Vicente Archer utilizza Ampeg per basso e contrabbasso

Redazione 25 mar 2017
Esponente della cultura post-Woodstock, Vicente Archer ha cominciato come chitarrista jazz. Si è formato al leggendario New England Conservatory e poi alla D’Amore-McKim School Of Business di New York. “Ho studiato la chitarra per un paio di anni, mentre il basso era il mio secondo strumento: a un certo punto ho capito che la mia direzione era il quattro corde…” – spiega Vicente.

Soltanto 8 mesi dopo la sua full immersion nel mondo del basso, Archer viene chiamato dal sassofonista Donald Harrison per la registrazione del suo album “Free To Be” che si aggiudica un Grammy. Inizia per Archer un elenco di collaborazioni di gran pregio, accanto a Terence Blanchard, Freddie Hubbard, Wynton Marsalis, Stanley Jordan, Kenny Garrett, giusto per fare nomi...

Anche oggi Archer si muove tra le pieghe di territori altisonanti, suonando con Robert Glasper, John Scofield e Nicholas Payton; senza dimenticare le ultime release di Amos Lee e Norah Jones, ed anche il film “Miles Ahead” di Don Cheadles.

Archer inizia col contrabbasso, strumento che adora a tutt’oggi, poi traghetta l’attenzione sul basso elettrico e, di conseguenza, sugli amplificatori Ampeg: “è fondamentale avere il proprio suono; io ho sempre gravitato tra i suoni della musica ...
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classica ed alcuni dei miei album preferiti sono stati registrati negli anni Cinquanta e Sessanta. Album di jazz, soul e rock… C’è un preciso suono di basso in quella musica e guarda caso, lì ci sono gli amplificatori Ampeg. Quando ho iniziato ad imbracciare il basso elettrico, ricercavo proprio quel tipo di sound e così sono entrato nell’orbita degli Ampeg…” – dichiara il celebre bassista newyorkese.

Riguardo al contrabbasso, spiega: “non amplifico con gli Ampeg soltanto il mio basso elettrico, ma anche il mio contrabbasso che, a quel punto, sfodera un sound unico; adoro il suono pieno del body e il fatto che ogni nota abbia il suo giusto peso. Con Ampeg ho tutto questo, sempre…”

Nei club Archer suole utilizzare un Ampeg Micro-VR ed un combo B-100R Rocket Bass (“amplificatori leggeri da trasportare e con un suono potente!”), mentre è il B-15 che utilizza per la maggior parte delle registrazioni: “se in studio non ce n’è uno, mi porto il mio!...Naturalmente, l’Ampeg SVT è straordinario, ma è grosso e non sempre trovo in studio lo spazio adeguato: il B-15, invece, è proprio adatto a me. Dimensione giusta e, soprattutto, il suono rotondo, ricco e pieno che piace a me… con il basso e con il contrabbasso. Anzi, proprio al mio contrabbasso, consegna una profondità maggiore e corposa. Lo adoro!”

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