Picknic con rock GuitarClub Agosto 1986

Daniela 01 ago 1986
Un suono tipico di chitarra, quasi privo di effetti, magicamente immerso in quell'atmosfera country-rock e così velatamente romantico: questa è l'immagine che mi si presenta di Ivan Graziani dopo aver ascoltato il suo nuovo album; e tra un rock'n'roll, giri di parole e dolci atmosfere anche il suo ultimo lavoro è terminato... in un "Picknic".

L'album "Picknic" appunto, contiere brani scritti - testi e musica - da Ivan Graziani e possiamo dire certamente che si tratta di un buon lavoro e soprattutto caratteriale: ritroviamo quello stile "firmato Graziani"; una distinzione che non possiamo sottovalutare in un caos di "manieristi" privi di personalità e originalità.

Un album quindi che non tradisce le aspettative soprattutto dei fedeli, fatto con cura ed attenzione grazie anche ai collaboratori che Ivan Graziani ha pensato di scegliere: Franca Evangelisti, che ha scritto i testi di due brani, mi dice che è stato molto divertente lavorare con Ivan e Fabio Liberatori, arrangiatore e tastierista, mi ha dichiarato di aver lavorato molto ma di essere soddisfatto.

Bisogna inoltre dire che i bei suoni sono merito del fonico Maurizio Montanesi (di cui non rivelerò il "nomignolo"!) e che la ritmica è stata fatta da Beppe Pippi al ...
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info intervista

Ivan Graziani
Picknic
basso e da Pasquale Venditto alla batteria. (Naturalmente lo "staff" dei collaboratori e musicisti è molto più numeroso). Certamente il tipo di rapporto che ha instaurato con i tecnici e i musicisti, così familiare e di reciproca partecipazione, è indispensabile per una buona riuscita dei lavori.

Mi dice inoltre di aver registrato cercando di ricreare in studio quelle sonorità e atmosfere da concerto "live" perché - afferma - sono la sua dimensione migliore e certamente danno all'album una carica espressiva maggiore. Un album quindi, che dopo un anno e più di attesa, è pronto per essere ascoltato e che ha tutte quelle caratteristiche che ben conosciamo e che fanno di Ivan Graziani un personalissimo e apprezzabile autore.

Ma vediamo ora più da vicino cosa caratterizza la musica di Ivan Graziani.

Quali sono le chitarre che usi?
Uso preferibilmente la 335 Stereo: ne ho due , una del '69 e una del '72, che oltre ad essere introvabili, sono particolari e adatte alle esigenze di un chitarrista che ricerchi aggressività o dolcezza, e siccome sono mezza cassa, anche quando le "imballi" con l'amplificatore per fare un suono distorto, conservano quel suono caldo, quella rotondità e dolcezza appunto, che è un pò la caratteristica del mio suono. Da quando faccio dischi ho sempre usato questo tipo di chitarra e un amplificatore, il 200 watt della Roland, che non è più in commercio.

E della White Falcon che mi dici?
(Sorride! ndr) Che è una cartolina meravigliosa, come Marylin Monroe. Ha dei suoni caldissimi, molto country. Mi piace molto.

Quali corde usi?
Io sono un noto "divoratore di corde", cambio una muta quasi ogni due giorni. Uso comunque le Galli; sono un'ottima marca italiana.

Che scalatura usi?
Uso una scalatura media sia sulla chitarra elettrica che su quella acustica.

Come mai non usi effetti?
Perché il concetto del mio gruppo è rigorosamente rock'n'roll; la chitarra così com'è, il basso così com'è e via dicendo. E' la mia caratteristica, quella cioè di avere un suono "sincero" ma soprattutto sintetico - ci tengo a dirlo -, il concetto deve partire e arrivare con la stessa "violenza", mantenendo una dimensione più immediata e spontanea. Adopero soltanto un allungatore della MXR e un compressore.

Mi parlavi però di un pickup?
Sì, probabilmente quest'anno in concerto, se riuscirò a trovare la dimensione giusta, voglio adoperare il pickup Midi per chitarra che ha fatto la Shadow. Ti dà la possibilità, attraverso una piccola manipolazione sulla chitarra, di poter manovrare, appunto via Midi, qualsiasi tastiera.

Cosa ne pensi della chitarra Synth della Roland?
L'unica differenza che c'è tra la Roland e questo pickup della Shadow è che tu puoi fare la stessa cosa usando però la tua chitarra, il tuo suono.

Mi parlavi però di una forma che nella Roland non "trovi"?
Io considero la chitarra ancora come una "donna con le curve al punto giusto", bella da "toccare". Comunque a parte questo, io sono ancora per una chitarra che in partenza ha un suono suo.

Quali chitarristi internazionali hanno influenzato la tua musica?
Per l'acustica, anche se non è considerato un grande, Paul Simon, soprattutto dalla fine degli anni '60. Devo dire però che non ho una grande simpatia per i "tecnicisti" e comunque per quelli che perseguono la tecnica come unico scopo della loro vita.

Quali sono invece i chitarristi italiani, che apprezzi di più?
Posso farti alcuni nomi, ad esempio Fabio Mariani, che ha anche suonato nel mio disco, e poi in genere, mi piacciono i turnisti, quelli che in sala riescono a fare tutto. Mi piace Luciano Ciccaglione e tra gli emergenti Massimo Fumanti.

Giunti al termine della nostra intervista, lo vedo comodamente sedersi e circondarsi delle sue chitarre per concedersi simpaticamente al fotografo.

di Gloria Pinna

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