GARYBALDI, Storie di un'altra Città

Fulvio Cappanera 01 lug 2016
Genova, fine anni Sessanta. Sono tanti i giovani che in quel periodo vogliono imitare il playing di Jimi Hendrix ed Eric Clapton, ma la maggior parte degli insegnanti di allora è ancorata alla tradizione, allo studio del solfeggio e cose simili. Proibiti bending e pentatoniche, quindi, come imparare le nuove tecniche della chitarra?

C’è il Christie’s, un locale nel centro del capoluogo ligure, dove il palco è a disposizione dei musicisti che vi salgono per interminabili session. Proprio su quel palco si alternano una manciata di giovanissimi chitarristi e bassisti che, dì lì a venire, scriveranno certe pagine della storia del rock genovese e non solo. Uno di questi è Bambi Fossati: Stratocaster a tracolla e Marshall amp come Hendrix, il suo faro e mentore. I più giovani ascoltano con devozione i lick che solo Bambi sa fare e poi tutti a casa, cercando di ripeterli… alla faccia degli insegnanti!

Bambi (chitarra/voce) inizia nel 1965 quando fonda i Gleemen con Maurizio Cassinelli (batteria/voce) e Angelo Traverso (basso), raggiunti poi da Lio Marchi (tastiere), proponendo un repertorio rock & beat come la maggior parte delle band di quell’epoca. Nel 1968 i Gleemen incidono un 45 giri (Marta Helmuth/Corri Corri Corri) che ...
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apre loro il palco di numerosi concerti e li porta, nel 1970, alla pubblicazione del loro album omonimo.

Nel 1971 il nome della band cambia in Garybaldi e, accanto al rock in stile Hendrix, prendono a comparire certi elementi del progressive. Il nuovo album che pubblicano nel 1972 si intitola Nuda e l’immagine di copertina viene realizzata da Guido Crepax!

L’album riscuote un notevole successo e trasforma i Garybaldi in uno dei principali gruppi del momento, impegnati in numerosi i concerti in Italia, più qualche puntata fuori dai confini come opener dei grandi dell'epoca: Bee Gees, Carlos Santana, Uriah Heep e Van Der Graff Generator.

Nel 1973 Marchi e Traverso lasciano ed entra in squadra Sandro Serra: con il nuovo lineup realizzano quell’anno Astrolabio, un album marcatamente progressive strutturato come vuole la regola di allora: due soli brani, uno per facciata.

Dopo l’uscita dell’album, Bambi prende a dedicarsi ad altri progetti e per i Garybaldi arriva un periodo di silenzio. Tornano anni dopo, nel 1990, con Bambi Fossati & Garybaldi, l’album che, accanto al leader, vede la presenza di Maurizio Cassinelli, Marco Mazza e Carlo Milan. Nel 1993, con una formazione diversa, viene pubblicato Bambi Comes Alive. Salto al nuovo millennio: nel 2000 esce La ragione e il Torto, un lavoro diverso dai precedenti, in cui riaffiora lo stile del Bambi della prima ora: quello blues e rock con inflessioni metal.

Nel 2010 esce Note Perdute, una raccolta di vecchi brani con Bambi in prima linea e numerosi graditi ospiti.

Passano gli anni ma la voglia di suonare resta: nel 2011 Cassinelli e Traverso provano a ricreare le atmosfere di un tempo a cui Bambi non può contribuire. (Il suo fisico è già debilitato dalla malattia che lo porterà nel giardino dei grandi musicisti del passato…) Al suo posto c’è Ricky Pelle e nell’album titolato Live in Bloom (2011) vi è anche il contributo di Marco Zoccheddu.

La band genovese partecipa a “Prog Exhibition” la rassegna organizzata dalla Capitale che raccoglie le più note progressive band italiane, chiamando anche Maartin Allcock (Fairport Convention), Richard Sinclair (Caravan), Mel Collins (King Crimson), Martin Barre (Jethro Tull) e Steve Hackett (Genesis). Con l’occasione viene registrato un album in cui appare un brano dei Garybaldi tratto dal loro Nuda (1972).

E siamo all’oggi. Lo scorso giugno 2016 é uscito Storie di un'altra Città, un album che si collega strettamente ad Astrolabio del ‘73, là dove progressive e rock si danno la mano. Coinvolti nell’album vi sono Maurizio Cassinelli (voce/percussioni), Jon Morra (voce/tastiere), Alessandro Paolini (basso/contrabasso), Davide Faccioli (chitarra) e Marco Biggi (batteria), alle cui registrazioni partecipa anche David Jackon (flauto e sax dei Van Der Graff Generator). Lo spirito di Bambi é ancora presente: la scaletta dell’album contiene la precedente registrazione di un brano da lui scritto e cantato. Storie di un'altra Città prevede la versione in cd e in vinile, la cui copertina in stile anni Settanta è disegnata da Pietro Spica.

BAMBI FOSSATI


Pier Nicolò Fossati – detto Bambi – è nato a Genova il 28 aprile 1949. Il soprannome lo deve alla nonna, che lo conia quando lui è bambino, in vacanza con lei. Il piccolo nipote ama infatti andare a giocare nei boschi da solo… talvolta senza ritrovare la strada di casa.

Bambi inizia a suonare da adolescente, nel 1965, e finisce presto su numerosi palchi sulla Penisola. Ascolta i primi dischi di Jimi Hendrix e ne rimane folgorato. Prende a studiare l’artista nel profondo, fino a divenirne un grande esperto. (Parecchi biografi e scrittori, italiani e non, si sono avvalsi della consulenza di Bambi in tal senso)

Quello di Bambi è un carattere forte e deciso: la sua passione è la musica e, soprattutto, la sua chitarra. Pur essendo un grande appassionato di Jimi Hendrix, abbraccia anche generi diversi, divenendo quel che si definisce un innovatore. (Nei primi album dei Garybaldi si trovano già certe tracce del grunge, mentre nel suo progetto battezzato Acustico Mediterraneo appaiono elementi elementi di world music… decisamente parecchio tempo prima che si parlasse di questo genere di musica!)

Sono parecchi i giovani di oggi il cui padre è andato a lezione da Bambi: lui, infatti, amava insegnare e, oltre alla tecnica, trasmettere emozioni…
Bambi se n’è andato in silenzio il 7 giugno 2014, dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto nel cuore di chi ha conosciuto ed apprezzato la sua musica…

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