ANIMAL AS LEADERS THE MADNESS OF MANY

Riccardo Turchi 03 feb 2017
Creare nuove forme e dimensioni musicali è impresa ardua… Se poi le si vogliono esprimere tramite una chitarra, sei corde possono non bastare: ne occorrono almeno otto!
Si entra allora nel mondo di Tosin Abasi – deus ex-machina degli Animal As Leaders – che ha sviluppato un nuovo linguaggio chitarristico miscelando generi e mood diversi, tra cui lo shred neo-classico, progressive metal, jazz/fusion e djent. Il tutto, supportato da una sconfinata padronanza della chitarra, che gli permette di eccellere con tutte le tecniche: pennata alternata, legato, sweep picking, hybrid picking, tapping e non ultimo lo slap…
Non è un caso che il suo talento abbia attratto Joe Satriani (che ha voluto Abasi nel G4 Tour del 2015) e Steve Vai che lo ha coinvolto nel Generation Axe, il suo progetto live del 2016!

Quarta uscita discografica degli Animal As Leaders, The Madness Of Many conferma la direzione innovativa intrapresa dalla celebre band nata a Washington DC nel 2007 e, come per i precedenti capitoli, il suo ascolto non risulta facile pur se decisamente intrigante.

Arithmophobia, la traccia che apre l’album in questione, è introdotta da un tema dal sapore etnico eseguito da un sitar che però lascia subito spazio ...
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ANIMAL AS LEADERS
THE MADNESS OF MANY
Sumerian Records
a un riff distorto che va a incastrarsi sui tempi dispari della batteria. Seguono Ectogenisis e Cognitive Contortions, là dove la chitarra ritmica di Javier Reyes e la solista di Tosin Abasi interagiscono a dovere: esattamente come accade nelle complicate strutture dei dieci brani della scaletta.

Inner Assassins mostra un riff articolato e veloce, nonché un assolo che ricorda talune sperimentazioni fatte in passato da Joe Satriani.
Private Vision Of The World si differenzia dai successivi Backpfeifengesicht e Transcentience, per i richiami alle tecniche soliste più articolate di uno dei capiscuola dello shred, Greg Howe; mentre in The Brain Dance si sviluppano melodie celtiche eseguite con chitarre acustiche che si sovrappongo a riff elettrici nella parte centrale del brano.

La chiusura è affidata a Apeirophobia, unica composizione interamente acustica della scaletta là dove, imprevedibilmente, emergono momenti di musica barocca… proprio nello stile del poliedrico chitarrista nigeriano/statunitense.

Un disco in cui prevale un virtuosismo cerebrale più rivolto ai fini didattici che compositivi: brani da gustare al meglio in un contesto live e rivolti ai chitarristi interessati ad immergersi in ambiti mi sperimentati prima…

Gli Animal As Leaders – ricordiamolo – sono Tosin Abasi (guitar), Javier Reyes (guitar), Matt Garstka (drum).

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