cose meravigliose. Ma Chick è la più grande influenza che io abbia avuto in tutti questi anni.

Capita spesso Herbie sul palco con voi?
Una volta eravamo a Los Angeles e suonavamo in una Università. Era il compleanno di Chick e Herbie era venuto a fargli gli auguri. Abbiamo suonato tutti assieme sul palco, poi abbiamo lasciato Chick e Herbie da soli; è stato un grande spettacolo, una grande lezione di musica per tutti noi! Quei due assieme hanno qualcosa di speciale.

Sei stato baciato dalla fortuna!
Ogni tanto penso a quando ascoltavo i dischi, li ho tutti quanti, li avevo imparati a memoria. Poi Chick mi ascoltò dal vivo perché ero con Joe Farrell a quel tempo. Così dissi a Chick: "se fai delle audizioni per un bassista chiamami". Non dovetti poi neanche farla l'audizione, mi conosceva già. Poi suonai a casa sua come ti ho detto e da lì partì il tutto. Per me adesso è come un sogno che si è avverato; prima ascoltavo i dischi dei più grandi musicisti americani, oggi mi chiamano a lavorare con loro. E tutto è capitato in così poco tempo... Bobby Mc Ferrin, David Sanborn, tutti i musicisti con i quali sognavo di poter suonare.

Hai un manager?
Sì, Chick e Ron Moss. Mi tengono impegnato nel music entourage per tutto l'anno, a volte è perfino eccessivo!

Hai un tuo gruppo?

Ne ho tre! Ho un trio con Vinnie Colaiuta e Alan Pasqua...

Evviva l'Italia! Ricordo di aver intervistato Vinnie che mi aveva accennato a questo trio; siete tutti di discendenza italiana!
Un vero trio di italiani! Tutti italiani. Forse un giorno, chissà, faremo una rimpatriata con un tour in Italia. Poi ho un quintetto con il quale non sto lavorando molto ultimamente e un quartetto con due tastieristi, quelli che hanno lavorato sul mio primo LP solo, più Alex Acuna alla batteria. Se Alex è oìimpegnato c'è comunque Vinnie, conosce i brani.

Sempre nomi altisonanti nel panorama musicale mondiale...
Sì, siamo tutti di Los Angeles, ci vediamo spesso. Il quartetto con i due sintetizzatori è comunque quello che lavora di più. Sempre compatibilmente con i nostri impegni. Non è facile tenerli costantemente attivi. Scusa da quale città d'Italia vieni?

Torino
Ricordo di aver suonato un paio di anni fa a Torino, in un locale chiamato Big Club. E' stata una serata memorabile, c'era tutto il locale imballato di gente, uno show bellissimo, me lo ricordo molto bene, è piaciuto a tutti noi della band suonare a Torino. Abbiamo girato per la città, è molto bella. Siamo andati a mangiare in un posto bellissimo!

Sento che un pò di italiano lo parli!
Certo. Capisco un pò il significato delle frasi, il discorso in generale. Sono cresciuto in una famiglia dove il dialetto era un linguaggio comune, il dialetto calabrese. E' molto particolare, spigoloso. Quando ero a Reggio Emilia ho cercato il mio cognome negli elenchi di tutta Italia disponibili al centralino dell'albergo. A Cosenza ho trovato diciassette Patitucci!!!

Ce ne sono più a Cosenza o a Brooklyn di Patitucci?
A Brooklyn li conoscon tutti i Patitucci, perché sono tutti miei parenti! Mio padre aveva undici fratelli e sorelle. Alcuni sono rimasti in Calabria, altri si sono sposati in America, a Staten Island. Ho ancora tre zie lì. Alcuni altri zii stanno adesso nel New Jersey, ma di solito si spostano per stare vicini, hanno un forte attaccamento familiare tra loro. Anche nell'elenco di Catania ho trovato quattro Patitucci!

Ancora una domanda, che contrabbasso usi adesso?
E' un Pollman, suona molto bene. Non è estremamente vecchio, l'ho acquistato per pochi dollari. Ho trovato dei contrabbassi italiani vecchi e che suonano benissimo, mi piacciono molto. Devo comprarne uno prima o poi. I contrabbassi italiani sono i migliori che ho sentito.

Abbiamo molti liutai bravi in Italia, al limite puoi fartene fare uno su misura.
Non richiedo qualcosa di particolare, neanche di molto vecchio e costoso. Voglio solo un contrabbasso che suoni benissimo.

So che Peter Wilfer della Warwick sta lavorando con Eddie Gomez per produrre un contrabbasso elettrico senza cassa acustica. Del resto il padre di Peter costruiva le chitarre Framus e in catalogo aveva un contrabbasso simile. Sul retro della copertina di "Zenyatta Mondatta" dei Police c'è una foto di Sting con uno di questi contrabbassi elettrici. Può interessarti?
Ricordo quella foto e conosco i contrabbassi elettrici Framus. Non sapevo li costruisse il padre di Peter. Io vorrei passare a Cremona e trovare qualche cosa di buono, con un ottimo suono. Voglio anche provare qualche prototipo di questi contrabbassi che Warwick sta costruendo con Eddie Gomez, mi interessa l'idea. Eddie è un grande musicista e penso sia un'ottima idea lavorare con lui per costruire un contrabbasso elettrico. Hai visto qualcuno di questi prototipi?

Non ancora, non ho più avuto modo di parlare con Peter Wilfer a riguardo. Puoi comunque chiedergli informazioni direttamente visto che sei in contatto con loro.
Certo, sono molto interessato. Allora arrivederci in Italia!

di Paolo Sburlati

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